



Trapani nella storia: grazie ragazzi!
Cremonese-Trapani 3-4: il post gara, tutte le dichiarazioni
Eccellenza A: le pagelle della stagione
Palermo: comunicato del presidente Maurizio Zamparini
Con il campionato che termina e la conseguente eliminazione ai Play-Off regionali, termina anche l'avventura di mister Corrado Mutolo sulla panchina dell'Atletico Campofranco. Un allenatore giovane, sorpresa dell'ultimo campionato d'Eccellenza. È riuscito a fare calcio ed a far parlare di se, lasciando un'idea comune nella testa degli addetti ai lavori, l'idea che questo allenatore andrà lontano e che non si fermerà al calcio dilettantistico. Affamato di successi, ha affrontato il suo primo campionato d'Eccellenza, conquistando dei record e portando un piccolo centro a fare la sua storia, ora, mister Mutolo vuole cambiare aria, vuole trovare nuove motivazioni, vuole ancora vincere.
Molti sono i temi trattati in questa intervista, l'ex mister del Campofranco si è raccontato, in esclusiva, ai nostri microfoni. Ha parlato del passato, del presente e dei possibili scenari che si potrebbero presentare nel prossimo futuro.
Mister Mutolo, le vorremmo chiedere di raccontarci della sua stagione all'Atletico Campofranco.
MUTOLO: «Una stagione ottima. Ho trovato un ambiente serio e carico della passione giusta, una stagione dove un piccolo centro come il nostro è stato capace di competere con le grandi piazze dell'Eccellenza ed uscire fuori dai Play-Off regionali, a testa alta. Mi aspettavo che fosse un anno meno impegnativo, perchè all'inizio gli obbiettivi erano diversi e sono mutati con il mutare del volere societario, io mi sono subito adeguato cosciente che sarebbe stata un'ottima vetrina per me, che ero al primo anno d'Eccellenza. Credo che sia andata abbastanza bene, nonostante l'eliminazione sfortunata ai Play-Off, potevamo fare qualcosa in più. La società è rimasta contenta del mio lavoro, lo stesso vale per la tifoseria ed alla fine ci siamo lasciati serenamente».
Ecco, a proposito del suo divorzio con la società, ci dica quali sono state le motivazioni?
MUTOLO: «Io credo che nella vita di ogni uomo non conta solo l'aspetto economico, conta l'amicizia e la presenza delle motivazioni giuste. Una decisione che avevo già preso un mese prima della fine del campionato. È stato un campionato difficile e credo di aver dato tutto quello che potessi dare a questa società, sono un allenatore giovane ed è per questo, che le motivazioni devono essere messe in primo piano. La società ha compreso immediatamente la mia decisione e quindi, ci siamo lasciati senza problemi, conservando questa amicizia che è stata fondamentale per il raggiungimento di determinati obbiettivi. La società mi ha sempre difeso e protetto di fronte a qualsiasi situazione che una piazza calda, come Campofranco, ti mette davanti».
Lei ha detto, che per un allenatore giovane come lei contano le motivazioni, ma io ora vorrei chiederle: se il Campofranco avesse vinto i Play-Off e fosse approdato in Serie D, lei sarebbe rimasto alla guida della squadra?
MUTOLO: «Forse qualcuno potrebbe leggere questa intervista e potrebbe pensare che io sia presuntuoso nel dire che era una decisione già presa e che l'avrei rispettata in ogni caso. Ebbene, io vi dico che io ed i miei collaboratori avremmo lasciato comunque, perchè dobbiamo crescere ed abbiamo bisogno dell'esperienza giusta e di essere nelle condizioni di non sbagliare. Se un allenatore non è mentalmente convinto, è giusto che lasci il progetto. È stata la scelta più corretta».
Il Ribera ha vinto il campionato, l'Akragas si è qualificata per i Play-Off Nazionali, però, per molti, il Campofranco ha praticato il miglior calcio dell'Eccellenza 2011/12.
