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Torre del Grifo, andata e ritorno col Palazzolo

L'editoriale


L’Etna ed il suo territorio a me piacciono, e non lo nego. Il viaggio di andata dal mare alla montagna è di quelli che ispirano emozioni, l’arrivo all’ingresso del polivalente è di quelli che meritano più di un’occhiata, guardando l’architettura, osservando una struttura moderna e funzionale, dedicata allo sport, con le sue regole e le sue contraddizioni, ma l’asse servizi di accoglienza è dinamica.  Mi aspetto la tribuna coperta, invece andiamo in gradinata, non per la temperatura, ma dover lavorare con immagini in controluce è veramente un’impresa. Nessuna differenza con il dilettantismo o i campi di vecchia costruzione. In campo le due squadre, lontane anni luce: una, il Catania, in serie A, l’altra pur con significative proiezioni strutturali societarie e manageriali, il Palazzolo, in serie D,  alla sua prima uscita, dopo soli quattro giorni di raduno.

E’ opportuno sottolineare il passato di Gaspare Cacciola, allenatore, ed Enzo Berti, ds del Palazzolo, coi colori rossazzurri, i loro buoni rapporti hanno dato la possibilità di far calcare il campo con soddisfazione ai tanti under della squadra siracusana. Il Catania ha quasi un mese di lavoro accumulato, ma nell’organico non vi sono ancora tante certezze: molti malati di… “Mi manchi”, dedicati a Pietro Lo Monaco, e tante possibili partenze. Il Palazzolo tutto nuovo è ai primi passi ma è sembrato un po’ come la Salerno-Reggio Calabria, con cantieri ovunque.

Formazioni in campo e si parte, spicca il 4-4-2 del Palazzolo, mentre nel Catania sono il nuovo arrivato Castro che sulla sinistra ha passo, incisività e corsa, e Ricchiuti al piccolo trotto e con piccoli tocchi, brevi, a far correre la palla e gli avversari. Così si chiude il primo tempo sul 3-1, con Scordino del Palazzolo e Castro i più meritevoli di attenzione mediatica. Cala il sole ed è una grande sfida dalla tribuna, per macchine fotografiche e telecamere. Non ci aspettiamo forcing e chissà quali schemi, ma Maran approfitta del test per provare giocatori in ruoli non loro, mentre Cacciola dà la possibilità a tutti di farsi la sgambata contro i giocatori di serie A. Nel Palazzolo sono tutti debuttanti, su questi argomenti ci soffermiamo con Gaspare Cacciola, tecnico del Palazzolo, ed Enzo Berti, ds dei gialloverdi.

Iniziamo con il tecnico Cacciola: con il Catania hai sempre un canale preferenziale? Lui sorride e conferma: «Sì, qui c’è un bel pezzo della mia vita calcistica. Oggi non eravamo pronti, con soli quattro giorni di lavoro, ma ho avuto il piacere assieme ai ragazzi e alla società di essere qui, perché oggi il Catania è una grande realtà calcistica nazionale. In campo abbiamo iniziato a fare delle cose che esigo, fin quando abbiamo avuto le gambe, mentre nel secondo tempo abbiamo avuto poco fiato.” Ma non sarebbe più ottimale, lavorare sul fondo, per accumulare fatica fisica, e poi sul pallone? «Oggi si fa lavoro fisico di mantenimento, si lavora da subito sul pallone, perché il calciatore rende meglio ed assimila il lavoro di gruppo».

Passiamo al ds Enzo Berti: il tuo lavoro di assemblaggio pezzi, inteso come acquisto giocatori oggi è stato messo da parte, cosa hai provato nel vederli all’opera? «Grande soddisfazione, senza considerare il risultato, di essere a casa del Catania. Abbiamo iniziato questo anno con l’idea di gestire i costi, i giocatori che vestono questa maglia sono di grande qualità e personalità; iniziamo la stagione, poi verificheremo il da farsi». Gli faccio notare che alcuni giocatori sono ritornati nelle loro vecchie squadre, nel Noto Fontanella e Ymeri, significa che le sirene sono dei bluff? «Per i calciatori questa stagione è molto difficile, è più facile per le società, sono tanti, anzi troppi, quelli liberi sul mercato», conclude il dirigente gialloverde. Domenica 5 Agosto, ore 17,30, amichevole con il Modica, squadra di Eccellenza; il match si giocherà a Palazzolo.


Gian Paolo Montineri 03/08/2012
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