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Ai microfoni di Golsicilia.it ha parlato Davide Baiocco, indimenticato centrocampista e capitano del Catania, uno tra i principali protagonisti del ritorno della squadra rossazzurra in serie A e della sua affermazione nella massima serie. Un’intervista che tocca l'inevitabile tema del derby con il Palermo e i suoi progetti attuali e futuri, non solo alle pendici dell’Etna ma anche a Siracusa.
All’inizio una breve digressione sulla sua avventura attuale alla Cremonese, che domenica è attesa dalla trasferta con il SudTirol.
«Una trasferta su un campo mai facile, ne sappiamo qualcosa noi che col Siracusa ci abbiamo giocato l’anno scorso. Il SudTirol è una squadra in salute, che dopo la sconfitta di domenica scorsa col Trapani ha vinto brillando nel recupero di mercoledì col Feralpisalò, quindi sarà una partita difficile, noi purtroppo stiamo andando piano rispetto alle nostre potenzialità e dobbiamo ottenere i tre punti. Certo, è difficile porsi la forzatura della vittoria contro una squadra in salute, ma dobbiamo recuperare in classifica e non abbiamo alternative».
Ha avuto modo di vedere il Trapani? Che impressione si sta facendo della squadra di Boscaglia?
«L’ho visto all’opera contro l’Entella. E’ una squadra forte, che quest’anno si è ulteriormente rafforzata con giocatori come Lucenti e Spinelli. Sta dimostrando di potersi riconfermare, stabilizzandosi sui piani alti della classifica dopo un inizio un po’ stentato, e di essere tra le compagini che possono lottare per il titolo».
Da osservatore esterno, e anche da ex che ha lasciato un pezzo di cuore qui a Catania, si aspettava questo inizio di campionato dei rossazzurri, con 19 punti e il sesto posto in classifica?
«Ormai il Catania, dopo alcuni anni di sofferenza in serie A, ha plasmato un’identità precisa. Sono ormai due-tre anni che i rossazzurri stazionano in posizioni tranquille. E’ una squadra che gioca un buon calcio, rischiando poco, con un gruppo che si sta sempre più amalgamando. Per quello che è stato fatto vedere negli ultimi due anni, ma soprattutto l’anno scorso, non sono sorpreso. Conosco anche l’allenatore attuale, Maran, che è molto bravo e sta lavorando molto bene: non avevo dubbi proseguisse la buona strada avviata da Montella».
Andiamo alla partita di domani sera. Al “Barbera” ci sarà un ambiente molto caldo, con il Palermo che è a caccia di punti per risollevarsi in classifica. Secondo lei, quali aspetti potranno essere determinanti in questa gara?
«In un derby ce ne sono tantissimi. Noi l’abbiamo vinto in una situazione differente, con loro che erano strafavoriti ed erano molto sicuri della vittoria e alla fine noi vincemmo 4-0. Conta ovviamente la preparazione atletica, ma con le motivazioni la spinta viene da sé. In settimana di solito si lavora in maniera serena, ma se riesci ad essere arrabbiato e al contempo tranquillo nelle varie fasi di gioco questo può essere un vantaggio. Non c’è un elemento che da solo può contare in un derby. La partita va a dipendere anche dall’impegno mentale che si mette in settimana, dalle aspettative, dalle condizioni in cui ci si arriva, dalla situazione ambientale: nel derby non sempre i vari valori escono fuori».
Pensa che il Catania arrivi pronto alla situazione ambientale di domani, specie con la scelta della società del silenzio stampa a fronte delle dichiarazioni rilasciate in settimana da Lo Monaco?
«Il silenzio stampa è una scelta, condivisibile o meno. Secondo me parlando con intelligenza si può sempre evitare di entrare in polemica, parlando del derby sotto diversi altri aspetti senza contribuire ad inasprire i toni: non è certo obbligatorio rispondere a quanto esternato da altri. Credo comunque che il Catania abbia la maturità per affrontare al meglio questa partita, già in passato ha esibito ottime prestazioni in partite difficili».
Visto che siamo in tema di calcio siciliano, le chiedo se sta seguendo il Siracusa, ripartito dalla 3° categoria, se ha sentito qualcuno e a che punto è il progetto della scuola calcio nella città aretusea?
«Seguo sempre il Siracusa, sono ancora rammaricato per quello che poteva essere e non è stato e per come è finita. Quanto alla scuola calcio, io speravo di aprirla, ma ho pensato che senza la mia presenza costante non sarebbe stato giusto e non sarebbe stato logico né conveniente per nessuno impegnarmi in un’attività così delicata. E’ un’idea e per ora rimane tale, spero di realizzarla in futuro, nell’attesa che magari a Siracusa arrivino tempi migliori e soprattutto persone che abbiano la possibilità di fare qualcosa di interessante, così potremo valutare quel progetto».
Tra le sue dichiarazioni che ho letto negli scorsi giorni mi è balzata all’occhio il suo proposito di giocare a Catania la sua partita d’addio. E’ un’intenzione seria o ancora un pensiero a voce alta?
«Beh, adesso non ci sto ancora pensando, però i posti che hanno maggiormente caratterizzato la mia vita umana e professionale sono Perugia, la mia città natale, e Catania. Quindi è normale che questa partita a Catania sia un’idea carina, che mi entusiasma. Quando arriverà il momento sarò molto onorato, poi non so, intanto è un’idea e rimane lì, in attesa di evolversi».
Grazie a Davide Baiocco e in bocca al lupo.
«Crepi. Grazie a voi e buon lavoro».
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