Guglielmo: «Mal di trasferta e difesa, difetti da curare»

‘Il punto sul Milazzo’ di Lillo Guglielmo


La “voce” del Milazzo calcio Lillo Guglielmo, giornalista e radiocronista delle partite dei rossoblu, nella rubrica di Golsicilia.it dedicata ai rossoblu tocca vari argomenti: dalla sconfitta di domenica scorsa a Fano, alla vittoria interna contro l’Ebolitana, dalla questione difensiva, al problema rigori contro, fino ai prossimi impegni dei rossoblu.

Lillo, partiamo dalle note dolenti, ovvero dalla gara di domenica scorsa contro il Fano, persa di misura. La prestazione non è stata cattiva come quelle offerte a Celano e Giulianova, eppure non potrebbe essere qualche punto in più in trasferta a dare un po' di tranquillita in più a questo Milazzo?

«Assolutamente si. Il mal di trasferta che attanaglia la formazione rossoblù fin dall’avvio del torneo sta condizionando pesantemente il cammino della formazione di Catalano e Trimarchi verso la salvezza. I dieci punti racimolati lontano dal “Grotta Polifemo” sono davvero poca cosa, anche se a Fano il Milazzo ha disputato un primo tempo dignitoso, sfiorando anche la marcatura con Chiaria. Se nella ripresa i marchigiani non avessero pescato il jolly con capitan Amaranti, probabilmente un punticino il Milazzo sarebbe riuscito a portarlo a casa».

In casa, invece, si è registrato il ritorno alla vittoria, dopo quasi un mese, contro l'Ebolitana. Una buona vittoria, legittimata nel corso dell'intera partita, con i campani mai troppo pericolosi. Ma sono maggiori i meriti dei rossoblu o i demeriti dei biancazzurri?

«Tre punti di platino ma soprattutto una vittoria convincente, direi. Il Milazzo ha affrontato la gara con l’approccio mentale giusto, imponendo il proprio gioco fin dall’avvio e non faticando più di tanto a mantenere la partita in pugno anche perché i campani non si sono praticamente mai resi pericolosi dalle parti di Messina. Una magia di Roberto Chiaria, che ha finalizzato da gran campione una pennellata di Dipasquale dall’out di destra, ha sbloccato il match dopo una prima fase di studio durata una ventina di minuti. Dopo il raddoppio di Mangiacasale, la gara poteva ritenersi praticamente chiusa ma l’ennesimo errore difensivo, che ha fruttato ai campani un discutibile penalty, ha riaperto temporaneamente i giochi fino al goal del 3-1 realizzato da Peppe Quintoni direttamente su calcio piazzato».

Il Milazzo ha trovato il doppio vantaggio nel giro di sei minuti, tra il 25' e il 31', ma ha rischiato di rovinare quanto costruito con la distrazione difensiva che ha portato al rigore per i campani. Quanto stanno costando, in termini di risultati e di punti, queste pericolose distrazioni?

«Già, l’ennesima disattenzione difensiva che poteva costare cara. Ma, per fortuna, l’Ebolitana si è dimostrata ben poca cosa e i rossoblù non sono mai apparsi in affanno nonostante, dopo il penalty realizzato da Broso, la partita si fosse virtualmente riaperta. E’ pur vero che, a causa di infortuni e squalifiche, il tandem di tecnici del Milazzo deve reinventarsi la difesa alla vigilia di ogni gara, ma ritengo si tratti soprattutto di una questione di concentrazione che diverse volte è venuta meno originando errori difensivi che spesso i rossoblù hanno pagato con altrettante sconfitte».

Questo Milazzo non sembra avere un feeling particolare con i rigori contro, ben cinque nelle ultime sei partite. Si tratta di qualcosa di risolvere esclusivamente a livello di rendimento della retroguardia, oppure anche la classe arbitrale ha le sue colpe?

«Un po’ l’uno e un po’ l’altro. Certi arbitraggi, leggasi Zivelli di Torre Annunziata, hanno certamente condizionato il risultato di alcune partite. Ma anche la retroguardia mamertina non è esente da responsabilità. La società è corsa ai ripari rinforzando adeguatamente il reparto arretrato con gli innesti di Lanzolla e del giovane portiere Messina. Ma, al di là del dato meramente statistico dei cinque penalty fischiati contro nelle ultime sei gare, il vero problema del Milazzo ritengo sia di natura psicologica. La squadra, soprattutto in trasferta, non riesce a imporre la propria personalità e il proprio gioco. Si può perdere, ma la gara bisogna giocarsela. Invece, spesso, i rossoblù hanno offerto prestazioni davvero indecorose. Penso che lo staff tecnico del Milazzo dovrà lavorare molto soprattutto su questo aspetto».

Altre due gare attendono il Milazzo nei prossimi giorni: domenica i rossoblu saranno a Melfi, contro una delle dirette concorrenti più in forma, mercoledì, invece, il recupero della partita contro L'Aquila. Come uscirà la compagine mamertina da questi due impegni?

«Speriamo con il maggior numero di punti possibile. Delle due, la sfida contro il Melfi, che è una diretta antagonista nella lotta per la salvezza e nelle ultime settimane appare in netta ripresa, è la più delicata e ha sicuramente un peso specifico maggiore. Certo, se il Milazzo che scenderà in campo all’“Arturo Valerio” sarà quello cinico e autoritario ammirato contro l’Ebolitana non credo potrà fallire nell’impresa di conquistare punti pesanti in terra lucana. Viceversa il rischio è quello di vanificare la vittoria di mercoledì scorso e ripiombare in piena zona play-off».


Luca Di Noto 09/03/2012
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