Cutrufo a GS.it: «Il mio ciclo nel calcio? Quasi finito… quasi però!»

Le esclusive di Golsicilia.it-l'ex presidente del Palazzolo


Gaetano Cutrufo, ormai praticamente ex presidente del Palazzolo calcio che perdendo lo spareggio play out con il Ragusa è retrocesso in Eccellenza, ha concesso a Golsicilia.it ed al nostro Gian Paolo Montineri un’intervista in esclusiva.

L’eleganza del pensiero e della coerenza di questa persona. Esordisce così Gaetano Cutrufo: «Tu ti stai divertendo un sacco con il calcio e ti piace starci dentro!». Ridiamo e mi prendo un bell’attestato di stima e di verità comunque.

Gli argomenti sono ampi, non tanti. Giusto parlare della sua storia con il Palazzolo, la retrocessione, i giocatori, gli allenatori ed il futuro, giocando anche nel parallelo del suo amico e collega ex presidente del Noto Musso. Alziamo il sipario, si va in scena.

Dalla retrocessione, con delle riflessioni molto coerenti:

«Sin dall’inizio qualche scelta è stata fatta sbagliata. Ho puntato su un allenatore giovane (riferimento a Cacciola, ndr) si è pensato che quella squadra potesse fare bene, invece, abbiamo dovuto subito correre ai ripari».

Perché non confermare Anastasi e la squadra che aveva fatto i play off allora?

«Perché quell’esonero con l’integrazione di Galfano ed il conseguente ritorno aveva creato confusione nella gestione, ma non nei rapporti».

Ecco appunto gli allenatori: «Hanno fatto il loro dovere, nessuna critica, sino ad Orazio Pidatella. In campo vanno i giocatori, è su di loro che ho rabbia e delusione. Da loro mi aspettavo appartenenza, voglia di emergere».

Parla di Sarli:«Da lui mi aspettavo il salto di qualità, invece al contrario mi fa quella caz…a a Ragusa. Più che un calciatore in attività è sembrato molto indirizzato verso le scarpe al chiodo. Ma non solo lui, dico tutti quelli che cercano garanzie economiche».

Chiude con amarezza. La delusione di una retrocessione, che poteva essere evitata facendo un solo punto in più…

«In effetti per un punto. Troppe le occasioni, soprattutto entrare in campo in quel modo, con il Montalto e nella doppia sfida con il Ragusa». Rammarico, rabbia e la chiusura con «Il Palazzolo è retrocesso 5 volte in questa stagione».

Paralleli di gestione. Forse fra gli errori di quest’anno l’amicizia e la rivalità sportiva tra lei e Musso. Oggi entrambi ex presidenti con dimissioni comunicate nello stesso giorno. Ha creato un virus, poiché io vi ho sempre immaginato così. Vicini di stanza ed interfono collegato, gioco player manager sul desktop del computer…

«Caro Montineri, io e Musso abbiamo un’amicizia che va oltre il calcio e prima del calcio. Siamo legati, sempre stati leali e con idee diverse di gestione. La stagione scorsa noi abbiamo sempre battuto il Noto, quest’anno il Noto ci ha sempre battuto. Con un dato di riflesso, a noi serviva un punto per la salvezza matematica… le lascio il resto alla sua perspicacia».

A Dicembre perché non si è appoggiato a professionisti del settore, come appunto ha fatto Musso con Ciccarone e Strianese?

«Perché i parametri e le idee erano diverse, appunto, un campionato di serie D costa in media 500.000 euro, dico in media, io ho fatto scelte diverse. Purtroppo tornare indietro non si può ed ha anche inciso di fatto che per tanti motivi sono stato assente dalla squadra».

Nel frattempo squillano i nostri telefoni. Da me arrivano i gossip da Gela ed altre chicche, a lui arrivano le telefonate di Laneri, ex direttore sportivo del Siracusa, l’amico Musso e di un personaggio che lui mi dice: «Questo lo lascio anonimo, perché è fra le novità». E sorride di gusto!

Ecco che da attaccante di fantasia prendo l’assist e provo a fare gol. Quindi lei non lascia il Palazzolo ed il calcio, diamo magari dei messaggi all’utenza, poiché Palazzolo e Noto hanno attivato un’attenzione mediatica non comune in questo periodo…

«Da solo non vado avanti, questo è sicuro. Per questo ripeto che il mio ciclo è quasi alla fine, magari non m’intendo di calcio, come tanti presidenti, oppure mi piace e quindi sembro con i prosciutti agli occhi. Confermo che il mio desiderio è che il Palazzolo rimanga ai palazzolesi e magari con ancora i Cutrufo, ma non solo con i Cutrufo. Stadio, qualità della gente, è perfetto per fare calcio. Si sta programmando per il settore giovanile, ma da solo non proseguo».

Quindi le strade sono due?

«O a Palazzolo o porto via il titolo per giocare altrove».

Automatica la domanda: Siracusa città?

«Non escludo nulla. Io sono siracusano, ma chiarisco una cosa. Ad oggi nessuno da Siracusa mi ha contattato per riunioni o proposte, quindi nel caso sono io a spostare il Palazzolo».

Con quale strategia? «Ci sono tante società in città, di sicuro ci vuole una fusione, per poi attivare il ripescaggio e con i calcoli fatti abbiamo percentuali altissime per ottenerlo».

Siracusa, significa lo stadio “De Simone”, quindi andrebbe a richiedere la convenzione…

«Chiederei il manto sintetico e la pensilina. La tribuna coperta è indispensabile, un centro sportivo che abbia l’obiettivo di strutturare il settore giovanile, quello vero. Basta vedere il Catania o il Trapani, oggi in B, solo da queste linee si possono trovare sbocchi per arrivare alle serie importanti».

Ma a Palazzolo si muove qualcosa? «Ad oggi niente, ci sono ancora dei giorni, ma pochi. Io voglio che sirimanga a Palazzolo, sia chiaro, o Eccellenza o serie D, ma non da solo».

Infine lo stuzzico su alcuni giochi di Risiko calcistico. Per questo Laneri, Davide Baiocco e la sua scuola calcio…

«Entro una settimana ti dirò cosa accadrà, ti farò conoscere l’uomo misterioso, calciatore ancora in attività ed il resto».

I Lo Monaco con il Messina: «Loro sono bravi a tradurre in risultati un progetto se ha capitali, ma senza soldi, anche i Lo Monaco avrebbero difficoltà».

Una cosa che proprio non le va giù?

«La giustizia sportiva nel calcio. Che senso ha restituire i due punti oggi al Paternò, il quale avrebbe potuto fare i play off e i casi di contratti illeciti della Pro Cavese? Noi con un punto saremmo stati salvi matematicamente, iniziare una stagione con handicap non ti permette di avere equilibrio».

Chiudiamo così«Le dimissioni del mio amico Musso sono vere…».


Gian Paolo Montineri 05/06/2013
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