Ecc.A, ex Kamarat, Aprile a GS.IT: «Sono stato esonerato per qualcos'altro che non so»

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L'esonero è sempre qualcosa di poco colorato e difficile da digerire. Alle volte non lo si merita ed alle volte è meglio anticiparlo con le proprie dimissioni. Magari la squadra ha un momento d'affanno e si perdono due partite, così la società decide di indicarti come colpevole e ti invita ad allontanarti dall'ambiente societario, senza se e senza ma. Ma siamo sicuri che è sempre colpa dell'allenatore?

Lasciando stare per un attimo che chi paga nel calcio, è sempre l'allenatore, proviamo ad immaginare un futuro dove è la squadra ad essere esonerata o perchè no, la dirigenza stessa. Si, sarebbe equo, ma sappiamo tutti che quello è fantacalcio.

La vicenda di Marco Aprile è davvero curiosa. Allenatore giovane e di talento, arriva al Kamarat con una grossa responsabilità, ovvero quella di sostiuire mister Maggio, dopo anni di successi. L'allenatore ha una tempra eccellente ed era sulla buona strada, conquista successi, qualche pareggio e negli ultimi tempi, qualche sconfitta. Letale quella contro il Valderice per 4-2. Forse in questo caso perfino Zamparini e Cellino avrebbero dato qualche chance in più al proprio allenatore, ma la dirigenza della compagine di Cammarata ha sancito duramente, che era arrivato il momento di cambiare guida tecnica. Così, arriva l'esonero e le polemiche che lo inseguono.

Una vicenda tutta da studiare, ma forse la mancanza di qualche punto in classifica, accompagnata dal record storico ottenuto in Coppa Italia dal Kamarat, risulterebbe riduttivo per un esonero, quasi fuori luogo.

Golsicilia.it vi presenta un'interessantissima intervista realizzata all'ormai ex allenatore del Kamarat, Marco Aprile. Ai nostri microfoni ha rilasciato delle importanti diciarazioni che lasciano intendere che la telenovela Kamarat-Aprile non terminerà nell'immediato.

Intanto mister Aprile come si sente dopo l'esonero da parte della sua società?

«Abbastanza male, perché è la prima volta ed onestamente non pensavo di meritarlo, ma evidentemente non è così. Sono uno che lavora tanto e ci tiene in maniera particolare, insomma una grossa delusione, ma andrò avanti...».
 
"Risultati", questa è stata la motivazione del presidente La Magra, ma in effetti i risultati non sono stati terribili, a parere di molti. Qual'è il suo parere?

«Onestamente penso che ci manca qualche punto ed avremmo meritato di averne qualcuno in più, ma un po' per sfortuna e  un po' per colpe nostre non li abbiamo ottenuti  e comunque come dice lei non penso che sia una classifica così disastrosa, considerando che tolto l'Akragas,ci sono 5 - 6 squadre sullo stesso livello. Eravamo anche ai quarti di finale di coppa, obiettivo mai raggiunto prima dalla società».

Ha lasciato una squadra in palla. A cosa può ambire il Kamarat, quest'anno. Con o senza di lei.

«Mi risulta che i ragazzi oggi abbiano vinto in rimonta nella gara di Coppa e penso che sia sintomo di una squadra in salute, ma questo nessuno potrà nasconderlo, anche se ovviamente se oggi il Kamarat non avesse vinto, magari si sarebbe data la colpa ad una scarsa preparazione, ma questo fa parte del gioco...».

I tifosi vorrebbero il ritorno di Renato Maggio: cosa pensa riguardo quest'ipotesi?

«Non mi interessa chi mi succederà non sono più problemi miei, si è parlato già troppo in questi mesi di questo discorso».

Qualcuno dopo la sconfitta con il Valderice, ha detto che il Kamarat è una bella macchina sportiva, ma che guida senza pilota. Provocazioni a parte, quanto c'è di vero in questa affermazione?

«Preferisco soffermarmi sui tanti attestati di stima che ricevo pubblicamente piuttosto che stare ad ascoltare queste assurdità. Chi ha lavorato con me, sa come lavoro, prima di giudicare un allenatore bisognerebbe seguire per un periodo i suoi allenamenti e poi giudicare, e non farlo sulla base di qualche risultato negativo. Purtroppo quando si perde una partita la colpa è sempre dell'allenatore, ma sappiamo benissimo che non è proprio così».
 
Quali sono i suoi piani per il futuro?
 
«Piani per il futuro? Nessuno, perché questa regola assurda che un allenatore non può cambiare squadra nello stesso anno, non mi permetterà di poter allenare per quest'anno, quindi dopo un periodo di riposo e dopo essermi fatto passare la rabbia per questa situazione, riprenderò ad aggiornarmi girando per i campi a seguire allenamenti e partite di tutte le categorie, perché penso ci sia da imparare da tutti, magari proprio nelle categorie inferiori dove l'umiltà e la voglia sono superiori rispetto agli interessi delle categorie superiori».
 
Cosa consiglierebbe all'allenatore che le subentrerebbe?
 
«Non sono nelle condizioni di dare consigli altrimenti sarei ancora io l'allenatore...».
 
Come vede questo campionato e quali sono le squadre che più hanno attirato la sua attenzione?
 
«Campionato molto equilibrato. A parte l'Akragas che penso lo stravincerà perché è nettamente superiore a tutti ed ha un grande allenatore. Per il resto vedo molto bene il Campofranco, il Gemini, il Raffadali ed ovviamente il Kamarat. Queste squadre penso che lotteranno per i play off, senza però dimenticare l'Alcamo che ha una grande squadra, il Mazara ed anche la Riviera Marmi».
 
Mister Aprile,  ultima domanda: ritornando ai "risultati", pensa seriamente che questa sia stata la vera motivazione del suo esonero oppure crede che ci possa essere dell'altro? I ragazzi le sono stati vicini dopo la decisione della società?
 
«Sinceramente non so che pensare. Qualcuno mi ha riferito che la motivazione non è solo quella dei risultati, ma non ho avuto conferme. Io ho la coscienza a posto, quindi posso andare in giro a testa alta come ho sempre fatto. Per quanto riguarda i ragazzi penso che alcuni mi sono stati vicino mentre qualcun'altro forse non ha fatto quello che mi aspettavo, che non vuol dire fare chissà che cosa, ma semplicemente spendere qualche parola, ma che vuole: nel mondo del calcio è facile dimenticare».
 
«Mi permetta di rivolgere un saluto a quei tifosi che mi sono stati vicino in questo periodo ed in questi giorni, rimarrò molto legato a loro».

Gualtiero Sanfilippo 15/11/2012
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