Continua il sogno del Campofranco: raggiunto il Manfredonia in finale

Giallorossi sotto di due reti, riescono a rimontare ed adesso si giocheranno la D in Puglia


Il Campofranco non finisce mai di stupire: si conoscevano le qualità tecniche di questa squadra, si conoscevano già i volti dei giovani più promettenti, nel corso del torneo il pubblico ha dato grandi prove di sè, ma non si era mai avuto modo di vedere il lato cinico e concreto dei giallorossi.

Sotto di due reti contro un Valdiano che non ci stava a far da partner sacrificale per la festa nissena, sembrava oramai tutto compromesso; il vantaggio dell'andata, era stato già vanificato al 9', quando un gran tiro di Salomone porta avanti gli ospiti. Successivamente, De Filippo al 31' insacca ancora per il Valdiano ed a questo punto per i padroni di casa si metteva davvero male.

Ma il pubblico ha avuto il merito di animare il comunale di Casteltermini anche con il passivo di due reti e i giallorossi non si sono persi d'animo, ingranando la marcia verso una "remuntada" che sa di grande impresa, degna di una grande squadra.

Prima un rigore di Polito, poi nella ripresa la rete di Costa, regalano alla squadra nissena politicamente, ma che ha oramai seguaci tanto nell'agrigentino quanto nel palermitano, la finalissima nazionale per salire in serie D.

Una finale cercata e voluta, conquistata con un gran lavoro non solo da un punto di vista tattico e fisico, ma anche mentale; il Campofranco infatti, ha dimostrato di non essere più una sorpresa del calcio siciliano, ma una realtà consolidata, una grande squadra che, come tale, ha saputo soffrire e poi contrattaccare nel momento giusto.

Grande festa in paese: giovani e meno giovani, le sempre presenti tifose giallorosse, perfino un fun club di Alia, hanno festeggiato uno dei traguardi più importanti del calcio siciliano: sì, forse è bene parlare a livello generale di calcio siciliano, perchè in un'isola in cui i capoluoghi e le grandi piazze, ad esclusione di Palermo, Catania e Trapani, stentano parecchio, vedere un paesino tranquillo di tremila anime avanzare a questi livelli, forse è il segno che qualcosa sta cambiando in positivo, è testimonianza che qualcuno ha finalmente capito che a pagare non sono i libri dei sogni o le favolette raccontate a mezzo stampa, ma la progettualità costante e duratura.

Adesso per il Campofranco e per tanti campofranchesi, a prescindere da come andrà la finale, di sicuro si profila una vera festa tutta seguire, un incrocio suggestivo in Puglia che sa di storia: infatti, i giallorossi sfideranno il Manfredonia, a prima vista una sorta di Davide contro Golia, visto che i pugliesi rappresentano una delle città più importanti del tavoliere foggiano ed hanno alle spalle una storia calcistica di primo livello in serie C, categoria a cui soltanto nel 2010 hanno dovuto rinunciare per motivi economici.

Sarà emozionante per questa comunità dell'entroterra siculo, portare i propri colori ed il proprio nome, fino in terra pugliese; il calcio è bello anche e soprattutto per questo: permette anche a piccole realtà di poter duellare fianco a fianco con nomi più blasonati e, spesso e volentieri, questi ultimi si sono dovuti arrendere in passato ai "più piccoli." Per Campofranco e per la Sicilia, speriamo che anche questa volta il miracolo vada in porto.


Mauro Indelicato 03/06/2013
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