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L'Alcamo ha iniziato da due giorni la preparazione al prossimo campionato, per la terza stagione consecutiva sulla panchina del "Catella" siederà Cristian Ciaramella. Golsicilia.it lo ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori, queste le sue dichiarazioni:
Cristian partiamo dalla decisione di restare ad Alcamo. É vero che ad un certo punto le strade tue e della società hanno rischiato di dividersi?
«Risponderti non é semplice, perché non so chi abbia mai detto che io e la società abbiamo rischiato di allontanarci. É vero che l'amarezza per lo scorso campionato é stata grande ma alla fine credo che ci siano state anche tante note positive per questa squadra che nei singoli era un ottimo organico ma secondo me aveva qualche carenza dal punto di vista caratteriale, é mancato quel pizzico di personalità ed é mancato un uomo trascinatore. Per quanto riguarda la mia decisione, ho avuto sempre la fiducia della società quindi sono soddisfatto. C'é la convinzione di poter fare bene anche quest'anno ma senza la presunzione di dichiarare a tutta la Sicilia che saremo la squadra "ammazzacampionato"».
Avete appena iniziato la preparazione, quali sono le tue primissime sensazioni?
«Penso che in questa categoria ci vogliano uomini con una mentalità vincente e caratteristiche di combattività. Penso che uno dei calciatori che sono arrivati, mi riferisco a Domicolo, sia il simbolo dell'umiltà e dell'aggressività al tempo stesso, perché in questa categoria il piú delle volte conta piú la spada che il fioretto. La mentalità di questa squadra deve essere quella di lottare fino all'ultima goccia di sudore. Le sensazioni sono buone perché comunque, nonostante bisognerà aspettare la fine del ritiro per capire determinate cose, io sono convinto che ci siano i presupposti di cui ti parlavo prima».
Come sta Vabres? Come l'hai visto? Sarà un riferimento importante, immagino per l'Alcamo di quest'anno...
«Vabres si sta impegnando tantissimo, purtroppo i tempi non sono brevi perché si tratta di un infortunio molto serio, ma lui é un ragazzo troppo umile, troppo in gamba, troppo intelligente, da febbraio, quando si é infortunato si é messo subito al lavoro per recuperare. Non mi voglio sbilanciare adesso sui tempi di rientro, mi auguro ovviamente il prima possibile, per lui e per la squadra perché ha dimostrato di essere un giocatore importante per questa squadra e per questa categoria».
Sono andati via elementi importanti, su tutti citerei ad esempio Venuti e Iovino, non rientravano piú nei piani della società?
«Prima di parlare della partenza di questi elementi voglio chiarire che chi é arrivato quest'anno ha sposato un progetto societario veramente molto diverso da quello dello scorso anno in cui la società ha investito tanto in questa squadra. Quest'anno si é cercato di prendere giocatori importanti che sposassero peró il progetto economico della società. Si é voluto cambiare completamente la rosa, innanzitutto per le caratteristiche che ricerco nei calciatori, di cui ti parlavo prima, per un progetto economico diverso ma anche perché quest'anno abbiamo deciso di iniziare con il portiere grande dunque abbiamo dovuto mettere degli under in ruoli in cui possono fare bene e abbiamo attinto dall'Adelkam dove ogni anno si mettono in evidenza giovani interessanti».
Per quanto riguarda il mercato in entrata sono arrivati di contro validi rinforzi come Domicolo, Alderuccio, Giacalone e Messina, dal Castellammare sono arrivati gli ottimi Di Giuseppe e Di Bartolo oltre che l'attaccante Bruscia, senza dimenticare Maltese arrivato dal Vittoria e Cutaia dalla Sancataldese. Sei soddisfatto dell'operato della società?
«Si, mi posso ritenere soddisfatto dei ragazzi che sono arrivati e sono contento anche dei giovani provenienti dall'Adelkam, come i classe '94 Monteleone e Palermo e vorrei anche menzionare Papania che in due campionati con noi ha fatto vedere buone cose e siamo sicuri che quest'anno possa essere per lui quello della consacrazione. La società ha fatto un buon lavoro, il ds Tumbarello e il direttore Giangrí hanno fatto un buon lavoro, ma un ottimo lavoro l'ha fatto soprattutto il neopresidente Daidone che da subito ha costruito il giocattolo, ha allestito una buona squadra con un certo fair play finanziario. Io mi ritengo soddisfatto, anche se in questo momento non mi voglio porre obiettivi, perché sono dell'avviso che ogni giocatore sia giovane che di esperienza debba sempre dimostrare le proprie capacità».
Arriverà qualcun'altro dal mercato? E se si in quale ruolo?
«Considerando i giocatori che ho a disposizione mi sento di dire che siamo apposto cosí se proprio dovessi dire cosa ci servirebbe per completare l'organico penserei ad un esterno di esperienza perché abbiamo Giacalone e poi tutti gli altri sono giovani, tutti validi devo dire, ma che ovviamente necessitano di qualche valutazione ulteriore».
La terza stagione sulla panchina del "Catella" può essere quella giusta per il grande traguardo?
«Ci auguriamo il meglio ovviamente. Non rinnego niente, come quando ho deciso di venire a giocare ad Alcamo, anche per motivi affettivi, venendo da esperienze importanti, e l'ho fatto con grande umiltà. Il primo anno di panchina la società non chiedeva niente di particolare se non una salvezza tranquilla ed abbiamo ottenuto risultati importanti, quali i play off e la finale di Coppa Italia contro il Vittoria. Lo scorso anno c'erano troppe aspettative su di noi e non siamo riusciti a mettere la ciliegina sulla torta perché alla fine siamo arrivati secondi, non abbiamo disputato un campionato ottimo ma buono sicuramente si. Quest'anno non ci aspettiamo di vincere il campionato, in silenzio vogliamo dire la nostra e far parlare come sempre il campo».
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