Misterbianco, Coppa a GS.it: «Soddisfatto della stagione, ma il mio futuro è tutto da decidere»

Le esclusive di Golsicilia.it-ai nostri microfoni il tecnico degli etnei


Chiuso il girone d'andata in zona play off, nella seconda parte di campionato il Misterbianco ha vissuto un calo di rendimento nei risultati soprattutto a causa della rivoluzione avvenuta nella sessione invernale del calciomercato. Nonostante il fatto che la compagine etnea abbia affrontato il girone di ritorno con un organico dalla bassa età media, il Misterbianco ha chiuso il campionato con 38 punti ottenendo la permanenza matematica in Eccellenza con una giornata d'anticipo. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.it, il giovane allenatore dei biancazzurri Marco Coppa ha analizzato la stagione disputata dalla sua squadra parlando anche del proprio futuro professionale. 

Mister, nella stagione conclusa da qualche settimana avete conquistato la salvezza con una giornata d'anticipo...

«A questo proposito dico che purtroppo per problemi societari a dicembre la nostra squadra è stata dimezzata e rivoluzionata. Alla fine del girone d'andata eravamo quarti in classifica, ma poi per forza di cose abbiamo dovuto ridimensionare i nostri progetti e le nostre ambizioni. È un peccato perché è il secondo anno che mi capita la stessa cosa dato che nella scorsa stagione una situazione del genere per me si è verificata all'Aci Catena. Quest'anno nel girone di ritorno mi sono ritrovato con dei calciatori validissimi, ma chiaramente con delle lacune per quanto riguarda l'esperienza. Abbiamo avuto una squadra dall'età media molto giovane. Basti pensare che abbiamo fatto esordire in Eccellenza diversi calciatori classe '96. Fino a dicembre avevamo una squadra con dei valori diversi, non tanto sul piano tecnico bensì per quanto riguarda il fattore dell'esperienza. Posso dire che la nostra stagione è stata divisa in due fasi: la prima ottima e la seconda meno brillante per i motivi che ho detto prima. Nel complesso mi ritengo comunque soddisfatto di come si è comportata la squadra nella seconda parte di stagione poiché si trattava di una formazione imbottita di giovani. I nostri progetti sono stati ridimensionati come da altre parti. Coloro che nell'arco dell'anno sono riusciti a mantenere intatta la propria squadra hanno raggiunto obiettivi prestigiosi, mentre noi praticamente ci siamo ritrovati con due squadre nella stessa stagione».

A suo modo di vedere quale è stata la prestazione migliore del suo Misterbianco ed al contrario quale quella peggiore?

«La migliore senza ombra di dubbio è stata la gara in casa contro l'Orlandina perché abbiamo fatto una partita quasi perfetta ed una prestazione eccezionale da tutti i punti di vista, ma purtroppo ci è mancato solo il gol ed abbiamo pareggiato per 0-0. La partita peggiore è stata la sconfitta di Vittoria dove abbiamo perso per 3-0 senza un motivo anche tenendo conto che venivamo da una striscia di cinque risultati utili consecutivi. In quell'occasione non siamo mai entrati in partita».

Intervistato ai nostri microfoni, il direttore sportivo dell'Aci Sant'Antonio Santo Palma ha espresso le proprie perplessità riguardo alcuni risultati maturati nell'ultima giornata di campionato...

«Ho seguito la vicenda e con tutta sincerità mi trovo d'accordo con le perplessità espresse dal direttore Santo Palma perché a prescindere dal budget societario i ragazzi di tutte le squadre fanno degli enormi sacrifici. Il direttore Palma ha sollevato una problematica ed un malcostume purtroppo presente nel mondo del calcio dilettantistico. Non è stato un bel vedere e mi auguro che certe situazioni non si ripetano in futuro. Da calciatore vengo proprio da queste categorie e per esperienza confermo che questo malcostume c'è sempre stato ed è nostro dovere tentare in tutti i modi di eliminarlo perché ci vanno di mezzo i sacrifici tutti i calciatori, delle società e dei presidenti».

Quali sono state le sue personali difficoltà incontrate nell'iniziare la carriera di allenatore?

