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Ragusa, Bonarrigo a GS.it: «Vogliamo fermare l'Acr. Tifosi, salviamo insieme la 'D'»

Intervista esclusiva al capitano ibleo


Carmelo Bonarrigo, capitano del Ragusa, analizza ai microfoni di Golsicilia.it il momento "no" della sua squadra. Per gli iblei adesso due difficili partite, che salvo clamorosi risvolti, condanneranno il gruppo azzurro alla disputa dei play out:

Carmelo, domenica fino all’80’ tanti sorrisi, il ritorno alla vittoria ad un passo, poi cosa è successo?

«Purtroppo quest’anno si è verificata tante volta questo tipo di situazione, non siamo stati in grado di tenere sino alla fine. Avevamo fatto tutto bene, un partita perfetta, poi, forse per superficialità o forse per un calo di concentrazione, anche se a questo credo poco, visto anche l’ambiente caldo che c’era, abbiamo subito alcune situazioni che ci hanno penalizzato più del dovuto».

A Ragusa si respira aria pesante, in settimana i tifosi hanno contestato pesantemente squadra e tecnico…

«Non sta a me dire se i tifosi hanno ragione o meno, sicuramente alcune critiche un po’ superficiali hanno dato fastidio, soprattutto mirate all’allenatore, sicuramente se ci ritroviamo in questa posizione tutti abbiamo delle colpe, la colpa è di tutti e non solo del mister. Sono state delle critiche per me eccessive. Io sono stato anche in passato a Ragusa e tutta questa negatività non c’è mai stata, sicuramente l’ambiente non si aspettava che parecchi dell’anno scorso andassero via, dobbiamo andare a vedere bene di chi sono le colpe. Dispiace davvero, perché nel girone d’andata siamo andati bene, eravamo vicinissimi ai play off, nel girone di ritorno c’è stato invece un declino assoluto che ci ha portato a fare soltanto 13 punti sino ad oggi. Probabilmente la compattezza che ci ha contraddistinto nel girone di andata non c’è ora, anche a Licata, come in molte gare precedenti, non siamo stati cinici, spietati, e abbiamo subito i gol che hanno poi riaperto le varie partite».

Come ti spieghi questo cambio di rotta tra girone d’andata e ritorno, calo fisico, mentale o vi siete sentiti troppo presto tranquilli?

«Onestamente non riesco a darmi una spiegazione. Abbiamo iniziato male il girone di ritorno con il Savoia, poi, nonostante mancassero tante partite, eravamo sicuri di poterci mantenere fuori dalle posizioni scomode con facilità e forse questo ci ha portato in questa situazione».

Come hai detto in precedenza, spesso siete comunque stati voi a fare la partita perdendo o venendo raggiunti solo nel finale, cosa è mancato?

«Se andiamo a guardare la nostra rosa, salta subito all’occhio che il nostro reparto difensivo è composto da ottimi giovani elementi che però non hanno molta esperienza. Per quanto riguarda le gare, già ad Acireale abbiamo iniziato a dare segnali un po’ negativi da questo punto di vista, poi subentra spesso la paura di non portare a casa nessun risultato e questa paura fa andare ancora più nel panico la squadra. La gara di domenica col Licata, non è stata l’unica occasione in cui a 10 minuti dalla fine vincevamo e poi abbiamo pareggiato o perso, ci sono state altre partite come quella di domenica scorsa, quindi credo sia un discorso di poca esperienza. Con questo non voglio dire che sia solo colpa della difesa, anzi, deve essere tutta la squadra che in queste situazioni deve essere raccolta, aggressiva e cattiva».

Domenica giocate in casa, però di fronte ci sarà un Messina che vorrà festeggiare la promozione matematica…

«Come si dice: “piove sul bagnato” (ride, ndr). Domenica arriva la capolista e loro sicuramente vorranno chiudere il discorso promozione proprio dopodomani, possono però stare sicuri che troveranno una squadra agguerrita che cercherà di fare risultato e pronta a trovare quei punti per evitare i play out o per avere almeno una migliore posizione. Daremo sicuramente il massimo e lotteremo fino al 100’ minuto, qual’ora la partita durasse 100 minuti, ormai abbiamo ampiamente dimostrato che quest’anno non siamo stati in grado di tenere fino all’ultimo secondo».

Il fatto di non riuscire a tenere sino al 90’, secondo te è più un fatto fisico o mentale?

«Un problema fisico non esiste assolutamente, ogni domenica corriamo sino alla fine, credo proprio sia un problema mentale. Poi ripeto, quando sei in difficoltà, sei costretto a forzare alcune giocate, manca la serenità necessaria e puoi anche sbagliare, cose che durante la settimana hai provato e riprovato. Penso che ormai sia solamente un problema mentale».

Com’è il morale all’interno dello spogliatoio? C’è la volontà di cercare la salvezza o ormai lo sguardo è rivolto agli spareggi play out?

«Chiaramente c’è un po’ di rammarico per com’è andata ancora una volta domenica, perché noi se fossimo riusciti a portare a casa questi 3 punti, non dico che ci saremmo salvati sicuramente, però quantomeno avremmo affrontato il Messina con un’altra convinzione e stessa cosa per il Cosenza. Da parte nostra c’è tanta voglia di riscatto, di tirarci fuori da questa situazione, se dovessero essere play out, ed è probabile che sia così, guardando il calendario nostro e delle dirette concorrenti, dobbiamo prepararci più che altro mentalmente ad affrontare questi play out, che sono sicuramente una lotteria, partite completamente diverse da quelle che possono essere in campionato».

C’è qualche squadra che temi più di un’altra per i play out?

«Penso che qualsiasi avversario sia difficile, ripeto, i play out sono una cosa a se, qualunque pronostico può essere ribaltato. Anche il fatto delle due partite, con andata e ritorno può aiutare, come essere un problema».

Da capitano, vuoi dire qualcosa ai tifosi iblei?

«Posso solo dirgli di starci vicini e di incitarci, so benissimo che i play out per Ragusa, ma soprattutto anche per noi, sono una sconfitta, però dobbiamo salvare la stagione e per farlo abbiamo bisogno di loro, mi aspetto da parte loro davvero un grande sostegno». 


Luciano Passalacqua 26/04/2013
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