



Spezia-Trapani: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
Fc Acireale, Ricca a GS.it: «Stagione ingiudicabile. Futuro? E' presto, ma spero di restare»
Eccellenza B: ''Top&Flop'' della 28^ giornata
Eccellenza A: ''Top&Flop'' della 28^ giornata
Gerlando Contino è stato il capitano dell’Akragas che ha guadagnato pochi mesi fa la promozione in serie D. Con l’attaccante agrigentino abbiamo parlato del futuro, che lo vedrà lontano da Agrigento, e della bella promozione. L’ex Palazzolo si è voluto levare anche un “sassolino dalla scarpa”…
Gerlando la scorsa è stata una grande annata, qual è il momento che ricorderai sempre con grande piacere?
«Se devo dire un momento solo, la mia scelta ricade sicuramente su quando abbiamo vinto a Monreale e siamo arrivati ad Agrigento da campione ed abbiamo trovato mille persone ad aspettarci, solo a pensarci mi vengono ancora i brividi. Questo è stato sicuramente uno dei momenti più belli, ma ce ne sono stati tanti durante l’anno. Poi io sono agrigentino ed è stato tutto più entusiasmante».
Gerlando, sei stato il capitano della storica promozione in D del Gigante. Ma il tuo futuro sembra lontano dall’Akragas…
«Un futuro all’Akragas è da escludere, perché ahimè non sono stato riconfermato. Quindi sto andando altrove».
Chi ti ha cercato, hai già un accordo con qualcuno?
«Ho già un accordo di massima, con la San Pio X, dove ritrovo mister Anastasi, mio allenatore al Palazzolo. Al San Pio ho visto una società seria che ha in mente un grande progetto e vuole vincere, per questo non ho avuto dubbi ad accettare».
La possibilità di ritrovare Anastasi ha influito sulla tua scelta?
«Si sicuramente, è una persona che conosco da tempo, che mi stima tanto e quindi, mi ha fortemente voluto in questa squadra. Poi come accennato prima, ho conosciuto persone ambiziose, pronte a vincere e così sposo questo progetto importante».
Si è parlato di un tuo possibile approdo al nuovo Siracusa, c’è qualcosa di vero, ti ha cercato qualcun altro?
«Il Siracusa è vero, si è fatto sentire, ma per il resto non c’è stato nessun contatto. Con gli azzurri non c’è stato modo di approcciarsi perché io avevo già un mezzo accordo con la San Pio X, avevano chiamato il mio procuratore, però è finita lì, neanche il tempo di cominciare a trattare».
Vuoi salutare i tifosi agrigentini, quelli della squadra per cui tifi e con cui avete condiviso la fantastica cavalcata per la D?
«Sicuramente faranno un campionato da protagonisti perché sono forti di una società importante, una società che molti invidiano, e sicuramente faranno un grande campionato. Ai tifosi auguro il meglio, perché lo meritano, dopo quello che hanno dimostrato quest’anno, spero davvero che la mia Akragas faccia un grande campionato».
C’è un po’ di rammarico per non essere stato riconfermato?
«Sarei ipocrita a dire che non c’è rammarico. È normale, da capitano mi sono come sentito sfrattato da casa mia. Ripeto, sarei ipocrita a dirti che non ci tenevo, io sono il primo tifoso oltre ad essere stato giocatore dell’Akragas. Sono sicuramente rimasto molto deluso da una persona dello staff tecnico, a cui ho dato tanto e che però alla fine non ha voluto riconfermarmi. Il calcio è così, non c’è riconoscenza, pensavo di aver fatto benino lo scorso anno, però alla fine ognuno si prende le proprie responsabilità».