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Palermo-Catania non è più soltanto il derby di Sicilia. I risultati calcistici raggiunti dalle due squadre, negli ultimi anni, sono stati apprezzati non solo in Italia, ma anche all'estero. Abbiamo intervistato in eslcusiva due tifosi stranieri di Palermo e Catania: il rosanero tedesco Mihael "Rino" Seketa e il rossazzurro spagnolo Duarte Romero Varela.
Quando nasce l’amore per la tua squadra del cuore?
MIHAEL: «Definire un punto o una data precisa è difficile. Da piccolo la Serie A mi aveva affascinato più di tutti gli altri campionati in Europa e infatti, lo ammetto, "tifavo" per il Milan di Shevchenko. Comunque, per puro caso, mi è capitato di vedere una partita del Palermo, primo anno in Serie A, e rimasi sorpreso e a bocca aperta per il tifo che c'era. Anche i colori mi hanno attratto e incuriosito. Ho visto uno striscione in Curva Sud che faceva "pubblicità" ad un forum rosanero, il “PianetaRosanero”. Ho visitato per pura curiosità questo forum e mi sono messo a scrivere qualche riga in inglese, complimentandomi per quello che ho visto. Fui accolto con grande simpatia e anche i “forumisti” si sono incuriositi. Ecco, dal 2005 fino ad oggi non ho mai smesso di scrivere lì, anche se magari fino a poco tempo fa era diverso visto lo sviluppo attuale dei social network, ma ci tengo ancora a scrivere e scambiare opinioni con gli altri. Il mio affetto per loro, nel tempo, è cresciuto a dismisura perché tutti mi hanno accolto in una maniera a dir poco superlativa».
DUARTE: «La passione per il Catania è nata nel maggio 2006. In quel periodo mi trovavo in gita in Sicilia con la mia classe e i festeggiamenti per la promozione in serie A della squadra di Pulvirenti contagiarono anche me e i miei compagni: con tanto di sciarpa rossazzurra, dopo la gara vinta con l’Albinoleffe, ci recammo insieme ai tifosi del Catania per via Etnea, Piazza Università e Piazza Duomo. Da quel momento la città e la sua gente mi sono entrati nel cuore, insieme alla formazione allora allenata da Pasquale Marino».
Chi sono i tre giocatori che, nel corso degli anni, ti hanno entusiasmato di più con la maglia rosanero/rossazzurra?
MIHAEL: «Difficile pure qui rispondere, perché saranno più di tre, ma provo a fare una classifica. Il primo che mi viene in mente è il primo capitano del Palermo in Serie A - Eugenio Corini - per la sua personalità, umiltà, la sua tecnica, si "sentiva" da lontano, anche in TV, la sua presenza sul campo. Il secondo è Franco - detto Ciccio - Brienza, che con il suo gol alla Juve nel 2005 fece esplodere lo stadio . Ho avuto pure la fortuna di scambiare quattro parole con lui, una grande, anche se non di altezza (ride, ndr), persona. Infatti che sia tornato quest’anno, dopo così tanto tempo, dimostra anche quanto lui tenga al Palermo. Il terzo Migliaccio, che non ha mai tirato indietro la gamba, ha sempre dato il meglio e faceva pure gol. Credo sia un peccato vederlo fare il panchinaro a Firenze, perché uno come lui tra l’altro quest’anno ci manca».
DUARTE: «Ricordo con affetto i gol di Spinesi nel primo anno di serie A, la determinazione e l’attaccamento alla maglia di Baiocco e i gol di Maxi Lopez, unico acquisto del mercato invernale 2010, capace di trasformare la squadra e di condurci alla salvezza».
Hai mai visto dal vivo la tua squadra del cuore?
MIHAEL: «Qui mi piace ricordare la prima partita che ho visto al Barbera, era settembre del 2007, insomma anche la prima volta che scesi a Palermo. Rino Foschi, anche lui grande, mi ha invitato ad assistere alla partita con il Milan. Siamo stati “inferiori” per 60 minuti, per poi pareggiare con Diana. Indimenticabile la punizione di Miccoli nel recupero, che di potenza ha battuto, se non sbaglio Kalac. Lo stadio stava per crollare, visto che neanche si riprendeva a giocare subito dopo».
DUARTE: «Mi sono ripromesso di tornare a Catania, ma l’occasione non è ancora arrivata. Tuttavia, ho avuto l’opportunità di vedere all’opera i miei beniamini nell’estate 2011 al San Mamés di Bilbao, a pochi chilometri di distanza da casa mia: in quell’occasione arrivò una sconfitta per 3-1 contro l'Athletic e il nostro unico gol lo segnò il mio connazionale Keko, oggetto del mistero ancora oggi nella rosa a disposizione di Maran».
A gennaio riapre il mercato, c’è un giocatore in particolare che ti piacerebbe vedere a Palermo/Catania?
MIHAEL: «Obiettivamente, a mio parere, uno forse non basterebbe. Essendo un amante del calcio offensivo e non di quello difensivo o tattico, proverei a prendere una punta di peso affidabile. Mi piacerebbe Kozak in prestito dalla Lazio, sarebbe una ottima soluzione a costi bassissimi».
DUARTE: «Ci manca un vice Bergessio, quindi mi sento di consigliare a Gasparin e Salerno l’acquisto dell’attaccante Léo Baptistão, in forza al Rayo Vallecano e autore di ben cinque marcature in questo primo scorcio di Liga. Con tre milioni di euro potremmo riuscire a portarlo a casa».
Siamo ad un terzo della stagione 2012/2013, dove pensi possa arrivare il tuo club a fine campionato?
MIHAEL: «Quest'anno la salvezza, magari con qualche giornata di anticipo, è il nostro scudetto. Visto che c'è un abisso enorme tra le squadre che giocano anche in Europa, gruppo al quale si è aggiunta la Fiorentina che ha fatto un buon mercato e ha ritrovato l'entusiasmo andato perso l'anno scorso, e le altre squadre. Un posto di metà classifica penso sia il massimo».
DUARTE: «Il sogno sarebbe l’Europa, ma il gap con le big è ancora troppo grande. Potremmo ambire al settimo posto, stabilendo un nuovo record in serie A».
Sabato c’è il derby, come seguirai la partita?
MIHAEL: «Seguirò, come sempre, la partita su Internet. Scrivendo anche contemporaneamente nel forum di cui parlavo, oppure anche aggiornando il mio stato di Facebook. Purtroppo di palermitani, dove abito, non ne conosco, per cui quasi sempre le partite le seguo da solo, anche se virtualmente insieme ad altri».
DUARTE: «La guarderò su Espn Deporte, un canale messicano a cui mi sono abbonato e che mi permette di vedere tutte le partite di serie A direttamente dal mio computer».
Pronostico: come finisce Palermo-Catania e chi segna?
MIHAEL: «Prima della partita con il Bologna ho detto che dobbiamo fare attenzione a Gilardino e sappiamo com'è finita. Per cui per questa volta mi astengo. Una vittoria tuttavia sarebbe fondamentale per tutti, sia per la squadra che per la tifoseria. Specialmente negli ultimi anni ha dovuto assistere a dei derby giocati piuttosto male. Forse non è un male che quest'anno partiamo da "sfavoriti". Forza Palermo!».
DUARTE: «Un derby è una partita a parte, ma in questo momento la differenza qualitativa tra le due squadre è enorme. Per questo, prevedo una vittoria del Catania per 3-1: in rete Legrottaglie, Almiron e Lodi per i rossazzurri e gol della bandiera per i padroni di casa firmato da Miccoli».
di Andrea Motta e Dario Li Vigni
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