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Fc Acireale, Palma a GS.it: «Abbiamo un progetto giovane ed a lunga scadenza»

Intervista esclusiva al direttore sportivo degli acesi


Anticipata da Golsicilia.it ad inizio maggio, l'operazione del trasferimento ad Acireale del titolo sportivo dell'Aci Sant'Antonio Ambrosiana si è concretizzata in modo definitivo nelle scorse settimane grazie al comunicato ufficiale della Lega, la quale ha dato l'ok al cambio di denominazione. La nuova società nata dal titolo sportivo santantonese ha assunto il nome di Fc Acireale, compagine che parteciperà all'imminente campionato di Eccellenza girone B. Nel corso di una conferenza stampa, qualche settimana fa la dirigenza presieduta da Nicola D'Amico ha presentato il proprio progetto, parlando degli obiettivi a breve ed a lunga scadenza. Oltre al già citato di D'Amico, l'organigramma societario vede la presenza del direttore generale Pasquale Leonardo e del responsabile del settore giovanile Antonino Pulvirenti, entrambi dirigenti con un passato recente alla SSD Acireale Calcio. Mentre il ruolo di direttore sportivo è stato affidato a Santo Palma, dirigente catanese che vanta una decennale esperienza nel mondo del calcio. Intervistato in esclusiva dai nostri microfoni, il direttore Palma ha parlato del progetto della Fc Acireale e non solo. 

Direttore, la squadra si sta allenando da un paio di settimane. Le chiedo quali sono le sue prime impressioni a riguardo... 

«Le prime impressioni sono ottime. In questi primi giorni abbiamo continuato il lavoro portato avanti nella scorsa stagione con lo stesso staff tecnico e con l'ossatura della squadra confermata dallo scorso anno. Abbiamo solo aggiunto quattro calciatori che si sono integrati benissimo con il gruppo e si sono subito trovati bene con gli altri ragazzi».

Nella prima amichevole avete battuto per 1-5 lo Sporting Viagrande. Come ha visto la squadra?

«In questa fase il risultato non è importante perchè in questo momento serve solo trovare i giusti ritmi. Sono comunque soddisfatto della prestazione perchè era la prima amichevole che giocavamo, ma personalmente mi aspettavo queste risposte da parte della squadra».

Negli scorsi giorni il vostro girone di Eccellenza è stato ufficializzato. Che torneo si aspetta?

«Sicuramente credo che quest'anno il girone B dell'Eccellenza sia il più duro della Sicilia soprattutto per la presenza di squadre di grande blasone. Vedo tre formazioni superiori alle altre: Siracusa, San Pio X e Tiger Brolo, le quali hanno fatto dei grossi investimenti sul mercato quasi al pari di società di Serie D. Dopo queste tre vedo un gruppo di squadre come Modica, Vittoria, Igea Virtus, Fc Acireale e probabilmente anche la SSD Acireale, anche se ad oggi loro hanno ancora molto da definire».

Intervistato dai nostri microfoni, il presidente onorario della San Pio X Piero Doccula ha affermato che la FC Acireale farà un torneo di vertice...

«Noi sappiamo il campionato che dobbiamo fare e sappiamo che dobbiamo stare sulla parte sinistra della classifica. Noi non abbiamo un potenziale economico importante come altre società, ma sicuramente daremo del filo da torcere a tutti come abbiamo sempre fatto».

Facciamo un passo indietro alla scorsa stagione ad Aci Sant'Antonio... 

«La stagione ad Aci Sant'Antonio è stata straordinaria. Noi eravamo una neopromossa, ma abbiamo fatto un grande campionato e siamo stati per tutto l'anno fra la zona play off e la medio-alta classifica. Abbiamo concluso al sesto posto, ma tutti sanno cosa è successo. A tal proposito, ho denunciato tante cose e finora le mie segnalazioni come quelle del presidente dell'Avola non hanno avuto seguito. Dico solo che numeri alla mano l'Aci Sant'Antonio meritava di andare ai play off, tenendo conto che sia all'andata che al ritorno abbiamo battuto l'Igea Virtus, squadra che poi ha fatto gli spareggi a posto nostro. Ritornando agli episodi accaduti all'ultima giornata, ad oggi gli organi competenti non si sono attivati».

Sul mercato avete scelto di confermare l'ossatura dell'Aci Sant'Antonio di l'anno scorso, ma avete aggiunto calciatori come Cocuzza, Marletta, Nicolosi e Carbonaro...

«Sul mercato abbiamo aggiunto calciatori che aiuteranno a migliorare la già buona squadra di l'anno scorso. In attacco abbiamo preso l'esperto Carbonaro e Nicolosi, punta classe 1989 che l'anno scorso ha segnato 14 gol al Misterbianco. Abbiamo puntellato il centrocampo con l'arrivo di Marletta, il quale è un ottimo calciatore. In difesa abbiamo preso Cocuzza, calciatore che non ha bisogno di presentazioni. Noi siamo sicuri di avere costruito una squadra che possa rappresentare la città di Acireale in modo degno».

Sempre sul mercato ci saranno altri movimenti?

«No, credo che difficilmente faremo altri movimenti. Noi già dal primo giorno siamo completi perchè questo è il mio modo di lavorare, ma poi più avanti non escludo che ci possano essere altre operazioni. Voglio ricordare a tutti che abbiamo puntato sui calciatori acesi e dell'hinterland e noi finora abbiamo dimostrato che in uno spogliatoio di calcio i campanilismi non esistono: basti pensare che noi con un gruppo di catanesi ed un gruppo di acesi, l'anno scorso abbiamo fatto benissimo. Noi come società non sentiamo il bisogno di prendere calciatori di fuori, almeno per questa categoria».

