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Il giovedì è ormai per tutti gli appassionati di serie D, il giorno della rubrica settimanale di Golsicilia.it con Corrado Parisi giornalista della "Gazzetta del Sud" o Ottavio Gintoli giornalista de "La Sicilia". I due, alternandosi ogni settimana, fanno il punto della situazione su quello che è successo in serie D nella giornata appena passata.
Oggi tocca ad Ottavio Gintoli, giornalista corrispondente dalla città di Noto per il quotidiano "La Sicilia" dal novembre del 2008. Segue il Noto dalla stagione 2005/2006, dalla cavalcata vincente di Prima Categoria.
Ottavio un commento sulla 21^ giornata giocata domenica…
«Tra sorprese e conferme, la Serie D arriva alla sosta con importanti indicazioni. Il Savoia ha allungato, portando al 60% le possibilità di vincere il campionato. Risalgono le quotazioni di Battipagliese e Torrecuso per i play off. Il Noto sta bene, un po’ meno l’Orlandina. Sfortunato il Licata, male il Due Torri».
L’Akragas cade a Battipaglia. Ti aspettavi questo stop del gruppo di Rigoli dopo la grande prestazione col Savoia che sembrava aver appianato le differenze tra le due squadre?
«Più che appianato, ha lasciato invariate le distanze in classifica, con l’Akragas che magari avrebbe meritato di vincere, ma alla fine ha perso una ghiotta occasione. La sconfitta contro la Battipagliese è figlia anche di episodi sfortunati, e adesso a meno sei potrebbe diventare difficile per i ragazzi di mister Rigoli. E’ vero che è più facile inseguire, ma è anche vero che non sono ammessi più passi falsi. Dispiace per gli strascichi post Savoia, ma dobbiamo metterci in testa un concetto chiaro, semplice e inappellabile. Nel calcio, contano i risultati. E al momento il Savoia è primo con sei punti di vantaggio sugli agrigentini».
In Orlandina-Città di Messina ci si aspettava un altro risultato…
«Guardando alla classifica delle due squadre si. E forse anche all’andamento delle due squadre, che non stanno vivendo il loro miglior momento di forma. L’Orlandina ha pagato dazio dopo il pareggio con il Licata, sta accusando un lieve calo ma ci può stare dopo un inizio di campionato molto positivo. In quella zona di classifica, però, basta poco per risalire, ma altrettanto poco per essere risucchiati. E con questa vittoria il Città di Messina si rilancia, con il solito Vella, calciatore su cui si punta per risalire la china. Ci hanno creduto fino alla fine e hanno trovato tre punti vitali per alimentare la fiammella della speranza».
Il Noto sta addirittura facendo meglio di quanto fatto nel girone d’andata, sorpreso o no?
«Più che sorpreso, contento. Perché ci sono la giusta serenità e la giusta tranquillità intorno alla squadra, e i risultati si vedono. I granata stanno rispettando la media inglese e, soprattutto, hanno creato intorno a loro interesse e seguito. Contro la Nuova Gioese, sembrava il Noto la terza in classifica. Ma del resto i risultati parlano chiaro. Scorrete l’attuale classifica e vi accorgerete di come 4 delle prime 5, hanno perso al “Palatucci”. Ma la salvezza è ancora lontana, e il calo di concentrazione, e il saldo con la fortuna, potrebbe essere dietro l’angolo. Speriamo che quest’angolo lo svolteremo il più tardi possibile».
Niente da fare per il Licata anche a Vibo Valentia, anche in Calabria arriva nella seconda parte di gara il gol del pari degli avversari…
«Questo Licata non raccoglie quanto merita. Se contro il Noto il calo fisico è stato netto, e poteva anche perdere, contro la Vibonese è andata un po’ meglio a livello di tenuta atletica, e il gol di Allegretti ha punito oltremodo i ragazzi di Catanese. L’atteggiamento è quello giusto, e continuando così i risultati sono certo arriveranno. E’ una situazione disperata, la rincorsa al Rende è lanciata. E noi da buoni siciliani tifiamo Licata».
A Ragusa, invece, addio alla Serie D. Che amarezza per un importante piazza siciliana…
«Certo che qualcuno qualche spiegazione dovrà pur darla, una squadra non può scomparire così all’improvviso. Si poteva essere più chiari sin dall’inizio, e evitare il protrarsi di una situazione che lascia tanta amarezza. Io sono dell’idea che fare calcio non è un obbligo, un qualcosa che ti dice il dottore. Se non ci sono le condizioni, è inutile illudere tifosi e appassionati».
Domenica la pausa, a chi potrebbe svantaggiare questa interruzione?
«Penso al Noto, ma allo stesso Savoia. Quelle squadre che stanno bene, non vedono di buon occhio la sosta, che spezza i ritmi. Dall’altra parte, molte squadre potranno richiamare la preparazione atletica e ricaricare le pile in vista delle prossime 13 partite. Soprattutto per chi staziona a metà classifica».
Che campionato sarà alla ripresa?
«Non aspettiamoci cataclismi e la scomparsa dei dinosauri. A 13 giornate dalla fine, bisogna fare i conti anche con il turno di riposo da rispettare contro il Ragusa, che può spezzare il ritmo delle squadre. Ci sono tanti scontri diretti ancora da giocare, e alcuni equilibri possono spostarsi. In ordine, se l’Akragas perdesse altri punti, potrebbe anche mollare. Per i playoff sarà lunga la volata, e anche lì dipende da chi decide di mollare. Nelle zone calde, aspettiamo gli scontri diretti, anche se chi ha già oltrepassato i 30 punti ha solo da conquistare qualche vittoria dentro casa. Ma nel calcio non ci sono regole – a volte i gol non vengono convalidati nemmeno se la palla oltrepassa per intero la linea di porta -, e nemmeno partite già scritte. Saranno 13 giornate da vivere intensamente. Il problema è trovare cosa fare domenica prossima. La sosta fa male anche a noi, abituati a inseguire la domenica pomeriggio risultati e tabellini, sostituzioni e ammonizioni».