Atl. Campofranco, Restivo a GS.it: «Giovani? Io credo in loro»

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Salvatore Restivo, uomo di calcio ed ora allenatore dell'Atletico Campofranco, si ritrova catapultato in questa nuova avventura che lo vede come il protagonista assoluto. Sarà lui, insieme al suo vice Scozzaro, a tenere le fila e ad impiantare le sue idee di calcio ai suoi giovani. Già i giovani, nonché i destinatari di un investimento mirato e ragionato. Mister Restivo tiene alle nuove leve e ne farà il fulcro del suo gioco, uniti all'esperienza di qualche altro calciatore, potrebbero regalare più di un sogno alla cittadina di Campofranco. Manca relativamente poco al via del campionato e siamo nel pieno del calciomercato. Oggi il Campofranco non guarda in faccia nessuno e vorrà presentarsi al meglio ripetendo l'esperienza dell'anno scorso o quantomeno, non facendo rimpiangere il gioco spettacolare della stagione conclusa.

Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva mister Salvatore Restivo.

Lei torna dopo un anno di assoluto riposo lontano dai campi di gioco. Oggi quali sono le sue idee? Politica dei giovani o innesti sicuri?

«Ho sempre lanciato i giovani e continuerò a farlo. Non perché non credo ai giocatori già affermati, provenienti dal calciomercato, ma perché mi fido ciecamente della “linea verde”. Credo in loro e vorrò farne un gruppo coeso». 

Subentra a Corrado Mutolo, allenatore molto giovane e capace, che è riuscito a fare ottime cose in casa Campofranco. Un'eredità difficile?

«Noi stiamo progettando per il futuro, nel frattempo siamo riusciti a trattenere e riconfermare lo "zoccolo duro" dell'anno scorso. Una squadra giovane composta da tanti '90, '91 e '92. Dire che faremo meglio dell'anno scorso non è semplice, ma sicuramente lavoriamo e lavoreremo tanto per fare bene. Dove arriveremo si vedrà».

È stato un anno fermo, ma sicuramente avrà seguito le vicende dell'Atletico Campofranco. Ripensando a quel match play off contro l'Akragas, quali erano le sue sensazioni e quali sono i suoi pensieri, cosciente che oggi, avrebbe potuto allenare una compagine di Serie D?

«Quella partita con l'Akragas fu giocata su un campo in condizioni non ottimali e questa fu la causa di una perdita qualitativa del Campofranco. Mi piacerebbe rivederla giocare su un campo diverso ed in migliori condizioni. Il Campofranco giocando palla a terra ed essendo una squadra dotata tecnicamente, ha trovato enormi difficoltà per i motivi già citati. Certo, rimane il rammarico per essere usciti sconfitti con l'Akragas, che comunque è una grande squadra, blasonata e quindi, difficile da battere».

Lei ha parlato del campo, altri invece, un po’ più "taglienti", hanno dichiarato che i giovani peccarono di inesperienza. Lei è d'accordo?

«No, non è possibile. Ricordiamoci che quel giorno c'era in campo gente come Galeoto e Tummiolo. Non credo che sia questo il problema. Fummo penalizzati da qualche episodio che ha condizionato il match, ci annullarono un gol che era regolare, ma niente drammi. Può capitare nel calcio». 

Campofranco è una medio-piccola realtà, si possono ottenere risultati sorprendenti con queste condizioni?

«Dipende dal tipo di lavoro che si va a fare. Noi stiamo puntando dritti sui giovani e stiamo cercando di dar loro le giuste motivazioni e i giusti stimoli. Questo è un progetto serio e credibile ed io sono il primo sostenitore».

Quali propositi ha per il nuovo anno e con la conferma del suo secondo, Scozzaro, cosa manca realmente per partire? 

«Per ripartire manca poco. Come organico siamo quasi al completo, stiamo solo cercando un attaccante di talento che possa sostituire Messina, che non siamo riusciti a trattenere, purtroppo. Il nostro obiettivo resta la salvezza. Nomi per l'attacco? Abbiamo tante piste su cui ragionare, ma il mercato è caldo e non mi sembra il momento giusto per fare dei nomi». 

Guardando in casa delle altre squadre che militeranno in Eccellenza il prossimo anno, quali la "spaventano" di più?

«Ci sono squadre che si stanno attrezzando egregiamente. Penso all'Audace Monreale, penso al Mazara. Quindi, sarà un campionato molto difficile dove cercheremo di fare la nostra parte. L'anno scorso eravamo al primo anno d'Eccellenza e ci siamo comportati molto bene. Il gruppo cardine è rimasto, faremo pochi inserimenti, ma nei ruoli giusti».

 Ha sentito mister Mutolo? 

«Si, ci siamo fatti i più sinceri auguri ed il classico "in bocca al lupo". Siamo amici».

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Gualtiero Sanfilippo 29/06/2012
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