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Ci sono giornate di sport, in cui però il lato agonistico obbligatoriamente deve lasciare strada e spazio ad altri ambiti e ad altre annotazioni non meno importanti; sul match odierno infatti, poco o nulla si può dire, da un punto di vista tecnico, tanto invece si può ben affermare da un punto di vista umano. Il Noto, affogato dalla crisi societaria (è la terza squadra siciliana di D che quest’anno rischia di scomparire, dato questo che deve fare riflettere alcune stanze di comando del calcio nostrano e della stessa lega nazionale), è venuto ad Agrigento con un mix di juniores ed allievi, a cui non si può non tributare un caloroso applauso.
Potevano benissimo passarsi la domenica in famiglia, hanno preferito la via del rispetto della maglia e della città barocca, venendo ad Agrigento, sorbendosi sette gol al passivo, ma meritando gli applausi finali dell’Esseneto. Se il calcio siciliano deve in qualche modo ripartire e tutelare le sue piazze più importanti, non c’è esempio migliore da cui prendere spunto.
PRIMO TEMPO Al pronti via, subito Assenzio si invola sulla fascia sinistra, penetra in area e scaglia una diagonale alle spalle di Arena (il portiere avversario, omonimo del fantasista biancazzurro), che sblocca il punteggio quando ancora il pubblico dell’Esseneto doveva prendere posto nelle tribune. Da lì in poi, è stato un monologo biancazzurro e la partita è stata subito una lunga discesa verso i tre punti. Al 9’ minuto, Andrea Saraniti sbaglia incredibilmente un gol a porta vuota, ma dopo tre minuti l’attaccante si rifà, mettendo alle spalle di Arena un facile pallone su assist di De Rossi e siamo sul 2-0. Passano 8 minuti ed al 18’, è Savanarola che, tutto solo davanti al portiere, sigla il 3-0. Ma l’Akragas continua a spingere e dopo due minuti, altra azione in solitario di Arena, il quale agevolmente insacca dietro il suo omonimo il poker biancazzurro; al 23’, arriva invece il pokerissimo, con una manita ad opera ancora di Savanarola, su calcio di rigore. Di fatto, il primo tempo si chiude qui, con le uniche emozioni che in tribuna vengono date dai risultati annunciati dallo speaker dello stadio, in cui il pubblico apprende di un Città di Messina che segna due reti ai rivali del Savoia.
SECONDO TEMPO La prima vera emozione della ripresa, si ha con Saraniti, che al 57’ insacca la doppietta personale e dà al punteggio di oggi un aspetto tennistico; l’Akragas rallenta i ritmi, il Noto cerca di evitare altre imbarcate come può. Rigoli getta nella mischia i nuovi arrivati Leanza e Vitale, con quest’ultimo che cerca a più riprese la via del gol, cercando di inaugurare con una marcatura la sua prima esperienza in biancazzurro; marcatura che arriva al 62’, dopo un’azione in solitaria partita dalla fascia destra. Nel malandato, oggi più che mai, prato (poco) verde dell’Esseneto, non accade più nulla; chi con i tablet, chi con le buon vecchie radioline, cerca di sapere a che punto è il Savoia. Il pubblico sembra quasi non accorgersene del triplice fischio di chiusura decretato dal direttore di gara e resta nelle tribune fin quando non arriva dal Celeste di Messina l’altro triplice fischio, sperando fino all’ultimo che non accadesse ciò che poi invece si è verificato, vale a dire il pareggio del Savoia.
Adesso l’Akragas riprenderà il 27 dicembre la preparazione; si ripartirà giorno 5 gennaio 2014 contro il Pomigliano, ancora dall’Esseneto.
TABELLINO:
AKRAGAS: Zelletta; De Rossi, Parisi, Aprile, Vindigni, Astarita, Assenzio (47’ Leanza), Pellegrino, Saraniti (63’ Fontana), Arena (50’ Vitale), Savanarola. All.: Rigoli.
NOTO: Arena; La Rosa, Ladolina, Franzò, Lupo, Scoddo, Marescalco (17’ Bellofiore), Mollica (67’ Boscarino), Paolino, Finocchiaro, Caristia (75’ Scardaci). All.: Betta.
ARBITRO: Sig. Maggioni di Lecco.