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Un’altra domenica, e un altro episodio di violenza sui terreni di gioco siciliani. Sullo sfondo della partita tra Atletico Campofranco e Marsala, passata quasi in secondo piano dopo quanto accaduto nei confronti dell'allenatore marsalese Matteo Gerardi, costretto a seguire l’intero incontro dagli spogliatoi per evitare il peggio. Le accuse, secondo Gerardi, sono state pesanti e andate avanti fin dal pre-partita e terminate solo quando gli ospiti hanno lasciato lo stadio. A risposta delle dichiarazioni del dirigente del Marsala, in esclusiva abbiamo sentito il racconto di quanto accaduto domenica secondo gli occhi dell’allenatore dei giallorossi Salvatore Restivo in risposta alle parole di Matteo Gerardi (CLICCA QUI per leggere le dichiarazioni del tecnico del Marsala).
«Durante e dopo la partita non è successo niente, solo i classici insulti e cori che ogni tifoso rivolge alla squadra avversaria, cose che in ogni partita di calcio è routine; e non mi sento di condannarli in toto, perché in quanto spettatori paganti hanno il diritto di manifestare le proprie opinioni. I tifosi se la sono presa con lui, per le parole, a quanto pare dette, nella gara d’andata, ed è chiaro che sono dispiaciuto per quanto successo. Ma anche Gerardi non si è comportato bene, non avrebbe dovuto reagire così con Di Maria, anche il colpo dato dal mio difensore non è stato volontario. Ma se tra Di Maria e Gerardi ci sono stati screzi in passato, questo non mi riguarda e saranno loro a chiarirsi».
«Non abbiamo niente nei confronti del Marsala, anzi abbiamo cercato in tutti i modi proteggerli dall’assalto dei tifosi, respingendo fuori dal campo un tifoso che prima della partita ha cercato di entrare, evitando che potesse interrompere il riscaldamento dei nostri avversari. Ribadisco che tutti gli insulti erano rivolti solo a Gerardi, e quando è entrato nello stadio ci sono stati alcuni dirigenti gli hanno rinfacciato la famosa presunta frase da lui pronunciata all’andata, ma neanche i giocatori hanno innervosito la partita in modo particolare, non ci sono neanche stati molti ammoniti. Dopo la partita i tifosi dalla tribuna hanno continuato a contestare Gerardi, e poi lui si è lasciato andare a questi episodi di nervosismo; ma ripeto, nessuno era contro il Marsala, tanto che io stesso ho accompagnato Sandri negli spogliatoi in modo assolutamente amichevole. Chiaro che sono rimasto deluso dalle parole scritte su Facebook dai miei giocatori, ma sono state pronunciate da chi ha vissuto la gara d’andata e ha sentito la famigerata frase dal vivo. Certo la vendetta annunciata era sbagliata, e infatti i giocatori in campo non hanno fatto nulla per alimentare tali voci; le uniche parole di offese sono arrivate dai tifosi e non vorrei che Gerardi amplificasse la vicenda perché veramente non si è andati oltre gli insulti verbali dalla tribuna».
E sulla provocazione lanciata proprio da Gerardi su un possibile accordo tra le tifoserie di Campofranco e Parmonval, ecco il Restivo-pensiero: «La provocazione di Gerardi di una possibile combutta tra i tifosi del Campofranco e quelli della Parmonval mi sembra un’offesa alle persone intelligenti, perché è assurdo anche il solo ipotizzare una cosa del genere. E poi con i palermitani siamo in ottimi rapporti, come con tutti i nostri avversari, Marsala incluso, perché il calcio inizia e finisce sul campo. Non sapevo neanche che Corrado Mutolo fosse venuto ad assistere alla partita, siamo amici e spesso viene a vedere le nostre gare, e io faccio lo stesso anche con la Parmonval. Siamo uomini come tutti, siamo liberi di assistere a tutte le partite che vogliamo. È perfettamente normale che un allenatore che ha giocato il giorno prima vada assistere il giorno successivo ad un’altra partita tra due dirette concorrenti. E mi risulta che al termine della partita lui sia andato via come uno spettatore qualunque. Una provocazione del genere è da vigliacchi, i due episodi, quello di Mondello e quello di ieri, sono completamente separati l’uno dall’altro».