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Il Monreale è impegnato in una dura lotta per conquistare la salvezza. Golsicilia.itha intervistato in esclusiva il direttore sportivo della compagine normanna, Natale Picano:
Partiamo dal buon pareggio di Alcamo. Il Monreale ha dimostrato di essere viva e motivata. Lei come ha visto la sua squadra in queste ultime settimane?
«Sono d'accordo con quello che hai detto, soltanto che ci mancano due punti, perché secondo me potevamo vincerla quella partita. Comunque la squadra ha dimostrato di essere viva e di avere tutti i numeri per potere lottare fino alla fine per cercare di salvarsi».
Secondo lei come mai squadre come la vostra ed il Mazara, inizialmente attrezzare per lottare al vertice si sono ritrovate a dover lottare per la salvezza? Cosa non ha funzionato?
«È inspiegabile perché a detta di tutti la squadra che abbiamo fatto ad inizio campionato era la più forte, addirittura meglio dell’Akragas. C'era chi diceva di temerci, indicandoci come una delle formazioni favorite per la vittoria del campionato. Inspiegabile è a dir poco, ma il calcio purtroppo è anche questo».
La classifica è molto corta e tutto può ancora succedere. Secondo lei quante possibilità avete, in percentuale, di salvarvi?
«È così, basta una vittoria o un piccolo passo falso per cambiare tutto. In fondo alla classifica camminiamo tutti sul filo del rasoio. Non voglio fare percentuali ma dico che se la squadra gira come sta girando, con le giuste motivazioni, con la giusta concentrazione, possiamo farcela a tirarci fuori».
Questa settimana affronterete la seconda trasferta consecutiva nel trapanese, contro la Folgore Selinunte. Come vede la squadra rossonera e che partita sarà secondo lei?
«Questa secondo me è un'altra partita da dentro o fuori, perché se vinciamo possiamo tirarci dentro anche la Folgore a lottare con noi. Sarà una partita in cui loro avranno a disposizione due risultati su tre, perché per loro il pareggio manterrebbe inalterate le distanze. Noi invece dobbiamo cercare di fare bottino pieno, sarà una gara molto combattuta. Li ho visti giocare contro la Parmonval la scorsa settimana e mi è sembrata una squadra quadrata».
In estate il presidente Rosano ci parlò di un disamore della città nei confronti di questa squadra. Cosa vorrebbe dire ai sostenitori del Monreale?
«Io non dico niente ai tifosi del Monreale perché il Monreale tifosi non ne ha. La domenica quando una squadra avversaria porta dieci tifosi sembra di giocare in trasferta. Gli unici che ci vengono a seguire sono i genitori dei ragazzi. Monreale non ha risposto alle nostre chiamate, il presidente ha fatto sforzi enormi per dare lustro a questa cittadina, ma c'è un'apatia generale nei confronti di questa squadra che è inspiegabile.
Non è semplice fare calcio a Monreale insomma...
«Non è affatto semplice, mi dispiace dirlo, mi sono confrontato con una realtà molto difficile. In generale è molto difficile fare calcio in provincia. Categorie come l'Eccellenza hanno bisogno del paese, le realtà che vanno avanti sono quelle in cui c'è soltanto la squadra del paese a rappresentare il calcio in quel contesto, è il caso di San Giovanni Gemini, Campofranco, Leonforte, cittadine che hanno questa squadra e dove si crea un senso di appartenenza, cosa che invece a Monreale non c'è. Anche le amministrazioni gli danno una mano, mentre noi siamo stati abbandonati totalmente».
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