



Le ultime: un po’ di Real Avola non guasta…
FAGGIANO: «Un paio di colpi in arrivo. Rinforzeremo tutti i reparti, ma qualcuno andrà via...»
LIVE CALCIOMERCATO SICILIA – mercoledì 10 luglio
Ag. Ciaramitaro: «Oggi incontro decisivo con il Trapani, i granata la sua priorità»
Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva per voi il neo imprenditore dell'Alcamo Calcio, Giuseppe Milotta. Milotta insieme a Baldo Marchese rappresenta colui che sta risollevando le sorti societarie della squadra bianconera dopo la cessione dell'ex presidente Pietro Daidone. L'abbiamo intercettato e ci ha concesso così una breve intervista nella quale ci racconta l'Alcamo del futuro, per quanto ne possa parlare, dato che soltanto in settimana si formerà ufficialmente l'asse societario. Ecco le sue dichiarazioni:
Signor Milotta, quali sono le motivazioni che hanno spinto Pietro Daidone a lasciare e a cedere l'Alcamo Calcio?
«Onestamente non glielo so dire, so che i vecchi dirigenti e il signore Daidone hanno voluto lasciare per motivi gestionali e dunque economici, ma non saprei dirle di più. Anch'io l'anno scorso ho fatto parte della società ed effettivamente dei problemi c'erano. Ricordo che solo il presidente gestiva il denaro, come è giusto che sia, mentre i giocatori e alcuni dirigenti per vari motivi non venivano pagati e non so proprio spiegarmi tutto ciò».
Sul futuro della squadra e della società cosa può dirmi?
«In questo momento siamo in pieno fermento, stiamo lavorando insieme ai legali per la transazione della società e così potremo costruire una nuova società, solida e forte».
In settimana Golsicilia.it ha raccolto alcune indiscrezioni sui nomi nuovi della panchina alcamese. Tra i tanti, come per esempio, Putaggio (ex Salemi) o lo stesso Chico che vorrebbe tornare ad allenare la squadra, spicca quello del palermitano Salvatore Utro. Cosa c'è di vero?
«Abbiamo sentito in settimana due o tre allenatori. È stato interpellato Chico perchè lui vorrebbe ritornare e noi volevamo capire le sue motivazioni e anche il suo budget. Confermo inoltre l'interessamento a Putaggio e smentisco categoricamente le voci che circolano su Rinaudo, ex Bagheria il quale non è mai stato contattato dalla società. Su Utro, invece, posso dirle che le voci sono fondate e che se l'Alcamo dovesse iscriversi al campionato al 90% sarà lui il nuovo allenatore perchè non ha grandi pretese economiche e vuole farsi conoscere nel mondo del calcio. Aspettiamo però la transazione della società e tutto sarà più nitido».
Quante possibilità ha, ora come ora, l'Alcamo di iscriversi al prossimo campionato d'Eccellenza?
«L'Alcamo al 90% si iscriverà al prossimo campionato, riservo libero un 10% perchè nel calcio non si sa mai cosa può accadere sopratutto quando ci sono i soldi di mezzo. Non penso proprio ci saranno problemi perchè sia io che Baldo Marchese stiamo contattando nuovi imprenditori locali per non disperdere ciò che di buono ha fatto la società in questi anni. Sappiamo quanto sia difficile arrivare in certe categorie e abbiamo il dovere di mantenere l'Alcamo in Eccellenza, perdere tutto sarebbe un peccato e io ci sto mettendo la faccia proprio per ridare una nuova vita a questa società».
Sembra quasi che lei stia parlando come futuro presidente dell'Alcamo: ambisce a diventarlo oppure no?
«No assolutamente. Milotta non sarà mai presidente dell'Alcamo Calcio. Darò una grande mano alla società, questo è quello che voglio. Ma Alcamo ha bisogno di un presidente dal volto noto che dia lustro a questo club. Ne stiamo contattando qualcuno per vagliare le possibilità, ma ora come ora non posso dirle nessun nome, non sarebbe giusto dato che molte cose devono ancora essere limate. Sarà sicuramente un alcamese».
Dato che lei entrerà a far parte della società e inoltre dalle sue parole scorgo un grande innamoramento per la squadra, cosa rappresenta per lei l'Alcamo Calcio?
«L'Alcamo Calcio è un vero patrimonio della città. È importante per me come lo è per tutti gli abitanti del luogo: è bello avere una squadra viva che sappia trasmettere passione e voglia di sport, per questo mi sono sentito in dovere di dare una grande mano alla società e di non far morire il calcio qui ad Alcamo. Con gli anni speriamo di dare tante soddisfazioni ai tifosi e magari di raggiungere qualche traguardo importante, per esempio la promozione in Serie D. Spero che il pubblico ritorni allo stadio con grande frequenza perchè solo grazie alla loro passione noi possiamo svolgere il nostro lavoro al meglio, vedere nell'ultima partita solo 50 persone è triste e sopratutto rende difficile la possibilità di fare calcio. Voglio restituire quell'entusiasmo che ad Alcamo si è perso da un po'».
Nel prossimo fine settimana, dunque, l'assetto societario dell'Alcamo sarà ben definito. Quali sono gli obiettivi che la nuova società, questa "nuova" squadra si prefigge di raggiungere nel prossimo campionato?
«È chiaro che non faremo un campionato chissà quanto brillante perchè è come se fossimo una matricola dato che tutto l'Alcamo Calcio cambierà, nei nomi e anche nella squadra. Siamo solo sei imprenditori e non potremo allestire una squadra estremamente competitiva però faremo di tutto per ottenere la salvezza con l'obiettivo, nei prossimi anni, di consolidare la società e la squadra regalando qualche soddisfazione ai tifosi. È un processo lento, bisogna avere pazienza, quando si riparte da zero non si può arrivare subito a mille. Dobbiamo creare un gruppo e non sarà facile».