



LIVE NAPOLI-PALERMO: le formazioni ufficiali, in campo torna Embalo
Palermo-Brescia: precedenti, ultime e probabili formazioni. Favorito tandem Dybala-Lafferty
MINELLI a GS.it: «Non so chi tifare domenica, a Catania mia tappa più importante»
Latina-Trapani: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
Alla sua prima esperienza nella categioa, il Rocca di Caprileone deve fronteggiare ciò che forse dopo le prime giornate di campionato non pensava: tentare il tutto per tutto per evitare i play out. Questa difficioltà però non vede protagonista Salvatore Bongiovanni, tecnico dimessosi dopo la sconfitta casalinga contro la Riviera Marmi. Adesso a guidare la formazione messinese c'è Davide Campofranco, che al debutto è riuscito a superare la Parmonval; ma con gli ultimi due risultati il Rocca è piombato proprio in piena zona play out, e serviranno grinta e punti per risalire la classifica. Ecco la nostra intervista esclusiva all'allenatore dei biancoazzurri.
Come ha trovato i ragazzi al suo arrivo in squadra?
«Beh, tre settimane fa la squadra aveva sicuramente bisogno di una svolta emotiva, sul morale e la psicologia dei ragazzi. E sinceramente hanno anche risposto abbastanza bene, perché abbiamo fatto due grandi prestazioni con Parmonval e Alcamo, anche se con i bianconeri non siamo riusciti a fare punti. Ad Alcamo non meritavamo di perdere, ma ci può stare uscire sconfitti in casa della prima in classifica; e poi il loro gol è arrivato su calcio d’angolo, un episodio, ma ci può stare. Poi sicuramente domenica non abbiamo sfruttato al meglio l’opportunità che avevamo di rimanere fuori da una situazione un po’ più complicata».
È intervenuto anche sul piano tattico nel gioco della sua squadra?
«Per gli uomini che ho trovato a disposizione mi sono dovuto, come logico, adattare alle loro caratteristiche. Arrivare a sei-sette giornate dalla fine e con l’organico già definito non mi ha consentito di mettere sul campo le mie intenzioni tattiche. Chiaro che ho comunque provato cambiare qualcosa, oltre che sul piano psicologico, anche nel lavoro sul campo. Poi, ognuno trasmette ai ragazzi le proprie idee e ci può stare che qualche allenatore abbia idee diverse dalle mie: per questo che mi sono concentrato più sul morale che sulla strategia, almeno all’inizio. Ci stiamo ancora lavorando e questo, insieme al lavoro tattico, tecnico, atletico che facciamo giorno dopo giorno, speriamo ci possa portare alla salvezza. Poi è chiaro, quando arrivi in corsa devi adattarti a quanto fatto dal tuo predecessore; certo, ho comunque dato input diversi per quelle che sono le mie idee di calcio. Si dice che in Italia siamo 60 milioni di allenatori, e secondo me ognuno ha un modo di intendere il calcio totalmente diverso; ripeto, io mi sono adattato e ho provato a far giocare i miei ragazzi in base alle loro caratteristiche, per quello che sono riuscito a conoscere di loro in queste poche settimane».
La sfida di domenica rischia di essere decisiva per la salvezza: come la affronterete?
«A causa del pareggio di domenica scorsa, adesso ci apprestiamo ad andare a San Cataldo consapevoli che si tratta di uno spareggio. E per altro non siamo certamente favoriti, visto che in questo momento ho solo 10 giocatori a disposizione, juniores compresi. Ogni domenica è un problema, e questa settimana sembra ancora peggio, tra infortuni, alcuni anche abbastanza seri, e squalifiche varie, ma in qualche modo faremo del nostro meglio anche a San Cataldo. Anche se in questo momento non saprei neanche dove trovare l’undicesimo: è la realtà dei fatti; spero che qualcuno recuperi, visto che ho tre ragazzi con la febbre a 40, eppure se dovessero tornare non sarebbero al meglio, non sono allenati, non saranno in grado di giocare al massimo uno spareggio come quello di domenica. Non cerco alibi, questa è la nostra situazione, ma daremo comunque il massimo per evitare la sconfitta e tornare da San Cataldo con punti all’attivo».
In caso di sconfitta, vi concenterete sui play out o proverete ancora la rimonta?
«Un'eventuale sconfitta non credo che pregiudicherebbe in alcun modo la nostra rincorsa alla salvezza, ci saranno altre partite a disposizione. Finchè ce ne sarà la possibilità io ci credo fino alla fine, sicuramente la situazione non è delle migliori, ma io non mi piango addosso, vado avanti facendo il mio lavoro e imponendo la mia idea di fare calcio e la mia personalità alla squadra. Questa è una bella realtà e merita la salvezza, noi ci proveremo fino in fondo, ma se dovessimo ritrovarci ai play out ci giocheremo tutto lì, non ho paura di nulla. Non molleremo, né nel morale né sul piano fisico».
Il punto sul vertice della classifica: chi è la favorita per la vittoria?
«Sicuramente ci sono quelle tre-quattro squadre lì in testa che secondo me fino all’ultima giornata si giocheranno tutto, anche il primo posto. Ancora non c’è nulla di deciso, ci sono quattro squadre nel giro di tre punti e tutte possono ambire a vincere il campionato, non vedo una squadra in questo momento in grado di staccare le altre. Le prime se la giocheranno fino alla fine, e chi avrà più grinta, più cattiveria, e anche un pizzico di fortuna probabilmente porterà a casa il campionato».