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Golsicilia.it, ha intercettato in esclusiva Ezio Ruvolo, presidente del Ribera. Il dirigente azzuro ha tracciato un quadro di questo inizio di campionato più che positivo per suoi, di come secondo lui si evolverà la stagione, parlando anche del "Nino Novara", campo che è stato messo da tanti in discussione, perchè in terra battuta.
Come neopromossa state disputando una stagione oltre le più rosee aspettative. Che voto alla sua squadra finora?
«Mah un bell’otto lo merita tutto. Sono molto soddisfatto sia del mister che dei giocatori. Su Brucculeri non c’erano dubbi ovviamente, visto che è il secondo anno che siamo insieme e conosco come lavora. Poi indovinando anche i giocatori, con lui che dentro il campo è un operaio e altrettanto lo sono i giocatori visto che non tutti sono di qualità, con il lavoro i risultati arrivano».
È cambiato il vostro obiettivo adesso che siete lassù?
«Resta sempre la salvezza. Oltretutto perché dobbiamo concentrarci sul progetto e sulla struttura dello stadio che dobbiamo completare entro la prossima stagione. Se ho la fortuna di completare l’impianto poi si vedrà…».
Tra qualche giorno si riapre il mercato, come vi muoverete?
«Comincerò a parlare di mercato da giorno 3 dicembre. In questo momento non voglio parlarne».
Domenica andrete a giocare a Paternò, che gara si aspetta?
«Andiamo a giocarci la nostra onesta partita. Giocheremo a viso aperto e come sempre scenderemo in campo per ottenere i tre punti».
Il vostro campo in terra battuta, secondo molte società, vi avvantaggia. È d’accordo?
«Uno che sa giocare a calcio, lo sa fare sia sull’asfalto che in terra battuta. In passato ho fatto il calciatore e so come funziona. C’è chi accampa questo tipo di scuse perché non sono arrivati risultati contro il Ribera. Come sono svantaggiate le squadre che giocano al “Novara”, lo siamo anche noi. La mia squadra ha vinto sull’erba, sul sintetico e anche sulla terra battuta. Tra l’altro il nostro terreno di gioco credo sia tra migliori perché è una terra battuta molto morbida dove si può giocare bene a calcio».
Attualmente Linguaglossa risulta essere ogni partita uno dei migliori in campo. Qual è la posizione di capitan Talluto?
«Fino a oggi Linguaglossa è uno dei migliori portieri che io abbia visto in tutta la serie D. Talluto è stato una persona onesta, perché è a conoscenza delle difficoltà che ci sono in un campionato come questo, delle difficoltà che ha una società piccola come la nostra soprattutto nel mantenere la categoria. Lui era il capitano, si è infortunato e doveva rifare la preparazione per alcuni mesi con conseguenti costo per la società. Così Talluto è stato un grande uomo onesto e mettendosi d’accordo con noi ha deciso di smettere».
Avete giocato sia con l’Acr che con il Cosenza, quale delle due compagini è più attrezzata al salto di categoria?
«Non voglio guardare i risultati di entrambe le squadre contro di noi. Penso che il Messina, nonostante il Cosenza sia un’ottima squadra, non dovrebbe avere problemi a vincere questo campionato che può vincere ad occhi chiusi».