Montalbano a GS.IT: «Esonero? Decisione di comune accordo»

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A poche ore dall'ufficialità del suo esonero Vincenzo Montalbano, ex allenatore dell'Akragas, ha fatto chiarezza sulla vicenda in esclusiva ai microfoni di Golsicilia:

Vincenzo Montalbano questo esonero arriva a ciel sereno, come spiega questo allontanamento?

«Diciamo che si è arrivati a questa decisione di comune accordo, vista la contestazione dura nei nostri confronti e visto che domenica (ieri, ndr) anche il pullman è stato aggredito. Non c’erano più i presupposti per continuare ad allenare la squadra».

Cosa non ha funzionato contro il Kamarat?

«Ieri i ragazzi hanno disputato una partita discreta. Abbiamo preso un gol a freddo, ma la partita l’abbiamo giocata noi, eravamo padroni del campo ma loro sono riusciti a vincere il match».

Non le sembra prematura la scelta della società di sollevarla dall’incarico, visto che le squadra era a soli tre punti dalla vetta e in campionato finora aveva conquistato sei vittorie e due pareggi  in dieci partite?

«La squadra mi seguiva,  la verità è che non si era mai creato un buon rapporto con la tifoseria, anche quando vincevamo la squadra veniva fischiata e contestata duramente. Anche quando siamo usciti vittoriosi da Palermo (contro la Palermitana, ndr) non ci hanno risparmiati. Anni fa veniva criticato Scoglio, figuriamoci Montalbano... Agrigento è una piazza molto difficile da gestire, per questo non vincono il campionato da diversi anni».

Perché queste continue contestazioni verso una squadra che stava facendo bene?

«Non ne vedo ragione. Anche in caso di risultato positivo arrivavano contestazioni ingiustificate. I giovani venivano presi di mira spesso quando gli capitava di sbagliare un passaggio o una giocata. Poi era normale aspettarsi un rendimento magari negativo nelle partite successive».

Voci di corridoio dicono che il giocatore Carbonaro abbia rescisso il contratto perché non avevate un buon rapporto. Quanto c’è di vero?

«Nulla, sono falsità. L’unica cosa che posso dire è che ha giocato nove partite su nove, magari non ha dato il massimo per conto suo, ma se uno gioca tutte le partite non credo ci sia alcun problema».

Quale è il rammarico più grande di questa su avventura ad Agrigento?

«Non ho nessun rammarico, non sono un tipo ruffiano che deve affezionarsi ai tifosi e ai dirigenti. Ho un passato da giocatore professionista, in fin dei conti non alleno più in Eccellenza...».

Alcune voci riferiscono di un vostro ritorno non felice ad Agrigento,  come sono andate le cose?

«Io poi sono tornato a Palermo. So che è stato aggredito il pullman appena arrivato allo stadio, poi stamattina mi è arrivata la chiamata del presidente e abbiamo deciso di interrompere i rapporti e forse è stato meglio così, viste le continue minacce dei tifosi».

Chiusa questa parentesi che aspettative ha per il futuro?

«Vivo alla giornata, al futuro non voglio pensare. Adesso è arrivato il momento di riposare, mi godrò la famiglia. Mi dispiace per i ragazzi, avevo legato molto con loro e sono sicuro che saranno più dispiaciuti loro che io».

Grazie mille per la disponibilità, in bocca al lupo per una felice carriera!

«Crepi e grazie mille a voi!». 


Marcello Provito 15/11/2011
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