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Pasquale Rando ha ormai detto addio al Città di Messina. Il tecnico che ha guidato per 2 anni e mezzo la formazione giallorossa ci ha rilasciato un’intervista esclusiva, in cui parla a 360° della sua esperienza.
Mister vi siete detti addio con il Città i Messina, è stato un divorzio doloroso?
«Abbiamo appurato che era arrivato il momento di lasciarci, nei vari colloqui avevamo capito che era la cosa migliore da fare per tutti».
Su quali punti non è arrivato l’accordo?
«Non c’è un motivo particolare, però dai vari colloqui abbiamo capito che c’era qualche punto in cui non eravamo d’accordo. Alla fine abbiamo deciso insieme, nell’ultimo incontro abbiamo capito di prendere questa decisione comune».
Ritornando ai 2 anni e mezzo, se ci dovesse dirci il ricordo più bello in assoluto?
«Sono stati 2 anni e mezzo intensi, bellissimi, direi indimenticabili. Probabilmente la promozione in serie D, con la doppia sfida vinta col Gladiator è stato il momento più bello, perché ormai non ci credeva più nessuno ed invece siamo riusciti ancora una volta a sorprendere».
Ha dei ringraziamenti da fare?
«Ringrazio la società per l’apporto datomi in queste stagioni, ma ringrazio un po’ tutto l’ambiente, sono stato benissimo. Non voglio fare dei nomi, faccio solo un ringraziamento generale».
È un addio causato dal ridimensionamento degli obiettivi?
«No, ci tengo a sottolineare che non abbiamo mai parlato del lato economico. È vero che la società aveva un po’ ridimensionato il budget ma, non è sicuramente questo il motivo. Non è stato nemmeno, come qualcuno dice, una mia paura di confrontarmi con una squadra giovane, perché non era assolutamente questo, anzi poteva essere il proseguimento di quanto fatto in precedenza. Ripeto, è stata diciamo una scadenza naturale, dopo due anni e mezzo abbiamo preferito dividere le nostre strade».
Ovviamente adesso si pensa al futuro, cosa c’è in ballo?
«Di concreto ancora niente. Mi sono preso un po’ di tempo per capire se le proposte che ho avuto, o magari se ne arriverà qualcun’altra, possano collimare con la mia idea di fare calcio. Se arriva una proposta indipendentemente dalla categoria, che sia seria e concreta, dove c’è la possibilità vera di lavorare, la valuterò per bene, altrimenti aspettiamo e vedremo».
C’è la possibilità di restare in Sicilia, tra queste chiacchierate che ci sono state, c’erano anche formazioni siciliane?
«Devo dire la verità, con squadre siciliane non ho avuto proprio nessun contatto. C’è qualche procuratore che mi chiama, proponendomi qualche piazza che magari è ancora senza allenatore, però dobbiamo vedere se c’è ancora qualcosa di concreto».