MUTOLO: «Si, questa è una cosa che riempe di orgoglio me, la società ed il nostro piccolo paese. Per noi è stato come vincere il campionato, abbiamo vinto partite importanti e siamo sempre usciti tra gli applausi. Gli addetti ai lavori si sono complimentati con me per il gioco espresso. È stata un'ottima sponsorizzazione per me».
Da statistica, voi avete chiuso con il migliore attacco formato da 58 gol, ma con la peggiore difesa delle vostre concorrenti. In totale avete preso 39 gol.
MUTOLO: «Nel girone del ritorno abbiamo recuperato, ne abbiamo presi di più nel girone d'andata. Parecchi gol subiti da palla inattiva e per disattenzioni varie, come in certi match, dove con un vantaggio considerevole, ci siamo lasciati colpire a causa delle nostre disattenzioni. Questa situazione era già calcolata, perchè il mio gioco è un gioco che si basa sull'attacco, soprattutto usufruendo di giocatori importanti in avanti per la categoria come quelli del Campofranco. Come è giusto evidenziare il nostro attacco, è giusto segnalare le nostre pecche in difesa. Nessuno però, ha parlato del fatto che durante il campionato, io non ho utilizzato alcun '92 in difes, una difesa giovanissima, che nonostante ciò ha agguantato i Play-Off. Il nostro era un bel calcio, consideri che i nostri tifosi pagavano un tagliando, il cui costo era di dieci euro, uno dei più alti della categoria. Nessuno si lamentava».
Mister Mutolo, ci dia un parere su questa classifica. Secondo lei, è la classifica giusta o si aspettava qualche sorpresa in più?
MUTOLO: «È corretta. Ha vinto la squadra più continua e cinica, io ho avuto modo di fare i complimenti al Ribera ed a mister Brucculeri, ma li rinnovo in questa intervista. Seguono Alcamo ed Akragas: bè, per loro non sarà facile pensare di aver chiuso con qualche punto di troppo dal Ribera, del resto erano state costruite per vincere. Ci si poteva aspettare di più. Il Kamarat è stata la sorpresa, ma solo per alcuni perchè io ero cosciente dei mezzi della compagine di Cammarata. Il San Giovanni Gemini era partito con altri presupposti, insomma io credo che questo è stao il miglior campionato d'Eccellenza degli ultimi 5/6 anni».
Ora, cerchiamo di immaginare il futuro. Le voglio proporre una situazione: se domani, venisse a bussare alla sua porta la società dell'Alcamo o qualche altra società, per proporle la panchina del prossimo anno. Lei cosa risponderebbe, oltre a "Buongiorno, si accomodi"?
MUTOLO: «Essere accostato a società blasonate come l'Alcamo, è un piacere. Poi ci sono delle voci che vedono l'Alcamo fare domanda di ripescaggio, perciò non si sa mai. Sai, grandi piazze come Agrigento o Alcamo sono il top per la categoria. È normale che mi faccia piacere, così risponderei "Presente" e verificherei i presupposti per disputare qualche campionato. La chiamata di una grande squadra mi farebbe pensare. Se resto in Eccellenza? Io so di essere giovane, soprattutto sono cosciente di aver fatto solo un campionato d'Eccellenza, però se mi proponessero qualche situazione in Serie D, ci penserei con interesse. Sono qui che aspetto e so che ci sono delle società che mi stanno pensando, io aspetto la situazione che faccia al caso mio».
Se dovessi scegliere un allenatore a cui lei si ispira, quale nome mi direbbe?
MUTOLO: «Sceglierei tra Guidolin e Delio Rossi. Mi piace il calcio Spagnolo, cioè il calcio "palla a terra" ed offensivo, ma rimanendo all'interno dei confini Italiani, credo che il migliore sia Guidolin, persona che io ho avuto modo di osservare durante il suo lavoro».
Palermo retrocesso in serie B: la risalita in A è realizzabile in un anno?