Audace Monreale, Rosano a GS.IT: «Pagherà chi ha sbagliato!»

Riprendono le vicende sul "Caso Ribera"


La situazione non è delle migliori. Nuovi e interessanti risvolti si sono presentati nell'ultima settimana in merito a quel che abbiamo denominato "Caso Ribera", ovvero tutte le vicende accadute da quel 23 ottobre 2011 quando si giocò il match fino ad oggi, quando sono arrivati i deferimenti della procura federale. Già, deferimenti, chiamali come vuoi, ma nel concreto hanno un solo significato, cioè che qualcosa di negativo è stato riscontrato e che si suggerisce a chi di dovere di prendere le opportune direttive. Quest'ultime fanno paura a tutte le parti coinvolte, tutte sono state citate e la maggior parte pagherà, in maniera rilevante o meno, con squalifiche, ammende e forse penalizzazioni. Già, un momento difficile caratterizzato dai due fuochi principali che in una lotta astratta fuori dalle sedi opportune si lanciano freccie, piccole verità che svelano alcuni retroscena spiacevoli del campionato d'Eccellenza, girone A. Qualcuno vorrebbe chiudere gli occhi e simulare i mesi che verranno, gli altri, la maggior parte, tenterà di far chiarezza cercando giustizia o traendo un vantaggio reale da questa situazione, magari un posto nella prossima Serie D. "Attesa", questa è la parola che fa da cornice a tutta la vicenda, già perchè si attendono le sentenze, ma non prima di aver risentino tutte le parti. Quel che è certo è che c'è una macchia nella nostra tovaglia, speriamo solo che si possa lavare senza troppi sforzi o sacrifici. 

La prima freccia viene scoccata dall'Audace Monreale e in particolare da Giuseppe Rosano, presidente della stessa. Persona pacata e tecnica che, in esclusiva, ai microfoni di Golsicilia.it ha fatto il punto della situazione, chiarendo quel che è la posizione dell'Audace Monreale.

Presidente Rosano, ci parli di tutta questa situazione che si è creata nelle ultime settimane.

«Io sono una persona che parla poco, ma che legge moltissimo. In questi giorni ho avuto modo di leggere tanto su quanto successo in quella partita del 23 ottobre 2011. Ora, sono arrivate queste carte che contengono dei deferimenti ufficiali, ognuno devo occuparsi della parte di cui è competente, io dal mio punto di vista posso dire che la chiusura delle indagini e il conseguente deferimento stesso rappresenti una sentenza, anche se la Commissione Disciplinare dovrà convocare le parti e quest'ultime verranno nuovamente ascoltate. Tutto ciò significa che la Procura ha chiuso le indagini ed ha dato l'input alla commissione disciplinare per avviare ulteriori accertamenti. Io non posso divulgare il contenuto di tali documenti, sarebbe un reato, ma posso dirle che per quanto riguarda l'Audace Monreale ci sarebbe una responsabilità oggettiva, in quanto il giocatore che ha comunicato l'accaduto era un tesserato della medesima società. Le telefonate tra il mister riberese ed il nostro tesserato sono iniziate in estate e la procura crede che ci sia una responsabilità del ragazzo, che avrebbe potuto parlare prima. Noi, come società, abbiamo comunicato immediatamente l'accaduto, era il 24 ottobre 2011, ci siamo attenuti al Codice di Giustizia Sportiva che obbliga un intervento del genere senza alcun indugio. Noi siamo difesi dal nostro avvocato, esperto in diritto sportivo, che si occuperà di dimostrare la nostra fedeltà al Codice. Poi se è vero quanto c'è scritto in queste carte ufficiali, mi sento di dire che non si tratta di una bolla di sapone e che non brucia il sedere a nessuno, se non alle parti coinvolte in questione, in particolare al mister del Ribera, Brucculeri». 

La posizione dell'Audace Monreale è abbastanza chiara, ma secondo lei, Salvatore Romeo cosa rischia?

«Rischia una squalifica, non ricordo esattamente, ma credo che il Codice di Giustizia Sportiva preveda un minimo di sei giornate di squalifica. Chiaramente bisogna tener conto delle attenuanti e come la disciplinare interpreterà questa situazione. Da quello che io leggo, l'elemento che rischia di più è il mister Brucculeri, poi ci sono le società, ma io credo che sia una responsabilità minima. Del resto come facevano a sapere, il Ribera ed il Monreale, che Brucculeri e Romeo si parlavano. Non potevamo seguirli a casa e controllare i loro tabulati telefonici. Io mi auguro che il Ribera non subisca eccessive ripercussioni, perchè credo che il suo campionato sia legittimo. D'altronde era la settima giornata del campionato d'andata e se il Ribera è in testa non è per le chiamate fatte a Romeo, merita realmente la sua attuale posizione. Noi come società avevamo un obbligo e l'abbiamo rispettato, chi ha sbagliato deve pagare».

