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Il calcio è uno sport fatto da episodi, i quali nel bene o nel male spesso determinano la storia di una stagione. La storia che racconteremo oggi risale a quasi dieci anni fa e parla di una rete da antologia annullata senza una spiegazione al regista Antonino Cardinale, allora calciatore di un competitivo Acireale che lottava per la Serie B. Domenica 7 marzo 2004, per la 24^ giornata del campionato di C-1, i granata primi in classifica erano impegnati fra le mura amiche del "Tupparello" in un match contro la Vis Pesaro; Il risultato parziale della contesa era fermo sull'1-1, l'Acireale attaccava alla ricerca del gol vittoria fino a pochi minuti dalla fine, quando Cardinale da 35 metri lasciava partire una violenta bordata che si insaccava all'incrocio dei pali alla sinistra del portiere ospite. È l'apoteosi: il pubblico acese esplode in un incontenibile urlo di gioia con Cardinale che si lascia andare ad un'esultanza sotto la curva sud. Sembrava tutto normale e già si pregustava la fuga verso la Serie B, ma dopo qualche istante la felicità di tutti viene spezzata dal signor Ciancialeoni di Foligno che su segnalazione del guardalinee Geranio di Vibo Valentia annulla la rete fra l'incredulità generale. Con le contestazioni di tifosi, calciatori e dirigenti acesi, la contesa finisce 1-1, risultato che a conti fatti peserà come un macigno sull'economia del torneo dell'Acireale dato che i granata, in virtù della contemporanea sconfitta del Crotone, persero l'occasione di andare in fuga con quattro di vantaggio sui calabresi, facendo un passo importante verso la promozione in cadetteria. All'epoca dei fatti, alcuni sostennero l'ipotesi del complotto ai danni dell'Acireale, però a quasi dieci anni di distanza l'unica certezza è che ai granata venne annullata in modo inspiegabile una rete regolarissima e di rara bellezza. Intercettato dai nostri microfoni, Cardinale ha parlato della sua esperienza con l'Acireale analizzando quella sua rete.
Antonino, prima di tutto ti chiedo come è nata la tua esperienza ad Acireale nell'estate 2002...
«Arrivai ad Acireale per volontà di Pietro Lo Monaco e di mister Roberto Chiancone, con il quale avevo vinto il campionato di C-2 nella stagione precedente al Martina. Il mio primo impatto con la realtà acese fu abbastanza buono con tutti: compagni, società, tifosi e stampa. Quando si trovano le citate componenti ed intorno c'è un ambiente positivo è più facile lavorare e rendere al massimo. Ad Acireale è stato così ed abbiamo fatto due grandi stagioni».
Nella tua prima stagione con l'Acireale hai giocato poco, ma siete riusciti a conquistare la promozione in Serie C-1...
«Purtroppo in quella stagione sono stato condizionato da vari problemi fisici ed ho giocato poco. A livello di squadra siamo riusciti a ribaltare tutti i pronostici ed ad ottenere la promozione in C-1 dopo avere vinto i play off. Eravamo una squadra costruita per fare bene, abbiamo acciuffato il quinto posto valido per andare ai play off e negli spareggi abbiamo superato due corazzate come Brindisi e Catanzaro. Come ho detto prima, nell'Acireale in cui ho giocato c'erano tutte le componenti per fare bene e siamo riusciti a conquistare una promozione quando comunque non eravamo partiti con i favori del pronostico».
Che stagione è stata l'annata 2003/2004 in C-1?
«La stagione è stata tutto sommato positiva perchè affrontavamo quell'annata da neo promossa e comunque siamo arrivati ai play off, lottando per tanto tempo ai vertici della classifica con Crotone, Catanzaro e Viterbese. È rimasto l'amaro in bocca per come è andata a fine quella stagione perchè potevamo davvero andare in Serie B, ma l'annata resta ugualmente positiva».
Quell'annata è passata alla storia come quella del passaggio del presidente Pulvirenti da Acireale a Catania a maggio 2004, proprio alla vigilia dell'andata della semifinale play off contro la Viterbese..
«Si, però il fatto che Pulvirenti volesse il Catania era nell'aria da tempo perchè si sapeva che lui è catanese e tifoso del Catania. Credo che a Pulvirenti non si possa rimproverare nulla perchè quando ha avuto in mano l'Acireale ha sempre fatto il massimo per la società granata; poi ognuno con i propri soldi e con la propria passione è libero di fare ciò che vuole. Il tifoso acese si è sentito tradito da Pulvirenti e questo lo posso capire, ma ripeto che era una cosa nell'aria e poi in seguito i risultati ottenuti da Pulvirenti a Catania sono sotto l'occhio di tutti».
Secondo una ricerca condotta dal quotidiano "L'Unità" l'Acireale di quella stagione giocava il miglior calcio d'Europa..
«Si, lo ricordo. Questa classifica era uscita quando stavamo andando benissimo come risultati. Il nostro bel gioco era un dato di fatto perchè era frutto del lavoro e dell'applicazione che facevamo durante gli allenamenti settimanali. L'espressione calcio più bello d'Europa è sicuramente eccessiva e non so i parametri di quella ricerca, ma sicuramente posso confermare che quell'Acireale giocava un bel calcio. Ricordo che il titolo della ricerca era: l'Acireale batte il Real Madrid, ma ripeto che certi paragoni erano sicuramente esagerati».