Oltre a tanti calciatori, avete deciso di confermare l'allenatore Salvo Ricca ed il resto dello staff tecnico...

«Si, abbiamo confermato in blocco lo staff tecnico e si è registrato l'ingresso del preparatore atletico Lorenzo Mirabella, una persona che ha già lavorato con me ai tempi dell'Atletico Catania. Lo staff è di prim'ordine sia dal punto di vista umano che tecnico: basta vedere il lavoro fatto da mister Ricca, dal preparatore dei portieri Davide Iacuzza, da Vladimiro Caramel che ha fatto benissimo con la Juniores e la prima squadra, senza dimenticare Angelo Stoppa».

Nella conferenza stampa di presentazione, la Fc Acireale ha annunciato che il proprio progetto sarà basato sui giovani e sui calciatori del territorio...

«Credo che la società abbia dimostrato subito le proprie intenzioni. Sul settore giovanile abbiamo rilevato la Pro Catania, società che gestiamo noi. Stiamo gettando le basi per un progetto a lunga scadenza ed a tal proposito abbiamo fatto dei lavori allo stadio "Comunale" di Valverde, dove i nostri giovani potranno allenarsi per non creare ulteriori disagi alle strutture acesi, le quali sono pochissime ed affollatissime. Sul campo di Valverde abbiamo investito e con i nostri interventi abbiamo reso l'impianto sportivo accettabile. La volontà della società è quella di lavorare seriamente sul futuro e di puntare sui giovani perchè su di loro abbiamo investito una parte del nostro budget annuale. Credo che abbiamo fatto una buona mossa, la quale con il tempo ci darà dei risultati. La nostra programmazione non è limitata ad un arco di tempo stabilito perchè comunque noi ci stiamo attivando per realizzare qualcosa di importante, ovvero una struttura di nostra proprietà dove la Fc Acireale svolgerà tutte le sue attività. Noi stiamo lavorando per portare avanti questa idea di centro sportivo ad Acireale anche perchè oggi il calcio è questo e coloro che non si adeguano ai tempi sono destinati a scomparire. In altre parti di Italia questo si fa da trent'anni, ma in Sicilia siamo in ritardo. La nostra idea di centro sportivo è ancora alla fase iniziale e se ne sta occupando il d.g. Leonardo, con cui mi trovo benissimo e con cui ci siamo divisi i compiti: lui si occupa della gestione e della crescita della società, mentre io dell'aspetto tecnico. Noi vogliamo essere una risorsa per la città di Acireale, ma per realizzare il nostro progetto ci vogliono tante cose come la volontà politica e quella della città».

Lei ad Acireale ha già lavorato nel 2006. Che ricordo ha di quell'esperienza?

«Si, venni contattato da Giuseppe Mauro, ovvero colui che nel 2006 stava per diventare presidente dell'Acireale. Venivo dall'esperienza di osservatore alla Sampdoria e mi offrirono l'incarico di responsabile del settore giovanile dell'Acireale Calcio, offerta che accettai per l'importanza della piazza. Ma poi, dopo qualche mese, ebbi modo di scoprire che la persona che mi contattò parlava benissimo, ma i suoi progetti erano irrealizzabili. Purtroppo rimasi coinvolto in modo marginale in tutto quello che accadde in quell'annata. Posso dire che non ero amico di Giuseppe Mauro, persona che cercava gente di calcio e che ho conosciuto tramite un'amicizia comune. Poi Mauro qualche anno dopo prese il Giugliano, ma non lo seguì. La mia carriera da dirigente parla per me e non sono mai rimasto coinvolto in vicende poco chiare perchè ho sempre fatto calcio lavorando in maniera dura. Purtroppo, a volte, chi fa calcio in modo inconsapevole si trova coinvolto in certe situazioni come quella accaduta ad Acireale nel 2006. Devo ringraziare Mauro perchè dopo di lui riconosco le persone poco affidabili ed in un certo senso quell'esperienza ha completato la mia formazione di dirigente sportivo».

Come vivrete il derby con la SSD Acireale?

«Partiamo dal presupposto che la SSD è la società che da sette anni rappresenta il calcio ad Acireale, ma noi come società non vogliamo metterci in competizione ne con loro e neppure con le altre società acesi. Per noi la SSD è una squadra avversaria come le altre, ma personalmente rispetto e conosco da sempre la tifoseria acese e noi cercheremo di collaborare con tutti. Tengo a sottolineare che noi e loro siamo due società diverse: ognuno farà il proprio percorso e poi ognuno raccoglierà il frutto del proprio lavoro. Noi con la SSD avremo rapporti normali come li abbiamo con le altre società acesi».

Nel calcio dilettantistico la figura del direttore sportivo è sempre più diffusa. Che consiglio può dare a chi inizia questa professione?

«Devo dire che quest'anno ci sono moltissime società che hanno nominato i direttori sportivi. Questo ruolo è importante per chi lo svolge perchè richiede il prendere delle decisioni ed inoltre la figura del d.s. è fondamentale nella costruzione e nella gestione della squadra. Un bravo direttore non deve solo costruire la squadra, ma deve gestirla ogni giorno per tutto l'anno. Io consiglio ai giovani direttori sportivi di prendere sempre delle decisioni e di non lasciarsi condizionare dai presidenti perchè un buon direttore sportivo deve avere il coraggio di imporsi e di pagare le proprie scelte. Io personalmente ho sempre messo la faccia con la consapevolezza che se le mie squadre non raggiungono gli obiettivi della società, sono pronto a pagarne le conseguenze. Insomma, dico ai nuovi d.s. di avere il coraggio di imporsi e se questo non è permesso, consiglio di farsi da parte perchè non ha senso lavorare senza metterci la faccia».

 


Davide Sirna 14/08/2013
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