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Marra a GS.it: «Sempre grato a tifosi Acireale. Ecco cosa non ha funzionato…»

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Salvatore Marra, mister dell’Acireale esonerato da qualche giorno, ha concesso un’intervista esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it.

Mister, partiamo dai fatti recenti. Come ha preso la notizia dell’esonero?

«Il presidente ha deciso di cominciare a programmare per l’anno prossimo e ha preso determinate scelte. In questa situazione non me la sono sentita di andare avanti. Insomma sì, sono stato esonerato, ma io ero più che cosciente di questa cosa ed è stata decisa questa formula di addio per mantenere i rapporti».

Lo spogliatoio come ha reagito a questa notizia?

«Ne avevo già parlato ai ragazzi. Fino a domenica scorsa la squadra aveva sempre reagito, si era allenata con continuità e anche se uscivamo sconfitti, perdevamo di misura e lottando. Adesso ho capito, anche dagli allenamenti, che i ragazzi non potevano più dare quello che ci aspettavamo per tanti motivi, e per questo gli sono vicino. Quindi per me era importante che non si incrinasse il rapporto umano che ho con ognuno di loro».

Dopo un periodo pressoché sereno, si è passati al caos più totale. Secondo lei quando è iniziato e soprattutto perché?

«Io sono arrivato e la situazione non era già messa bene. Poi è subentrato il presidente nuovo e c’è stata un po’ di chiarezza. Il sottoscritto e la squadra, ma come tutti del resto, siamo stati distratti da tante cose. Magari il presidente, per vari motivi, non è riuscito a mantenere quanto detto e la squadra è andata in confusione. Preferisco non entrare nei particolari perché potrebbe sembrare una ricerca di alibi. I fatti dicono che non siamo riusciti a dare continuità e risultati».

I tifosi rimproverano al presidente Palella tantissimi proclami ma nessun fatto concreto. È dello stesso avviso?

«Beh, i fatti dicono questo. Dovendo andare via, preferisco evitare di sottolineare le cose negative. Quindi ne approfitto per ringraziare chi mi ha dato la possibilità di allenare questa piazza. Palella mi aveva prospettato anche un’eventuale continuità, ma io non me la sono sentita. È giusto che in questo momento si abbiano le idee chiare. Il presidente è determinato a portare avanti il proprio programma, so che ha avuto degli incontri e vuole rispettare quanto promesso, anche se finora non è riuscito a farlo».

Secondo lei si può uscire da questa situazione negativa?

«Di classifica sinceramente credo sia difficile. Sono realista, l’avevo detto anche prima della gara col Ribera. Da allenatore ci credevo, ma fino a domenica non c’era mai stata una sconfitta così netta e le percentuali di salvezza si abbassano vertiginosamente giornata dopo giornata. Si deve programmare ed essere più chiari e diretti sul da farsi per il futuro».

Ha avuto a disposizione, nel corso dell’esperienza acese, quasi 50 giocatori. Quant’è difficile lavorare così?

«Il problema più grosso è stato proprio questo. Nel momento di difficoltà sono andati via in tanti, sono arrivati altrettanti giocatori e poi ci hanno lasciato altri. Insomma il lavoro settimanale iniziava sempre ad essere un po’ più difficile. Ho riguardato i vari tabellini, tra questi fatti più espulsioni e squalifiche, non sono mai riuscito a mettere per due partite di fila gli stessi 11 in campo. Ogni domenica dovevo cambiarne tre o quattro. Le condizioni di classifica ti mettevano sempre più pressione ed era praticamente impossibile trovare un equilibrio tecnico-tattico. Poi abbiamo anche perso molte partite per episodi individuali e non di squadra, mentre una netta supremazia degli avversari non c’è mai stata. Creavamo tantissimo ma, forse per mancanza di tranquillità, non riuscivamo a concretizzare. Non voglio che questa però sia considerata una scusante per la situazione in classifica, ma ovviamente ha inciso. Ovviamente non mi nascondo, se una squadra è penultima in classifica ho anch’io tante colpe».

Ha qualche rammarico o rimpianto?

«Il grande rammarico è di non avere avuto una rosa di 22/23 giocatori stabile, poi magari andava anche peggio, però questa cosa ci ha molto penalizzato. L’anno scorso alla Nissa ho fatto il ritiro, sono stato esonerato a dicembre e sono rientrato a febbraio, ma l’intelaiatura della squadra è rimasta sempre la stessa. Quindi bene o male i meccanismi erano già rodati, invece qui ogni settimana dovevi inserire qualche giocatore nuovo e non è stato facile. Mi assumo tutta la responsabilità di questa cosa e per me è un’esperienza importante che mi permetterà di non fare gli stessi errori in futuro».

Vuole dire qualcosa ai tifosi dell’Acireale?

«Intanto li ringrazio per la tanta pazienza che hanno avuto. È un peccato essere stato l’allenatore di questa piazza proprio in questa stagione, i tifosi mi hanno dato tantissimo. Molti dicono che è difficile lavorare qui invece ho scoperto tanta competenza e gli acesi apprezzano la passione e l’impegno che metti durante la settimana. Hanno capito realmente le nostre difficoltà e sono scoppiati solo alla fine, ma se i risultati non arrivano è giusto contestare. Non dimenticherò mai il loro abbraccio al ritorno dalla gara con la Pro Cavese, perché hanno capito che questa squadra con mille difficoltà ha onorato la maglia. Li saluto, li ringrazio e mi dispiace non aver dato quello che si aspettavano da me. Non è da tutti allenare l’Acireale e mi sono sentito onorato di questa possibilità».


Dario Li Vigni 07/03/2013
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