Passiamo alla tua rete alla Vis Pesaro, la quale ha a conti fatti condizionò la vostra stagione...
«Si, quella mia rete annullata ha finito con il condizionare un'intera stagione perchè dopo quell'1-1 contro la Vis Pesaro si sono decise le sorti dell'Acireale e dell'intero campionato. Dopo quel pari con la Vis Pesaro siamo rimasti molto penalizzati perchè abbiamo avuto il campo squalificato e molti nostri calciatori puniti dal giudice sportivo, senza contare che dopo quella gara gli arbitri ci avevano un pò preso di mira. Da precisare che proprio in quella domenica in cui pareggiammo con la Vis Pesaro, il Crotone secondo in classifica e lontano solo un punto da noi perse e di conseguenza ci hanno negato di incremetare il nostro vantaggio a quattro punti, fattore che per noi poteva davvero significare la fuga decisiva verso la promozione in Serie B».
Che ricordo hai di quella rete?
«Ancora oggi, a distanza di quasi dieci anni non riesco a capire perchè quella rete sia stata annullata. Ho guardato il video di quel gol centinaia di volte, ma non riesco proprio a capire. Ricordo che dopo che segnai, andai sotto la curva ad esultare e l'arbitro prima convalidò il gol, ma poi dopo pochi secondi annullò inspiegabilmente su segnalazione del guardalinee. Quel gesto tecnico è nato dall'incoscienza e dall'istinto: ho visto arrivare la palla ed in un attimo ho deciso di tirare ed è andata bene. Ricordo che tutto lo stadio, i tifosi, io ed i miei compagni esultavamo, ma per qualcuno non andava bene e la terna arbitrale ci ha rovinato la festa. Per me quello alla Vis Pesaro è un gol a tutti gli effetti e personalmente lo conto fra le reti che feci in quell'annata. Ribadisco che dopo dieci anni non capisco perchè mi abbiano annullato quel gol perchè era davvero impossibile annullarlo e le immagini parlano abbastanza chiaro. Al di là del fatto che avevo segnato e che avevo fatto un grandissimo gol, quella rappresentato un'ingiustizia enorme subita dall'Acireale Calcio e se tutto fosse andato in modo normale, magari oggi avremmo parlato di una storia diversa. In quei mesi circolavano certe voci e nell'estate 2004 scoppiò un piccolo scandalo di scommesse su segnalazione del Benevento, ma preferisco non commentare. C'era anche chi ipotizzava un possibile collegamento fra il guardalinee Geranio di Vibo Valentia ed il Crotone, però non ho elementi per parlare a riguardo. Per me il calcio va fatto in modo onesto e quando vengono a galla certe cose, non si parla più di calcio, bensì di altro».
Ad Acireale hai avuto due allenatori: Roberto Chiancone e Maurizio Costantini...
«Di loro ho un buon ricordo. Chiancone mi ha insegnato tanto, mentre Costantini mi ha sorpreso per la sua umiltà. Ma nella mia carriera ho avuto tanti bravi allenatori. Costantini fu una delle tante scoperte di Lo Monaco e lo portò ad Acireale in un brutto momento, quando per dare una scossa si esonerò mister Chiancone. In Sicilia nessuno conosceva Costantini, il quale si è fatto apprezzare da tutti per il lavoro svolto soprattutto tenendo conto che lui è di San Donà di Piave ed affrontava la sua prima esperienza fuori dal nord Italia».
Con quali compagni sei rimasto più legato?
«Sono rimasto legato con tanti miei compagni e spesso ho avuto modo di sentire o di vedere molti di loro, mi riferisco a Pavarini, Polito, Orefice, Russo ed i miei compagni di reparto Delle Vedove ed Anastasi. Poi ho avuto modo di seguire Garzon».
Che ricordo conservi di Acireale?
«Ho un gran ricordo e sarei voluto restare a vita ad Acireale. Con mia moglie volevamo comprare casa ad Acireale per viverci, ma poi abbiamo fatto scelte diverse. Mi sono trovato benissimo ed ho tanti amici acesi».
Dopo il tuo ritiro cosa hai fatto?
«Dopo Acireale ho continuato a giocare per un pò di stagioni fra Serie B, C-1 e C-2 con le maglie di Teramo, Catania, Salernitana, Venezia e Siracusa, dove mi sono ritirato. Adesso da due anni ho iniziato la carriera di allenatore e per ora guido la formazione dei Giovanissimi sperimentali del Monreale. Di recente abbiamo anche vinto un torneo a Reggio Calabria e stiamo andando molto bene. Cerco di insegnare ai ragazzi quello che mi hanno trasmesso i miei allenatori e spero di fare carriera come tecnico. Magari chissà, un giorno allenerò l'Acireale (ride rnd); a parte la battuta, se un giorno mi dovesse chiamare la società granata accetterei al volo».
Ti chiedo un saluto alla piazza acese..
«Saluto tutti gli acesi e gli auguro di ritornare ad alti livelli perchè è davvero triste vedere l'Acireale Calcio ultimo in Eccellenza».
Di seguito il video della rete annullta ad Antonino Cardinale contro la Vis Pesaro...
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