Folgore, Scaglione a GS.it: «Giordano non ha rispettato accordi. A giugno lascerò presidenza»

L'intervista al presidente della società rossonera


Un campionato da dimenticare quello della Folgore Selinunte. Lunedì è arrivato il terzo cambio di allenatore della società: dopo Messana, a saltare è stato anche Giordano, ma con ragioni del tutto diverse. A parlarci di questo e delle condizioni in qui versa la società di Castelvetrano, in esclusiva per voi abbiamo sentito il presidente dei rossoneri, Felice Scaglione.

Presidente, ci spieghi i motivi dell’allontanamento di Giordano?

«C’era un accordo fra le parti, si è proposto lui avendo saputo le nostre condizioni economiche e di risultato, si è fatto avanti, contattandoci come società e proponendosi come allenatore della Folgore, e assicurandoci che avrebbe portato in squadra 5 giocatori, di cui tre che avrebbero fatto la differenza, che lui aveva già contattato e tutti d’accordo per arrivare a Castelvetrano. Ho comunicato questa possibilità all’ex tecnico Messana, che per il bene della Folgore ha accettato senza problemi. Abbiamo aspettato due settimane, e non è arrivato nessuno di cui grandi nomi che ci aveva promesso; anzi abbiamo le prove che ha iniziato a cercarli su Facebook tramite il suo profilo dopo il nostro accordo. Il venire meno a queste condizioni, fondamentali affinché il contratto di Giordano fosse valido, ci ha costretti ad allontanarlo, qualsiasi fossero stati i suoi risultati sul campo. Lui non ha rispettato il nostro accordo; ho provato anche questo per salvare la Folgore, mi assumo le mie responsabilità, ma pur di salvare questa società mi sono fatto prendere dall’inesperienza».

Quale sarà la prossima guida tecnica della squadra?

«Ho parlato con Messana, chiedendogli di tornare ad allenatore da noi; si è trattato di un passaggio obbligatorio, visto che non abbiamo i soldi per pagare altri allenatori per questa stagione. Messana ha deciso di farsi da parte, e capisco la sua scelta; io e la dirigenza gli siamo comunque grati per quanto fatto in questi quasi due anni. In questa situazione di difficoltà ho quindi chiesto ai due giocatori più anziani della squadra, Stefano Pizzitola e Alberto Bilella, di seguire i compagni fino a fine stagione».

Ci sono margini per salvare la società a fine stagione?

«Io da presidente ci proverò fino alla fine, ma dopo due anni non sono più in condizione di andare avanti. Siamo in un periodo di profonda crisi, e questo si avverte anche nel nostro mondo, perché è sempre più difficile portare avanti una società; sono troppe le spese da sostenere, anche per le trasferte, e non disponiamo di somme tali da soddisfare tutte le nostre uscita. La verità è che i campionati dilettantistici sono troppo costosi, in Lega dovrebbero fare qualcosa per aiutare le società a diminuirei costi; ad esempio, una soluzione potrebbe essere quella di aumentare l’obbligo dei giovani da schierare in campo, poiché i giocatori più esperti, che vivono di calcio, necessitano di stipendi maggiori dei giovani. Questo mi dispiace, perché credo che continuando così nel giro di un paio d’anni il calcio dilettantistico rischia di scomparire; sostengono che permettere alle società di contenere i costi sia una mossa fondamentale per andare avanti».

Cosa non funzionato quest’anno?

«Abbiamo iniziato bene, poi tra dirigenti che si sono allontanati e lo sponsor che si è ritirato, ci siamo ritrovati in questa difficoltà economica. E così da novembre, quando non hanno ricevuto i loro contributi spese, alcuni calciatori hanno deciso di trasferirsi, e noi non potevamo impedirglielo. I vari Mario Lombardo, Vincenzo Lombardo, Bognanni (andato alla Parmonval), Sorrentino, Campione e Licata (all’Alcamo) hanno lasciato la squadra, e noi siamo quindi stati costretti a scendere i campo con i ragazzini. E malgrado il loro talento e il loro impegno, che a nessuno di loro posso rimproverare, obiettivamente è difficile riuscire a salvarsi. Comunque faremo di tutto per recuperare e provare a raggiungere almeno i playout».

Quale sarà il suo futuro, resterà in società?

«A fine stagione mi dimetterò a prescindere, è un favore che ho fatto due anni fa alla cittadinanza e al sindaco. Finiremo il campionato con dignità, ma a fine stagione rimetterò la società nelle mani del Sindaco. Ho fatto tutto il possibile, mi dispiace per come sta andando; ma da due anni, essendo un semplice impiegato e un appassionato, non un imprenditore, ho rimesso tanto denaro dalle mie tasche; adesso mi sono stufato, non  posso più continuare. Resto orgoglioso di quanto fatto finora e della salvezza raggiunta l’anno scorso; ho la coscienza pulita, ho dato tutto quello che potevo, trascurando anche la mia famiglia, seguendo la squadra al massimo. Adesso basta, non ci sono più le condizioni economiche per andare avanti».


Marco Biundo 30/01/2014
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