



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
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Salvatore Marra, allenatore dell’Acireale, ci ha rilasciato in esclusiva un’intervista in cui parla del momento poco felice del suo club. Tanti inoltre gli argomenti trattati con il tecnico campano, tra cui la grande voglia dei suoi ragazzi di centrare la salvezza.
Mister, sembrerebbero essere rientrati (almeno in parte), i problemi societari sorti la scorsa settimana. Che ci dice al riguardo?
«Si, dite bene. Al momento una parte dei problemi sono rientrati, e gran parte del merito va a questi ragazzi che con un atto di fiducia verso la società, dimostrando anche grande attaccamento alla maglia, hanno allontanato i problemi. Anche se la situazione è complicata, è prevalsa la voglia di far parte di questo Acireale, cercando di dare soddisfazioni ad una piazza importantissima, per il calcio siciliano e non solo. I tifosi ci stanno già aiutando, e come prima cosa, al ritorno dalla trasferta ci hanno fatto sentire il loro affetto, venendoci ad accogliere dopo la gara di Cava, questo è un buon viatico per il prosieguo della stagione».
Siete stati davvero vicini all’addio collettivo alla maglia granata?
«Si, dopo l’addio del direttore Sorbello è venuto meno un po’ tutto e siamo stati vicinissimi all’addio. Noi abbiamo però deciso di andare avanti, capendo ovviamente le motivazioni del direttore, motivazioni che io da allenatore posso solamente capire, in più lo ringrazio per l’ottimo lavoro fatto in quelle poche settimane; spero che magari possa esserci un ripensamento, anche perché abbiamo bisogno di un uomo di campo come Sorbello che ci stia vicino».
Capitan Patti è stato portavoce di tutta la squadra in un face to face con il presidente Pennisi. Ha svolto bene il compito di capitano…
«Capitan Patti è stato davvero la voce dell’intera squadra, esprimendo il pensiero di tutti, credo che abbia fatto una gran cosa. Però ripeto al momento quello che più ci preme, è che la società, come so che in questo momento fa, si adoperi per dare quel minimo di tranquillità a questi ragazzi che stanno dando davvero tutto, ragazzi che meritano solo elogi per quello che hanno fatto e che stanno facendo tutt’ora, non è facile lavorare in determinate situazioni, domenica sono stati bravi a staccarsi da tutti i problemi e penso che anche quando non è arrivato il risultato, i ragazzi non hanno mai demeritato».
Si parla delle “famose” garanzie promesse dalla dirigenza, sono realmente arrivate?
«Diciamo che sono arrivate, c’è stato l’impegno da parte del club che aspettavamo. È prevalso lo spirito dei ragazzi, vogliosi di avere la meglio in questa sfida sul campo per cercare di salvare l’Acireale, noi confidiamo nella buona fede della nostra dirigenza nel cercare di risolvere questa situazione. Sappiamo che abbiamo alle spalle una piazza importante, cercheremo di sensibilizzare l’ambiente, nel trovare garanzie per aiutare la società».
Tornando alla gara di domenica, con il cuore avete strappato un punto sul difficile campo di Cava. Grandi elogi a lei e ai suoi ragazzi…
«Abbiamo dimostrato a tutti, soprattutto a chi pensava che saremmo andati a perdere facilmente a Cava, che i ragazzi ci sono. Il pari ci ha ridato fiducia e i problemi di fine settimana ci hanno rinforzato, la rabbia è stata messa in campo e abbiamo fatto grandi passi avanti, sia dal punto di vista dell’impegno che del gioco, abbiamo dimostrato che ai punti l’Acireale meritava di vincere ampiamente; non è stato così, però ripeto, il pari è stato positivo per tante cose, su tutto, averci fatto ritrovare l’affetto dei nostri tifosi. Un elogio particolare ai ragazzi che sono scesi in campo, ma anche a chi è andato in panchina o in tribuna, hanno dimostrato di non essere solo calciatori, ma molto di più, dei veri uomini, chi era lì ha giocato con tutto quello che aveva, per giocarsela e non perdere, nonostante in tanti ci dessero già per sconfitti. Hanno giocato, senza avere assicurazioni, con la possibilità che il giorno dopo finisse tutto, con la possibilità di incorrere in un brutto infortunio e poi non trovare squadra, questo gli fa grande onore, non potevo chiedere giocatori migliori».
L’ex ds Leonardo, intervistato dalla nostra redazione la scorsa settimana, tra le altre cose ha dichiarato che è difficile fare calcio ad Acireale perché i tifosi influiscono troppo sulla squadra. È tutto vero?
«Quando sono arrivato, sapevo benissimo che la piazza di Acireale è molto esigente, so che quando vai in queste piazze e le cose vanno male, devi accettare le contestazioni. Nonostante questo, è una piazza molto competente. Io personalmente non posso dire le stesse cose di Leonardo, perché da quando sono qui, fine settembre, sono sempre stato trattato con grande affetto, nonostante i risultati non arrivassero. Hanno giudicato il Marra lavoratore durante la settimana, lasciando perdere i risultati negativi che ahimè ci sono stati, e questo gli fa onore e gli fa ancora più onore il fatto di averci aspettati lunedì al rientro da Cava cercando di essere più uniti possibili. Poi il rapporto con la tifoseria secondo me, è molto personale. È difficile giocare qui, ma se ti impegni, i tifosi ti fanno sentire un giocatore di un'altra categoria».
Soddisfatto dei movimenti di mercato? Un nome su tutti, Rabbeni…
«Luciano al di là del fatto di averlo avuto alla Nissa, anche domenica, ha dimostrato un grandissimo attaccamento sia al sottoscritto, che alla squadra. Era uno di quelli che poteva decidere entro il mercato, di andare via, aveva tante offerte come quella del Sambiase, però è rimasto non sapendo ancora quale fosse la situazione, ha preferito cercare di aiutare l’Acireale a salvarsi invece di cercare la sicurezza».
Ci sono state tante partenze, c’è stato qualche addio che le è dispiaciuto più di un altro o chi non aveva voglia di rimanere ha fatto bene ad andar via?
«Io dico che sono riuscito a legare con tutti, mi hanno dato il massimo di quello che avevano, e capisco che anche se qualche prestazione non è stata all’altezza, i problemi hanno influenzato tantissimo in determinate prestazioni. Quelli che sono andati via, li ringrazio per la disponibilità che mi hanno dato dal mio arrivo in poi, mi dispiace perché pensavo di poter intraprendere un discorso importante con loro, ma non ci siamo riusciti. In questi momenti, rimpianti non devono essercene, vuol dire che le cose dovevano andare così. Adesso noi ci prenderemo quello che viene, i ragazzi che sono rimasti, sono entrati nella mentalità che ci sarà da battagliare ogni domenica per salvare questa squadra, se servirà anche attraverso i play out, ancora non c’è niente di deciso».
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