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Fabrizio Ferrigno, direttore sportivo dell’Acr Messina, ha concesso un’intervista esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it. Tanti gli argomenti trattati: dal punto di penalizzazione assegnato ai giallorossi per fatti della vecchia gestione al possibile ritorno al “Celeste”, dalla carenza di pubblico che assiste alle gare interne alla voglia di vincere la lotta con il Cosenza per centrare la promozione diretta…
Direttore, partiamo dai fatti recentissimi e quindi dal punto che vi hanno tolto…
«Questa situazione fa parte di quelle cose brutte che abbiamo ereditato dalle vecchie gestioni. Non sapevamo nulla di tutto ciò fino a pochi giorni fa, guai veri. Questa è l’ennesima dimostrazione che abbiamo contro tutto e tutti. Altre penalizzazioni di questo tipo? No, lo escludo assolutamente. Abbiamo patteggiato questo punto e andiamo avanti»
Si è parlato nei giorni scorsi di un possibile ritorno al “Celeste” in caso di promozione…
«Il patron Lo Monaco ha parlato di questa possibilità e so che c’è questo tipo di volontà anche per ricreare un po’ di entusiasmo. Quando abbiamo giocato contro il Città di Messina c’è stato il pienone e questa voglia di essere allo stadio al San Filippo non l’abbiamo mai vista, probabilmente anche perché è scomodo».
Più volte avete spronato il pubblico di fede messinese a riempire il S. Filippo ma altrettante volte vi siete detti delusi. Secondo lei, come mai per una squadra che sta facendo questo tipo di campionato, non c’è ogni domenica una maggiore partecipazione?
«Bella domanda, bisognerebbe chiederlo ai tifosi. Più di quello che stiamo facendo non sapremmo che fare. Abbiamo anche abbassato i prezzi dei biglietti, ma non c’è stato riscontro. Siamo seguiti soltanto dallo zoccolo duro, quelle1.500/2.000 persone che ci hanno sostenuto sin dal primo giorno. Bisognerebbe risvegliare l’altro pezzo di città, ma onestamente non so come».
Queste cose potrebbero far diminuire l’entusiasmo in Pietro Lo Monaco e in tutta la società giallorossa?
«È normale che la proprietà valuti e tenga in considerazione anche queste cose, anche perché onestamente non se l’aspettava nessuno questa mancanza d’interesse per l’Acr Messina. Nell’ultima sessione di mercato ho chiesto un sacrificio alla società per rinforzare ancora di più la squadra e sono stato appoggiato, proprio per la gente e per cercare di vincere questo campionato».
Il prossimo anno, vista la riforma dei campionati di Lega Pro, il vostro obiettivo potrebbe essere quello della permanenza in Seconda divisione?
«Non si può vincere, quindi certo lotteremo per la categoria. O arrivi primo o arrivi nono non cambia nulla. Cercheremo, per il nostro blasone, comunque di arrivare più in alto possibile. In due anni, salvandoci il prossimo anno, ci ritroveremmo ad un solo passo dalla serie B. Conoscendo la proprietà è normale che si punterà in alto, ma non so se con una programmazione di uno, due o tre anni».
C’è la volontà di confermare l’ossatura dell’attuale rosa e di mister Catalano anche per il prossimo anno?
«Ancora è davvero presto per parlarne. Sperando che la squadra arrivi all’obiettivo, cercheremo di cambiare meno possibile. La società è brava se vince e lo stesso vale per allenatore e giocatori. Ora è prematuro, magari tra un paio di mesi o speriamo anche prima (ride, ndr)».
Direttore, lo scontro diretto con il Cosenza del 21 aprile potrà decidere il campionato?
«Secondo me sì, non prima. I calabresi non mollano nulla, sono un’ottima squadra e con questa penalità che ci hanno dato, si metteranno ancora di più il pensiero in testa di rosicchiarci qualche altro punto. Noi dovremo essere bravi a mantenerli a distanza. Ad inizio anno pensavo che noi fossimo un po’ sfavoriti. Loro hanno cambiato poco e si sono rinforzati bene, mentre a Messina era tutto nuovo. Sono stati bravi i ragazzi ed il mister a colmare questo gap».
Qual è l’acquisto che le ha dato maggiori soddisfazioni finora?
«Da Lagomarsini, a Caiazzo, a Caldore. Giocare nelle Primavere di Genoa e Grosseto è una cosa, farlo a Messina è tutta un’altra cosa. Ho cercato di prendere dei ragazzi che fossero più pronti possibile e che potessero subito adattarsi a questo campionato. Sono davvero soddisfatto. Noi abbiamo puntato sul gruppo e non sul singolo, perché io ho giocato un po’ a calcio e ho vinto qualche campionato pur non avendo la squadra più forte, ma il gruppo più solido sì. Il Cosenza sta lottando anche per questo, è una squadra forte che punta tanto su Mosciaro ma soprattutto ha un gruppo davvero forte».
Le sarebbe piaciuto essere protagonista sul campo di questo Messina?
«Tantissimo! Se si potrà fare scenderò in campo per l’ultima partita (ride, ndr). A parte gli scherzi, i colori giallorossi hanno un po’ segnato la mia carriera tra Catanzaro, Giulianova, Benevento e ho sempre fatto bene. Spero che mi porti bene anche qui a Messina».
Domenica affronterete la Gelbison, che gara si aspetta?
«Una partita durissima. Loro vogliono dimostrare di essere ancora una protagonista del campionato, anche se il distacco ora è notevole. All’andata abbiamo perso 2-0 e ci hanno messo in pesante difficoltà. La dobbiamo affrontare con il coltello tra i denti, sapendo che è una delle finali che ci avvicinano all’obiettivo».