Da premettere che nessuno ha intenzione di crocifiggere nessuno. Lei crede che Romeo abbia il "carbone bagnato", insomma poteva dirlo prima?

«L'ultima telefonata è dell'ottobre 2011. Il ragazzo è stato disturbato da agosto, quindi io credo che questo ragazzo, per quel poco che ho avuto modo di conoscere, sia un ragazzo serio. È ovvio che l'Audace Monreale non si può fermare all'aspetto tecnico e che quindi questo fatto ha inclinato i rapporti professionali e di fiducia. Infatti, allo stesso è stata concessa la lista di trasferimento a gennaio, con la consapevolezza che avrebbe trovato al più presto un'altra squadra, essendo un classe '89. La denuncia parte da un'altra denuncia, cioè quella del ragazzo alla nostra dirigenza. Probabilmente verrà squalificato, spero di no. Comunque è stato ufficializzato dalla procura come il signor Brucculeri abbia avuto dei contatti telefonici con il ragazzo».

Quindi si parla di un illecito consumato.

«Le carte sembrerebbo comfermare questa tesi. Insomma, per chi legge questo deferimento emesso dalla procura federale e sa leggere l'Italiano, può comprendere tutti i punti chiave».

Lei come vede la posizione di mister Brucculeri, che sembrerebbe difendersi pubblicamente attraverso le ultime interviste? Sopratutto è d'accordo con l'affermazione dello stesso che vedrebbe il Ribera come "il gallo che fa le uova buone", capace quindi di dar fastidio a qualcuno?

«Io ancora non ho capito cosa intende dire il mister riberese, forse è meglio che lo chieda a lui stesso. Ho avuto modo di leggere le ultime interviste ed ancora ho difficoltà a comprenderlo. Cosa vuol dire che ci sia un movimento che miri a sfavorire il Ribera? Non vedo un nesso logico, come si può legare un discorso del genere ad una partita giocata ad ottobre del 2011, valevole per la settima di campionato. Il Monreale ha solo denunciato dei fatti gravi, non si poteva fare in maniera differente. Il Codice parla chiaro. Non si può passare sopra un "presunto" illecito sportivo, dico presunto tra virgolette, perchè è stato accertata l'esistenza di queste chiamate. Tra l'altro lo stesso viene comfermato dal dg Ruvolo, che mezz'ora dopo il match chiama il mio mister (Paolo Scalia. ndr) dicendogli: "Fai sapere al tuo presidente - in quel caso utilizzò una frase poco urbana - che fu Romeo a chiamare Brucculeri e non al contrario". Questo perchè? La reazione di Ruvolo avviene a causa di un mio incontro avuto precedentemente con lo stesso all'interno della mia segreteria, al termine del match in cui consigliai al dg riberese di non fare più usare i telefonini al suo mister. Lui fece una smorfia e non ribattè, per poi andarsene, girandomi le spalle. Il signor Ruvolo agì in questo modo, senza fermarsi e magari dirmi: "Presidente Rosano, ma che mi sta comunicando?".  Tra l'altro, questi signori (il dg Ruvolo ed il mister Brucculeri, ndr) si contraddicono anche all'interno delle carte ufficiali dove affermano una responsabilità diversa del giocatore in merito alle telefonate con l'allenatore. Ripeto, io, come appassionato di calcio, mi auguro che il Ribera non paghi eccessivamente per colpe non sue, ma che paghi chi ha una reale responsabilità in questione. Improbabile pensare che il Ribera abbia dato vita ad un illecito perpetuo, bisogna isolare il caso alla partita del 23 ottobre 2011».

C'è molta gente che spera il contrario di quello che sta affermando, cioè che avvenga una mutazione rilevante della classifica attraverso una penalizzazione del Ribera. Lei come la vede?

«È una situazione delicata. Io non so cosa potrà accadere, ma mi auguro che il Ribera calcio vada in serie D. Noi non abbiamo attaccato la società Ribera, contro la città o contro venti ragazzi, bensì contro un fatto che non deve accadere, che sembrerebbe sia accaduto, uso il condizionale, però...».


Gualtiero Sanfilippo 21/03/2012
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