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Centrocampista del Messina per quattro stagioni dal 1998 al 2002, Sasà Marra da calciatore ha contribuito a portare la compagine peloritana dalla Serie C-2 alla Serie B nel giro di tre anni. Appese le scarpette al chiodo, Marra ha iniziato la carriera di allenatore e dopo avere guidato Avellino, Nissa ed Acireale, da qualche mese è stato ingaggiato dall'Arzanese, società che milita in Seconda Divisione girone B. Nelle vesti di grande ex di turno, domenica pomeriggio mister Marra affronterà il Messina. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.it, il tecnico napoletano ha parlato dei suoi trascorsi in riva allo stretto e della gara di domenica.
Mister Marra, prima di tutto le chiedo come sarà per lei affrontare il Messina da avversario...
«Per me quella contro il Messina non è mai una partita normale perchè mi vengono in mente tanti bei ricordi di esperienze vissute in riva allo stretto. Con il Messina ho avuto la possibilità di giocare in Serie B ed ho avuto modo di farmi conoscere in un palcoscenico che prima non avevo mai calcato. Per me la città di Messina ha un significato speciale non solo a livello calcistico, ma anche a livello umano dato che con la gente messinese ho avuto ed ho tutt'ora un bel legame. Per me quella contro il Messina non sarà mai una gara come le altre; nelle passate stagioni ho già avuto di affrontare il Messina da avversario alla guida di Avellino, Nissa ed Acireale e posso dire che ogni volta provo sempre le stesse emozioni. Dal punto di vista umano, la sfida contro il Messina è speciale e molto emozionante, però nei novanta minuti di domenica bisognerà dimenticarsi del passato perchè si deve provare a vincere la partita perchè come è giusto fare si deve portare avanti un lavoro iniziato con l'Arzanese».
Lei ha giocato con il Messina dalla stagione 1998/1999 fino al 2001/2002. Che ricordo conserva di quelle annate?
«Diciamo che per me le quattro stagioni in riva allo stretto non sono mai state tranquille viste le tante emozioni provate; nella prima annata abbiamo fatto una grande rimonta, ma abbiamo perso la finale play off a Lecce contro il Benevento ed in quell'occasione ho capito la grandezza di una piazza importante come Messina perchè al nostro ritorno siamo stati accolti benissimo dai nostri tifosi, nonostante avessimo perso la finale. L'anno dopo siamo ripartiti alla grande ed abbiamo vinto il campionato in anticipo con uno 0-0 al "Tupparello" contro l'Acireale e poi nei due anni successivi abbiamo prima conquistato la Serie B e poi mantenuto la cadetteria in modo meritato».
Passiamo alla gara di domenica. Come state preparando la partita contro il Messina? Inoltre le chiedo che tipo di sfida si attende...
«Stiamo preparando la gara con la massima attenzione perchè non sarà una sfida semplice e la nostra situazione di classifica ci impone di fare un risultato positivo, anche approfittando del turno casalingo. Il Messina è una squadra blasonatissima ed è in netta ripresa dopo il cambio di allenatore; adesso alla guida dei peloritani c'è un tecnico importante come Grassadonia, persona preparata che conosco, il quale sa preparare bene le partite. Il Messina è una squadra forte tecnicamente e mi aspetto una gara tosta soprattutto tenendo conto che affronteremo un avversario in salute. Dovremo affrontare l'impegno con la massima concentrazione e dovremo essere bravi a sfruttare al massimo le varie occasioni da rete che ci potranno capitare».
Attualmente siete ultimi in classifica con 14 punti. Finora nella sua Arzanese cosa non ha funzionato?
«Io sono subentrato due mesi fa ed ho trovato una situazione difficile sia a livello fisico ed atletico che per quanto concerne la composizione dell'organico, il quale non era ideale alla mia idea di calcio per la presenza di calciatori che secondo me non andavano bene. Con il preparatore atletico abbiamo fatto un certo tipo di lavoro per migliorare la condizione fisica dei ragazzi ed abbiamo lavorato anche sull'aspetto mentale. Ho trovato un'ottima società ed abbiamo stabilito di arrivare a gennaio per puntellare la squadra; già è arrivato l'attaccante Perna, andato in gol domenica scorsa e sul mercato siamo vigili dato che nei prossimi potrebbe arrivare qualche altro rinforzo soprattutto a centrocampo. Nelle ultime giornate siamo in crescita ed abbiamo fatto molti miglioramenti dal punto di vista dei risultati. Noi per adesso siamo ultimi ed il nostro obiettivo è quello di salvarci; di conseguenza cerchiamo di affrontare ogni partita come se fosse una finale».
Oltre che per la sua carriera di calciatore, lei in Sicilia ha lavorato come allenatore della Nissa e dell'Acireale. In estate la Nissa è scomparsa dal calcio che conta ed in questa stagione anche piazze come Ragusa e Licata hanno avuto grossi problemi. Qual è il suo pensiero a riguardo?
«Io in Sicilia sono cresciuto sia come calciatore che come allenatore. Penso che sia un gran peccato perchè la Sicilia è una terra dalla grande cultura calcistica, dove ci sono tante piazze con una storia importante alle spalle. Purtroppo l'azienda del calcio paga le conseguenze di una crisi economica molto diffusa in Italia e la condizione di certe società ne è la dimostrazione. Secondo me la cosa migliore da fare per rilanciare il calcio siciliano è quella di abbassare al massimo le spese e creare dei settori giovanili, i quali possano permettere una programmazione a lunga scadenza. Inoltre, per rilanciare il calcio siciliano è necessaria la presenza di dirigenti competenti che possano lavorare con una certa oculatezza perchè purtroppo spesso negli ultimi anni sono venute a mancare le persone serie e competenti. Bisogna investire sulle strutture sportive per fare crescere i calciatori. La Nissa di Roberto Boscaglia di qualche anno fa deve essere un esempio da seguire perchè quella società aveva un bel settore giovanile, con la prima squadra che spesso raggiungeva dei risultati importanti. Ritornando alle strutture, ad esempio ad Acireale, piazza dove ho allenato la scorsa stagione, ho trovato una brutta situazione perchè eravamo costretti a fare allenamenti e partite allo stadio "Tupparello" vista la mancanza di impianti sportivi ideali per le nostre esigenze, la cui assenza spesso ci condizionava dato che la domenica spesso giocavamo su un terreno di gioco in uno stato non ottimale».
Grazie per la disponibilità...
«Grazie a voi».