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Mister Ciaramella si racconta e descrive in esclusiva ai nostri microfoni una situazione disastrosa, caratterizzata dalla delusione dell'eliminazione in Coppa Italia e dalle prestazioni non all'altezza delle aspettative della società e dei tifosi. La società, ora, non può più sbagliare e promette battaglia nella prossima sfida contro l'Audace Monreale.
La situazione dell'Alcamo è ben diversa da quella che si prospettava ad inizio di campionato. Qual è il motivo di questo avvio di campionato non convincente?
«Le aspettative sono grandi per tutti. La squadra, la società, i tifosi e la piazza non sono ancora all'altezza. I giocatori sentono il peso di questa responsabilità ed in questo momento tutti abbiamo deluso le aspettative».
Quindi, per lei è un traguardo troppo ambizioso oppure è solo questione di tempo?
«Credo che, in questo momento, non possiamo competere per questi obbiettivi. È un problema psicologico, ma quando riusciremo a sbloccarci forse potremo ricominciare a parlare di traguardi».
Lei che è stato ex-giocatore e sà cosa significa stare in campo, cosa può provare un giocatore che vive questa condizione?
«Il giocatore pensa che non sta facendo il proprio dovere, ma vorrebbe... Nel mio spogliatoio ho uomini veri che sono coscienti che non stanno lottando come dovrebbero, tutti, vecchi e nuovi».
Cosa è mancato nelle partite precedenti e che cosa ha da rimproverare ai suoi uomini?
«Sicuramente i risultati in casa che non sono stati all'altezza, di contro in trasferta abbiamo giocato a testa alta in campi difficili. Il nostro atteggiamento in casa è da 'sconfitti'. Soprattutto l'eliminazione in coppa, nostro obbiettivo dichiarato».
Il prossimo avversario?
«Lavoreremo sul piano psicologico, dobbiamo sbloccarci. Anche se domenica, avrò tante assenze».
Se lei potesse lanciare un'appello ai tifosi, cosa chiederebbe?
«Sarebbe bello che i tifosi rimanessero al nostro fianco fino all'ultimo, nel momento del dolore e nella gioia di una vittoria. Vorrei pazienza, ma sò che non ci è concessa, speriamo in tempi migliori».
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