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Il 2013, per il Catania, si chiude nel peggiore dei modi. E pensare che l'anno in questione era iniziato secondo i migliori presagi. Tuttavia, dopo l’ottava posizione raggiunta a maggio, con l’inizio della nuova stagione, tutte le certezze sono venute meno e, adesso, dopo diciassette giornate, gli etnei chiudono l’anno in ultima posizione, a cinque lunghezze dalla zona franca.
Numerosi, sono i record negativi finora raggiunti dai rossazzurri: minor numero di vittorie stagionali (2), minor numero di vittorie in casa (2, a parimerito con Bologna, Chievo, Livorno, Sampdoria e Sassuolo), minor numero di punti raccolti in trasferta (0), maggior numero di sconfitte (11), maggior numero di sconfitte in trasferta (9), peggior attacco (10 gol segnati), peggior differenza reti (-22) e maggior numero di sconfitte consecutive in trasferta (9).
A questi dati, possiamo aggiungere, quello dei ben 26 giocatori utilizzati in 17 giornate, dei 15 giocatori che sono incappati, almeno per una settimana, in problemi fisici e, non ultimo, quello della penuria di reti messe a segno dalle punte di riferimento: un gol a testa per Bergessio, Maxi Lopez (su rigore) e Leto.
Risalire la china non sarà facile, ma non è nemmeno impossibile. Lo dice la storia: il Cagliari nel 2007-2008 alla 17^ giornata era fanalino di coda della Serie A con appena dieci punti e, a fine stagione, raggiunse la salvezza con sei punti sulla quart’ultima, chiudendo la stagione a quota quarantadue punti. Lo stesso risultato fu raggiunto dal Chievo l’anno dopo; i veneti alla 17^ giornata avevano soltanto nove punti ma, poi, riuscirono a togliersi dai guai concludendo l’annata a quota trentotto, con quattro punti di vantaggio sulla zona calda. Insomma, come recita il famoso detto, la speranza è l'ultima a morire.