Monreale C., Scalia a GS.it: «Non mi aspettavo di avere solo due punti»

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"Resta vile maschio, dove vai...". Come cantava Rino Gaetano nell'omonima canzone, anche la dirigenza ha cantato più volte alle orecchie del mister - quasi dimissionario - Paolo Scalia. Ovviamente, il "vile maschio" viene sostituito da "grande allenatore" ed onestamente, molti sono i motivi utili per tenersi stretto il mister Riberese. 

Paolo Scalia ha dato tanto alla compagine di Monreale, probabilmente ancora non tutto e questo la società lo sa, così non vuole perdere il fulcro dei successi degli anni passati. Insieme a Natale Picano ed al presidente Rosano, Paolo Scalia forma il triangolo forte decisionale della società Palermitana. 

Un momento negativo: forse per le troppe pressioni psicologiche dovute ad obiettivi sempre più grandi, forse per un semplice momento "no, il Monreale, in tre partite, ha totalizzato solo due punti in virtù dei due pareggi e di una sconfitta (l'ultima arrivata per volontà della Parmonval ndr.).

Il Monreale è una delle più belle realtà del calcio dilettantistico ed il mercato estivo ha confermato questa tesi, ampliando le scelte di organico, attirando a sé gli occhi di tutta la Sicilia, così da essere considerata una delle formazioni più accreditate dopo la corazzata Agrigentina.

Oggi, Golsicilia.it, vi presenta l'intervista in esclusiva a Paolo Scalia. Intervistato dalla nostra redazione, l'allenatore ci spiega il perchè delle sue dimissioni e del momento "grigio" che sta attraversando la sua squadra.

Mister Scalia, le chiedo subito di parlarci della situazione Monreale che sta attirando i riflettori di tutta la Sicilia. Un mercato da urlo, ma ancora nessuna vittoria. Cosa sta succedendo?

«Stiamo vivendo un momento particolare, legato ai carchi di lavoro estivi e alle grandi aspettative che c'erano, giustamente, nei confronti della squadra, data la campagna acquisti importante con nomi blasonati per la categoria. Sono certo che con il migliorare della condizione psico-fisica e il raggiungimento di equilibri tattici, dato che abbiamo cambiato cinque uomini sugli undici base dell'anno scorso, le cose miglioreranno e potremo toglierci delle soddisfazioni».

La sconfitta con la Parmonval ha portato alle sue dimissioni, rigettate dalla società. Ci racconti il perché di quest'ultime e le sue sensazioni in merito?

«Io ritengo che questo rientri nella normalità di chi, come me, non ha paura di prendersi delle responsabilità. Proprio per quello che dicevo prima, le aspettative del Presidente e di noi tutti erano certamente altre, ma il calcio non è una scienza esatta e, a volte, le cose sfuggono alla logica, basta guardare cosa sta succedendo alle milanesi nel massimo campionato, questo però non ci solleva dalle famose responsabilità e quindi le mie dimissioni sono state per me un fatto spontaneo. Certo il fatto che la società ha ancora rinnovato la sua fiducia nei miei confronti mi inorgoglisce, ma quello che mi ha dato grande conforto è stata la notevole carica affettiva di tutti i ragazzi che mi hanno pregato di fare un passo indietro, convinti che possiamo uscire insieme da questo momento particolare».

Qual è il modo migliore per risolvere questo brutto momento?

«Da questi momenti si esce solo in un modo: lavorando e lavorando con abnegazione e fiducia».

Sappiamo che è presto, ma lei crede fermamente in un suo futuro vincente in società o qualcosa si è incrinato?

«Se io non ci credessi non avrebbe senso continuare. Il mio obiettivo sono i play off e penso che, alla fine, saremo tra le prime cinque. Per quanto riguarda la società noi abbiamo un rapporto chiaro basato sul rispetto dei ruoli e se la stessa ha continuato a manifestarmi la propria fiducia, nonostante i tanti colleghi liberi che giustamente aspirano, è segno che crede nel mio lavoro e in quello che con questa squadra possiamo realizzare. Del resto io, ogni giorno, al campo sono costantemente seguito da Natale Picano che qualche partita l'ha giocata e se ancora ritiene di potermi dare fiducia è segno che errori così marchiani non ne ho commessi». 

La prossima avversaria: come arriva e come vi difenderete per poter uscire vincenti?

«Il Raffadali è una squadra forte in tutti i reparti con un ottimo allenatore e delle ottime individualità, su tutti Gerardi che ha un passato importante, perciò dovremo dare il meglio di noi stessi se vorremo cominciare a uscire da questa nostra situazione. Del resto, io sono del parere che sia più positivo affrontare un avversario che ti affronta per giocare bene a calcio».

E' sorpreso dalla classifica attuale? Se si, cosa non si aspettava?

«Certo non mi aspettavo di avere solo due punti. Sarà uno stimolo in più migliorarla questa classifica, ma ancora il campionato è lungo e se ci daranno modo di lavorare serenamente, vedremo come finirà».

Akragas "schiaccia sassi", per molti la più forte, secondo lei si assisterà ad un campionato come quello dell'anno scorso, cioè con una corazzata come il Ribera che ha vinto senza alcuna difficoltà l'ultimo campionato?

«L'Akragas è senza dubbio una squadra fortissima e costruita per fare bene, penso però che sia ancora presto per dire che possa essere un campionato a senso unico. Io penso che tutti dovranno stare attenti anche al Mazara che ha lavorato bene in estate e si è ulteriormente rinforzato con gli ultimi arrivi».

 


Gualtiero Sanfilippo 26/09/2012
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