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Mancano ormai poche ore al derby, forse più importante, da quando le due realtà siciliane son tornate in Serie A: Palermo e Catania, seppur paradossalmente, si giocano parte della stagione domani pomeriggio al 'Barbera'. I rosanero sono alla disperata ricerca di una vittoria capace di far chiudere loro il capitolo salvezza mentre gli etnei coltivano ancora il sogno 'Europa League'. Noi, redazione di GolSicilia.it, abbiamo messo in evidenza i punti di forza delle due squadre selezionando, per ogni reparto, il giocatore di maggiore caratura. Questi i nostri responsi:
DIFESA
MATIAS SILVESTRE
È sicuramente il punto di forza della difesa palermitana. Nonostante sia arrivato solamente da otto mesi è riucito ad imporsi in una difesa che comunque faceva acqua da tutte le parti. Come centrale ha pochi rivali nel campionato italiano: sa, infatti, alternare prestanza fisica e velocità riuscendo a tener botta a tutti gli attaccanti che gli si presentano davanti. Un infortunio lungo due mesi gli ha impedito di esordire in Nazionale ma il treno che porta alla maglia azzurra è tutt’altro che perso.
NICOLA LEGROTTAGLIE
Guida tattica e carismatica del suo reparto, a dispetto delle quasi 36 primavere Nicola può contare sulla duttilità fisica e sul senso della posizione sulle palle inattive in attacco: il record stagionale di gol (per adesso eguagliato quello del 2002-03 con il Chievo, ndr) è dietro l’angolo. Il più alto e statico Spolli si occuperà della prima punta avversaria (probabilmente Hernandez), mentre starà a lui monitorare e limitare i movimenti di Miccoli in prossimità dell’area.
CENTROCAMPO
MASSIMO DONATI
L’anima del centrocampo è rappresentata da questo omone, alto quasi 1.90 cm, capace di gestire il pallone come pochi. È arrivato dal Bari solo durante il mercato di riparazione ma ha saputo subito prendere in mano le redini di un reparto allo sbando. Ai suoi fianchi Migliaccio e Barreto gli assicurano la giusta copertura in fase di impostazione ma l’unica pecca rimane la scarsa confidenza con il gol: una sola realizzazione da quando è arrivato in Sicilia ne è la testimonianza.
SERGIO ALMIRON
Ha recuperato e quasi sicuramente partirà dal 1’. Tecnica e presenza fisica in fase di non possesso ne fanno un palleggiatore completo e non troppo “leggero” per la linea mediana. Di nuovo in campo tornerà a svolgere l’importante compito dell’impostazione palla a terra, cercando il dialogo con gli esterni offensivi e lanciando la punta in verticale quando si creano gli spazi. Diretti avversari gli arcigni Migliaccio e Barreto.
ATTACCO
FABRIZIO MICCOLI
Il penultimo derby vinto al ‘Barbera’ dal Palermo porta la sua inesorabile firma: una magistrale punizione permise alla banda Colantuono di piegare la resistenza di Izco e compagni. Col passare degli anni, il buon Fabrizio, ha conquistato il cuore di tutti i tifosi rosanero, nessuno escluso. Se ad oggi si pensa di affidarsi a qualcuno Miccoli è l’unico giocatore, in questo momento, capace di fare la differenza. Dal suo piede, il destro, partono sistematicamente i pericoli maggiori per le difese avversarie.
ALEJANDRO GOMEZ
Anche nell’insignificante gara di Trieste è emerso come una nota positiva, mostrando un buon periodo di forma fisica, ma soprattutto mentale. Brevilineo rapido e abile nella velocità dei passaggi, il “Papu” dovrà mostrare più lucidità del solito nelle scelte di tempo, cercando di far girare più spesso palla negli scambi con Marchese.
ALLENATORE
BORTOLO MUTTI
Terminato il brevissimo ciclo Mangia, Zamparini ha deciso di affidargli la panchina nel tentativo di ridare nuova verve e nuovo entusiasmo a tutto l’ambiente ma ad oggi, i risultati, dicono il contrario. Da un uomo di calcio come lui, che di panchine ne ha masticate parecchie, ci si aspettava qualcosa di più. Il derby è l’occasione giusta per riscattare un’annata altrimenti deludente. Difficile, comunque, una sua riconferma per la prossima stagione.
VINCENZO MONTELLA
I 46 punti a quattro gare dalle fine parlano chiaro a fronte degli scetticismi che avevano accolto il suo arrivo a Catania e prima ancora il suo impiego dall’inizio in una squadra di serie A. Il terzo derby della sua carriera da allenatore arriva nel momento più indicato per dimostrare la propria stoffa, in una nave pronta ad essere lasciata dal suo timoniere (Lo Monaco, ndr) e in una situazione, con un brutto ko da archiviare e una situazione non facilissima a livello di disponibilità in formazione.
di Antonino Marino e Michele Patanè
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