«Quando giocavo non avevo mai pensato di fare l'allenatore. Tutto è iniziato in un pomeriggio quando mi sono ritrovato a parlare con il patron dell'Aci Catena Sebastiano Strano e con un ex dirigente dell'Aci Sant'Antonio. Loro mi hanno fatto questa proposta, ma io ho chiesto qualche giorno per riflettere; avevo 32 anni ed essendo integro fisicamente potevo ancora giocare per altri anni, ma poi ho pensato che l'opportunità che mi si era presentata forse non mi sarebbe più capitata in futuro e così in un certo senso mi sono buttato in questa nuova carriera. Non dico di essere bravo o competente, ma sono contento della scelta che ho fatto perché quello che mi gratifica di più è la bella pubblicità che mi fanno i ragazzi che finora ho allenato. Credo che per un allenatore non ci sia cosa più bella di quando i calciatori parlano bene di lui, ma non solo per quanto riguarda l'aspetto umano bensì anche su quello tecnico. Le difficoltà sono tutte legate al periodo storico che stiamo vivendo e da questa crisi che ha investito il calcio in generale, non mi riferisco solo al pagamento degli stipendi ma anche alla mancanza di strutture, di organizzazione societaria e di competenza nei dirigenti. Non dipende da nessuno questa situazione perché è un qualcosa che si subisce. Da calciatore ho vissuto il calcio in modo diverso perché c'era un ottima organizzazione; restando in questo discorso, mi piace ricordare che oltre alle stagioni vissute nelle categorie dilettantistiche, nel mio ruolo di seconda punta ho giocato anche fra i professionisti con il Catania, l'Acireale di Rosario Foti e l'Atletico Catania di Salvo Bianchetti».

Restando legati alla domanda precedente le chiedo che differenze ha trovato fra il ruolo del calciatore e quello del tecnico...

«Tali ruoli sono totalmente diversi. Ciò che posso dire è che il fascino di fare l'allenatore è particolare. Una differenza che ho trovato è certamente rappresentata dall'approccio della partita. Da calciatore sentivo la partita molto, ma in campo avevo l'occasione di scaricare tutta la tensione, mentre da allenatore durante i novanta minuti non c'è l'opportunità di scaricare l'adrenalina presente in corpo. Inoltre, l'allenatore è un punto di riferimento per tutti ed ha molta più responsabilità perché deve pensare a rendere conto del proprio operato verso tutte le componenti della società. Fare l'allenatore è un mestiere a tutti gli effetti perché richiede un impegno durante tutta la giornata e credo che in queste categorie tale figura dovrebbe essere valorizzata maggiormente».

Lei ha iniziato la sua nuova carriera di allenatore nella scorsa stagione sempre in Eccellenza con l'Aci Catena del patron Sebastiano Strano. Che ricordo ha di quell'esperienza?

«Mi ritengo fortunato perché in questi miei primi due anni di carriera ho allenato davvero due grandi gruppi di ragazzi, posso dire di avere guidato dei grandi uomini prima che dei calciatori. Mi hanno dato l'occasione di potere mettere in pratica la mia idea di calcio ed hanno dimostrato la massima disponibilità verso di me. Ringrazio Aci Catena e Misterbianco perchè hanno creduto in me dandomi l'opportunità di iniziare la carriera di allenatore, ma le difficoltà sono state enormi in entrambe le esperienze. Quest'anno a Misterbianco la società è stata sempre presente con il presidente Spampinato ed il direttore Chiavaro in prima linea e per questo li ringrazio, ma purtroppo ci sono state difficoltà di altra natura. Ad Aci Catena io e la squadra abbiamo vissuto una situazione quasi drammatica perché a dicembre siamo rimasti da soli, ma ci tengo a citare i dirigenti Giuffrida Vitale che per noi sono state delle figure quasi paterne. Voglio dire che grazie anche a loro siamo riusciti a concludere la stagione salvandoci con largo anticipo. Il patron Sebastiano Strano è una persona di grande competenza calcistica ed un dirigente con ottime qualità manageriali, ma in quella stagione per alcune difficoltà purtroppo non ci è potuto stare vicino per lunghi periodi».

Quale sarà il suo futuro professionale?

«Non ho assolutamente la presunzione di dire dove devo andare o arrivare il prossimo anno, ma vorrei solamente scegliere una situazione migliore rispetto a quelle che finora ho vissuto. Mi riferisco al punto di vista dell'organizzazione e della struttura societaria per potere fare meglio. Ringrazio e ringrazierò sempre Aci Catena e Misterbianco per avermi dato l'opportunità di lavorare. Proposte? Per adesso ho avuto dei contatti con altre società, ma finora nulla di concreto. Con il Misterbianco resta tutto da definire; ci siamo incontrati ed abbiamo parlato riguardo una mia conferma, ma l'ultima volta che ci siamo visti ho espresso la mia intenzione di cercare stimoli diversi. Con il Misterbianco siamo comunque rimasti che ci risentiremo per definire tutto in maniera chiara».


Davide Sirna 11/06/2013
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