



Cremonese-Trapani 3-4: le pagelle
Palermo, l’incuBo è finito. Ora come la fenice rinasci dalle tue ceneri: la A è il tuo posto!
MANCOSU a GS.it: «Serie B tosta, ma saremo pronti. Contestazione? Tifosi sono…»
NORDI a GS.it: «Scritta la storia del Trapani, adesso la B in granata. Tifosi? Splendidi»
Il futuro, un'incognita per molte squadre, ma che al termine di una stagione diventa un fattore fondamentale per poter capire cosa si voglia fare da grandi. Un pensiero che ha sfiorato molti: l'Akragas ad inizio campionato ha parlato di voler diventare una S.p.a; il Ribera lotta continuamente per la causa comune in tutto l'ambiente, lo stadio; infine, si affaccia anche la situazione dell'Atletico Campofranco.
L'Atletico Campofranco, secondo tanti, è autrice del più bel calcio di tutta l'Eccellenza A. Una squadra che sta accarezzando un sogno chiamato "Play-Off" che potrebbe permettere l'accesso ad un miracolo chiamato "Serie D". Sognare non costa nulla, quello che ha un costo è il mantenimento di una società in Eccellenza. Non è semplice venire a capo di certe situazioni finanziare e la società ha voluto incontrare i tifosi al fine di sensibilizzare l'intero paese su queste tematiche. Che sia chiaro non è un S.O.S, ma la società vuole crescere ed ha intenzione di rendere partecipe l'intera popolazione.
Golsiciia.it ha intervistato, in esclusiva, il presidente dell'Atletico Campofranco, Antonino Salvatore Mazzara.
Presidente, ci descriva le tematiche e gli obiettivi dei discorsi tenuti in questa assemblea con i tifosi?
«Nella sostanza si è cercato di sensibilizzare gli sportivi e le forze locali a stare vicino alla squadra per contribuire al futuro del Campofranco. Ricordo che il nostro è un paesino di 3.000 persone e non vogliamo far sì che l'avere una squadra in Eccellenza sia un lusso. Il mio non è un messaggio da interpretare solo come la richiesta di un aiuto economico, io ho espresso il concetto legato alla permanenza della squadra in questa serie. Se vogliamo crescere come società o come blasone bisogna che la comunità contribuisca e che ci stia vicina. Sostegno legato a qualsiasi risorsa che possa partire dalla comunità».
Abbiamo visto fino ad adesso un Campofranco all'avanguardia come calcio giocato. Se il Campofranco dovesse riuscire ad approdare in Serie D, come si comporterebbe un paesino di 3.000 spettatori in una Serie più blasonata?
«Sicuramente faremo le nostre valutazioni al momento. Già sappiamo di vivere un sogno "calcistico", non ci tireremo indietro e ci adopereremo per far sì che tutto ciò avvenga secondo una programmazione più accorta di quella attuale. Affronteremmo questa categoria con lo stesso entusiasmo che abbiamo messo nell'Eccellenza. Noi con tutte le nostre difficoltà, siamo riusciti a fare bella figura e questo ci inorgoglisce e ci fa gonfiare il petto. La soddisfazione più grande è quella di vedere una squadra che gioca bene e che fa tornare a casa i tifosi a testa alta».
Analizzando la classifica. Avete la possibilità di superare il Kamarat e l'Akragas oppure scendere ad un punto dalla Riviera Marmi. Lei, alla vigilia di Ribera-Atl.Campofranco, come valuta la sua situazione?
«Non facciamo drammi. Una sconfitta non cambierebbe i nostri piani, arriviamo qui dopo aver fatto innumerevoli sacrifici e quindi, sappiamo di aver dato tutto il possibile per potercela giocare a questi livelli. Una sconfitta con la prima in classifica ci può stare, avremmo altre quattro partite per rifarci. In ogni caso non è detto che la Riviera Marmi vinca in un campo difficile come quello di San Cataldo. Le conclusioni si tireranno alla fine, questo campionato sta appassionando molti».
La possibilità di essere sopra l'Akragas ed il Kamarat, la stuzzica?
«Sicuramente, del resto le distanze sono irrilevanti. È chiaro che ci lascerebbe un calendario più tranquillo. Dopo il Ribera potremmo dire di aver incontrato tutte le big. Ci rimarrebbero partite agevoli, mentre alle nostre concorrenti rimangono delle partite un pò più complesse».
La pausa si avvicina. Che obiettivo si propone?
«Vogliamo la zona Play-Off privilegiata, senza dubbio. Ci terrei a precisare che l'Atletico Campofranco è protagonista di una situazione diventata, ormai, insostenibile. Abbiamo giocato tutte le partite in campo neutro, questo ci tolto delle entrate importanti e fondamentali per un paesino di 3.000 abitanti. Inoltre bisogna considerare che la nostra squadra ha affrontato delle spese rilevanti, quasi insostenibili accompagnate da questa situazione. Ci auguriamo che questo possa cambiare presto».
Palermo retrocesso in serie B: la risalita in A è realizzabile in un anno?