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A pochi giorni dall'ufficializzazione delle dimissioni da direttore sportivo dell'Fc Acireale, Santo Palma torna a parlare. Lo ha fatto questa mattina in esclusiva per "Canale 9" e la redazione di GolSicilia.it. Un'intervista a 360° sulle motivazioni che lo hanno spinto a questa drastica decisione, ma anche una riflessione sul calcio dilettantistico siciliano e locale e sul futuro del calcio ad Acireale. Con un messaggio finale da recapitare direttamente in Lega.
«Non ho più le motivazioni per andare avanti - ha dichiarato Santo Palma. Il mio ruolo da direttore sportivo non è solo quello di fare la squadra, ma anche di coccolarla, di crescerla, di viverla e quando un direttore sportivo non sente di avere più motivazioni, non riesce più a dare niente ai propri uomini è giusto che faccia un passo indietro e che rifletta. Ma tutto il mondo dilettantistico locale dovrebbe riflettere, affinché ognuno di noi dia il suo piccolo contributo che permetta a questo mondo di salvarsi e di non andare alla deriva, come invece sta succedendo negli ultimi anni».
«In tutta questa situazione che riguarda l'Fc Acireale - ha poi aggiunto l'ex DS dell'Fc Acireale - ha perso il calcio innanzitutto, soprattutto il calcio siciliano. Tutto ciò che vediamo è artificiale, i punti che vediamo in classifica non sono quelli maturati in campo. E non solo in Eccellenza ma anche in Promozione, girone C».
«Hanno fatto male anche le reazioni di tanti colleghi del mondo calcistico, perché da uomini di calcio mi aspetterei che i giudizi non siano dati in base al fatto che con i 3 punti ci si guadagni o ci si perda, ma i giudizi devono essere dati per migliorare il mondo in cui noi viviamo calcisticamente. Nessuno che ha detto: “ok va bene l'Fc Acireale è stato leggero e adesso paga per i suoi errori, ma da domani adoperiamoci per cambiare perché è una regola assurda". Un presidente che può fare e firmare tutto e che non può firmare solo i tesseramenti è qualcosa di assurdo, anche perché è una cosa che tecnicamente non influisce sul calcio giocato, che tecnicamente non ha aiutato l'Fc Acireale. Forse questo giocattolo piaceva solo a noi e si è pensato di fermarlo in questo modo».
Non mancano, però, le riflessioni sull'Acireale sportiva, che Palma ha vissuto da vicino in questi mesi e che secondo lui si trova "davanti ad un bivio": «Acireale deve capire cosa vuole fare del calcio. Dal 2006 al 2014 sono passati solo 8 anni ed Acireale è tornata indietro come nel gioco dell'oca, quindi credo che tutte le componenti della città, dall'imprenditoria, alla politica e i tifosi dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e riflettere cosa fare con l'Acireale calcio, aldilà dei nomi Fc, Ssd, As o Sp. Alla città dico dunque di svegliarsi e di ricompattarsi».
Un pensiero, infine, va anche alla Lega: «Svegliamoci, perchè la Lega siamo tutti noi, le società che la compongono e che ogni anno pagano soldi per iscriversi. Non è solo il presidente Morgana, ma siamo noi le società che permettiamo alla Lega di vivere. Per l'Eccellenza ogni anno paghiamo 12.000 euro di iscrizione a squadra ed è giusto che la Lega ci assista in ogni cosa, non che la Lega dica che non spetta a lei controllare il tesseramento. E' giusto che noi paghiamo e che la Lega ci dia certezze».
di Mario Garozzo