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LIVE CALCIOMERCATO SICILIA - sabato 10 agosto
Non poteva essere che l'epilogo migliore per una società che da tanti anni riveste un ruolo importante nel calcio siciliano: l'Alcamo parteciperà al nuovo campionato d'Eccellenza respirando così una boccata d'ossigeno dopo la claustrofobia che aveva attanagliato, fino a qualche giorno fa, la società vicina al fallimento. Adesso, sventata la paura, si guarda al futuro e ad una dirigenza che mescola volti nuovi ad altri già noti. Tra i nuovi troviamo il presidente dei bianconeri, Gianni Grasso, che è intervenuto ai nostri microfoni per presentarci la sua squadra; ecco le sue dichiarazioni:
Fino a qualche giorno fa l'Alcamo Calcio navigava in acque torbide. Non solo vi era a rischio l'iscrizione al prossimo campionato ma anche il fallimento della società. Cosa è successo in questi giorni? Quali sono stati i motivi che hanno permesso alla società di risollevarsi?
«Con tutta la vecchia dirigenza e con gli imprenditori abbiamo lavorato veramente giorno e notte affinchè questa squadra avesse il proprio posto in Eccellenza. Ci ha animati il cuore, l'entusiasmo e la passione che nutriamo per l'Alcamo. Io lessi della situazione grave della squadra pochi giorni fa e così chiamai Zangrì il quale mi confermò della pessima condizione in cui riversava la società. Scherzando mi chiese se avessi voluto prendermi carico dell'Alcamo e io risposi che la proposta era allettante per me ma anche scottante data l'importanza della piazza. Così parlai con alcuni amici che mi convinsero a perorare la causa bianconera e ora sono fiero di annunciare la mia presidenza all'Alcamo».
Quanto è difficile mettersi a capo di una società la cui situazione economica non è proprio delle migliori. Lei vede più bianco o nero?
«Io ho un'esperienza decennale riguardo la gestione delle squadre di calcio. È chiaro che Alcamo è una piazza importante in cui sbagliare sarebbe molto grave e spero vivamente di non fare un buco nell'acqua. Ma l'impegno che stiamo profondendo giorno dopo giorno per migliorare la squadra sotto tutti i punti di vista già dovrebbe essere una garanzia. Non voglio fare promesse ai tifosi ma dico che l'Alcamo potrà dire la sua nel prossimo campionato».
Chi sono gli imprenditori che si sono defilati dal progetto mettendo a repentaglio il futuro della squadra?
«Non glielo so dire in quanto io sono entrato in società soltanto da dieci giorni. Tuttavia non è importante, ora dobbiamo soltanto guardare al futuro e il gruppo della nuova dirigenza insieme al gruppo di quella vecchia sta lavorando per capire in cosa si è sbagliato per arrivare a questo punto e per cercare di non ripetersi in futuro. Ci siamo messi a tavolino per capire esigenze e priorità».
Il Comune si era completamente disinteressato dell'Alcamo Calcio, come ci ha riferito Milotta, adesso invece sembra sostenervi nel vostro progetto. Secondo lei qual è il motivo di questo cambio di rotta?
«Precisamente non saprei, forse il mio ingresso in società ha cambiato qualcosa. Sta di fatto che ora sono i procuratori dei giocatori a chiamarci, questo significa che stiamo ricreando quell'entusiasmo di cui un'ambiente di calcio non può fare a meno. Sono felice che il Comune ci sostenga: Alcamo è una piazza importante e avere una squadra che milita in Eccellenza dà lustro anche al paese».
Dunque ci illustri da quali nomi è composta la nuova cordata alla guida dell'Alcamo...
«Al vertice ci sono io come nuovo presidente poi Baldo Marchese come vice presidente, Giuseppe Milotta è l'imprenditore che fa parte del vecchio progetto ma che ho voluto con me anche nel nuovo perchè insieme a Marchese si è impegnato tantissimo per salvare l'Alcamo. Pietro Zangrì è il direttore sportivo, poi troviamo Francesco Mulè, anche lui imprenditore e infine aspettiamo ancora l'ingresso di nuovi imprenditori tra gli alcamesi. Aspetto circa due o tre tasselli che possano stabilizzare la situazione economica. Alla guida tecnica c'è Riccardo Chico che ha già iniziato gli allenamenti e abbiamo già a disposizione circa 20 giocatori e ora ne cerchiamo degli altri che possano rinforzare la rosa».
Ci può fare qualche nome? Quali sono i settori del campo che l'Alcamo deve rinforzare?
«Nomi al momento non ne posso fare dato che abbiamo trovato accordi verbali e non messi su carta. Le dico soltanto che al momento siamo impegnati ogni giorno sul fronte mercato. Un nome però glielo faccio ed è quello di Riccardo Alderuccio, alcamese doc ed ex Reggina. Lui sarà un punto fermo per gli alcamesi e per l'Alcamo calcio. Noi siamo un cantiere aperto, mister Chico ha le idee chiare e con lui sapremo su quale zona del campo intervenire».
Qual è l'obiettivo principale dell'Alcamo per la prossima stagione?
«L'obiettivo resta quello di una salvezza tranquilla senza particolari patemi d'animo e se è possibile anche qualcosa in più. L'appetito vien mangiando quindi non si sa mai».
Si aspetta, adesso, che i tifosi dell'Alcamo possano riempire il Catella?
«Onestamente me lo auguro. Ho letto che l'anno scorso c'erano solo trenta paganti e questo è ridicolo. Voglio riportare quell'entusiasmo che possa far accorrere tanta gente allo stadio. Innanzitutto bisogna abbassare i prezzi dei tagliandi dello stadio e poi creare una squadra che sia in grado di portare risultati importanti e in questo senso stiamo seminando bene. Bisogna riempire gli spalti perchè l'Alcamo non è soltanto nostro ma è anche dei tifosi. Inoltre lo stadio è in completa gestione della società dunque questo motivo deve far sentire più vicini i tifosi bianconeri all'Alcamo».
Un ultimo pensiero che rivolge ai tifosi dell'Alcamo. Cosa si sente loro di dire?
«Faremo di tutto per salvare l'Alcamo e faccio un appello ai tifosi affinchè vengano numerosi allo stadio perchè loro sono la nostra forza e dovranno essere il dodicesimo uomo in campo».