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Il caos tesseramenti con la Fc Acireale come principale protagonista ha stravolto nettamente la classifica del campionato di Eccellenza girone B dato che i granata sono stati sanzionati con ben quattro sconfitte per 0-3 a tavolino contro Siracusa, Misterbianco, San Gregorio e Modica, senza dimenticare che appare molto probabile che anche il ricorso del Taormina venga accolto con il successo di quest'ultimi per 3-0 sempre a tavolino. Gli acesi di mister Ricca, i quali prima delle decisioni rese note mercoledì erano secondi in classifica con 45 punti, adesso si ritrovano in settima posizione con 37 lunghezze. Tuttavia, questa vicenda giuridica non è finita lo scorso mercoledì e nelle prossime settimane di certo non mancheranno ulteriori colpi di scena. Il dibattito fra gli addetti ai lavori è aperto e noi di Golsicilia.it abbiamo intervistato mister Marco Coppa, ex allenatore di Aci Catena e Misterbianco che ha espresso la sua opinione sul caso della Fc Acireale, parlando pure di alcune problematiche generali del calcio siciliano.
Mister Coppa, nelle vesti di osservatore esterno che idea si è fatto del caos tesseramenti che ha coinvolto la Fc Acireale?
«Sono assolutamente solidale con la Fc Acireale perchè tutti i sacrifici che hanno fatto stanno risultando nulli e mi dispiace sia per la società che per l'allenatore Salvo Ricca, persona di cui ho grande stima, e poi mi dispiace per i calciatori che hanno lavorato tutti i giorni con sudore e dedizione per ottenere i risultati sul campo che sono stati cancellati. A prescindere dalle questioni extracalcistiche e burocratiche, la Fc Acireale sul campo ha dimostrato il proprio valore e questo non può cancellarlo nessuno. La cosa più deprimente è quella di pensare che il caso della Fc Acireale non è singolo, bensì è un caso che deve aprire ad altre riflessioni perchè purtroppo chi vive all'interno dell'ambiente calcistico dice sempre le cose a metà per paura di mettersi contro persone che ricoprono incarichi importanti e non; credo che se si continua a ragionare così non si va avanti e non si fa il bene di questo sport. Io sono uno di quelli che dico quello che penso perchè nel mondo del calcio non ho padroni: ricollegandomi al caso della Fc Acireale, voglio farti il mio esempio personale dato che l'anno scorso ho subito una squalifica giusta perchè allenavo senza patentino, ma altri allenatori hanno guidato più squadre nella stessa stagione, cosa vietata dal regolamento, e non hanno subito sanzioni. Penso che tutto questo sia assurdo perchè se ci sono delle regole devono essere rispettate da tutti perchè è inaccettabile che i regolamenti siano rispettati una volta si e due no: o si smette di fare gli omertosi oppure si va verso la rovina del movimento calcistico siciliano. C'è bisogno di dare una svolta all'attuale sistema del calcio dilettantistico e di farsi un esame di coscienza perchè il calcio così non ha alcun senso se le regole non vengono rispettate da tutti perchè quello accaduto alla Fc Acireale può succedere a chiunque, ma non è detto che in altre situazioni le regole vengano fatte rispettare allo stesso modo».
Tornando al caso della Fc Acireale. Lei è stato un calciatore ed attualmente fa l'allenatore. Le chiedo come una squadra può affrontare delle situazioni extracalcistiche analoghe...
«Bisogna affrontare certe situazioni in totale serenità all'interno dello spogliatoio e credo che la Fc Acireale sappia benissimo cosa fare. Io penso che calciatori e dirigenti della Fc Acireale siano consapevoli di quello che hanno dimostrato sul campo e devono trovare la forza per andare avanti perchè ciò che sul campo hanno fatto non glielo può togliere nessuno, al di là delle questioni burocratiche. C'è da dire che la firma sui tesseramenti del presidente D'Amico inibito non ha dato vantaggi sul campo alla Fc Acireale e penso che le sconfitte a tavolino subite dagli acesi siano un provvedimento parecchio eccessivo soprattutto perchè il calcio è fatto di numeri e la squadra di Ricca ha dimostrato di meritare la posizione di classifica occupata fino a qualche giorno fa».
Dalle già citate vicende extracalcistiche non pensa che il campionato ne esca falsato?
«Assolutamente si, anche se bisogna dire che questo torneo era già stato influenzato dalla vicende societarie di Modica e Città di Vittoria, però adesso il campionato diventa ancora più falsato. Ribadisco la mia solidarietà alla Fc Acireale perchè a causa di un cavillo burocratico i sacrifici di un'intera stagione sono stati buttati al vento: so cosa significa perchè fare calcio è un lavoro che richiede un impegno quotidiano. Io non penso che dietro questa situazione ci sia dietro un complotto e sono dell'idea che, a prescindere da tutto, sarà la Tiger Brolo a vincere il campionato perchè dispone della squadra più completa ed in questa stagione ha dimostrato di essere costante nei risultati; i miei complimenti vanno a mister Santino Bellinvia ed ai suoi giocatori. L'unica squadra a tenere il passo della Tiger Brolo è stata la Fc Acireale che purtroppo ha avuto questi problemi extracalcistici, ma ribadisco che le regole che hanno fatto valere per gli acesi devono valere per tutti. A mio modo di vedere coloro che hanno presentato ricorso, hanno pensato bene di andare a cercare il cavillo burocratico per trovare quei punti che sul campo non hanno avuto e fin qui non c'è nessun problema dato che ci può stare, ma le mie perplessità stanno in coloro che a volte fanno rispettare le regole ed altre volte no. Mi ricordo ad esempio quando alla fine della scorsa stagione, l'allora direttore sportivo dell'Aci Sant'Antonio Santo Palma aveva segnalato alcune anomalie in merito all'ultima giornata di campionato, però la citata vicenda è stata insabbiata dagli organi competenti perchè evidentemente per qualcuno non era una cosa importante, mentre invece dovevano portare avanti quella situazione».
Secondo lei quali sono i rimedi da adottare per cambiare l'attuale sistema?
«Ci vuole prima di tutto un cambio di mentalità, al di là di un ricambio generazionale ai vertici degli organi federali e della sua classe dirigente. Comunque non è importante il cambio delle persone, bensì il cambio di mentalità. Questo nostro calcio locale è un calcio fatto di padrini e figliocci e così non si può andare avanti. Penso che se non si cambierà mentalità, il nostro calcio andrà sempre peggio. Io non capisco perchè io ho subito giustamente una squalifica per quattro mesi vista la mancanza del patentino per allenare, mentre ad altri tecnici è stato concesso di allenare più squadre in una stagione senza subire le sanzioni del caso».
In questi mesi ha avuto contatti con società?
«Posso dire che sono stato vicino ad andare ad allenare il Ragusa e mancavano solo le firme, ma non si è concretizzato nulla. Personalmente sono molto dispiaciuto del fallimento del Ragusa Calcio perchè con quella maglia ho vissuto la stagione migliore della mia carriera di calciatore. Per questa stagione oramai resterò fermo e visto l'andamento del calcio attuale preferisco restare fermo poichè in questo momento c'è poco a livello di progetti e società serie».