



Tifo rosanero: tra apprensione e entusiasmo
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Contro la Samp vendetta consumata, ma con stile
La dimostrazione della finitezza umana riesce ad emergere persino da una partita di calcio. La presunzione d'onnipotenza di un gruppo di ragazzi con calzoni e scarpe bullonate, manifestata il 16 maggio dello scorso anno, si trasforma 364 giorni dopo in dolorosa impotenza sportiva, il cui culmine è rappresentato dal ghigno quasi beffardo di un sinistro verdetto: serie B. Due semplici parole, o se preferite sei lettere, ma con alle spalle un universo di significati maledettamente nefasti, prole a carico di un'escalation di eventi incontrollabili, incomprensibili, inacettabili. Un anno dopo aver conquistato un posto al sole della Champions, la Sampdoria si sveglia tra i cadetti. Scherzo del destino ha voluto che a condannare la Genova blucerchiata sia stato proprio quel Palermo superato lo scorso anno sul filo di lana, dopo un duello entusiasmante e ricco di colpi di scena.
Al di là di sin troppo facili declinazioni euripidee, va fatto un plauso alla formazione di Rossi, scesa sul terreno di gioco del "Ferraris" senza alcuna intenzione di regalare neppure un centimetro all'avversario. Una lezione di stile, inoltre, la mancata esultanza di tutti i componenti della rosa, Miccoli compreso, in occasione del 2-1 realizzato da Pinilla, un elegante modo per esprimere rispetto verso un avversario che veniva inghiottito dal tenebroso spettro della retrocessione. Lo sport, prendendo in prestito l'accezione più nobile del termine, impone di abbandonare ogni energia sul campo, per conquistare il massimo. E così il Palermo ha fatto, diversamente da quanto si è visto in altri stadi.
Commovente, infine, il lungo applauso tributato dalla gradinata doriana ad Angelo Palombo, giunto in lacrime sino a pochi metri di distanza dai sostenitori per chiedere scusa. Una testimonianza di attaccamento ai colori sociali, e dei tifosi e del capitano blucerchiato, che dovrebbe insegnare qualcosa a un calcio afflitto da parecchi mali, taluni forse incurabili. Chapeau.
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