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Il Monreale si presenta ai nastri di partenza come una delle formazioni maggiormente accreditate per disputare un campionato di vertice. La società palermitana parte dall'ottima base dello scorso campionato e dai grandi colpi di mercato messi a segno in questa sessione. Abbiamo intervistato in esclusiva il presidente Rosano, sicuramente la persona più adatta a parlarci della sua squadra:
Presidente, ripartite da un sesto posto ottenuto nella passata stagione e vi siete molto rinforzati. L'obiettivo minimo quest'anno saranno i play off?
«L'obiettivo minimo è migliorare il sesto posto e siamo consapevoli che sarà un campionato difficile, per la presenza di società molto agguerrite. La nostra voglia era quella di mantenere il gruppo che ha fatto bene lo scorso anno e rinforzarlo e ci siamo riusciti».
Poter lavorare ancora con lo stesso allenatore può essere un'arma in più per questa squadra?
«È un programma iniziato due anni fa, questo è il terzo. Riteniamo che l'allenatore sia fondamentale in queste categorie. Per noi poi Paolo Scalia è il massimo che possiamo raggiungere».
Quali sono, secondo lei, le formazioni che portono con i favori del pronostico?
«Sempre le solite, bisogna guardare sempre il territorio a mio modesto parere. Non dimantichiamoci che ci sono squadre che rappresentano importanti città, quindi Akragas, Alcamo, Mazara e cosi via».
Fare calcio a Monreale le dà soddisfazione?
«Fare calcio a Monreale è difficile. Io ce la metto tutta, ma con molta onestà mi aspettavo e mi aspetto che la gente stia più vicina alla squadra. Ad oggi non è così e sono molto deluso. Sto meditando di portare via la squadra da qualche altra parte. Attenderò la prima partita di Coppa e poi deciderò. Credo, con un pizzico anche di presunzione, che se questa squadra giocasse altrove avrebbe attorno a sè gli onori della cronaca e l'affetto dei tifosi. A Monreale tutto questo non accade e quindi sono rammaricato soprattutto per la squadra prima che per me».
Se dovesse pensare al Monreale tra 5 anni, dove se lo immagina?
«Preferisco pensare a domani mattina, io non ho grandi velleità. È chiaro che mi piacerebbe calcare grandi palcoscenici ma restare con i piedi per terra è la miglior cosa».
Cosa vuol dire ai tifosi?
«Ai tifosi e alla gente di Monreale dico che se la squadra non è coccolata e accolta come merita nella sua cittadina e non capisce gli sforzi che la società ha fatto e gli acquisti che ha fatto, oltre alle conferme in blocco di quanto c'era di meglio, io sono costretto a fare i bagagli e andare a giocare altrove».