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Pistella a GS.it: «Peccato per la retrocessione, ma Acireale mi è rimasta nel cuore»

Intervista esclusiva al bomber dell'ultima stagione in B dei granata


È una cosa risaputa che l'Acireale Calcio ha sempre avuto una buona tradizione con i portieri, ma un pò meno con i bomber, ovvero coloro che per mestiere sono chiamati a finalizzare il gioco dell'intera squadra. Questa regola ha spesso avuto il suo effetto tanto che lo stadio "Tupparello" da alcuni è stato definito come la tomba degli attaccanti. Tuttavia, ogni regola ha la sua eccezione ed Andrea Pistella è uno di quei centravanti che di diritto è entrato nella storia del blasonato club granata. Approdato ad Acireale nell'estate del 1994, il centravanti toscano con le sue nove reti fu grande protagonista dell'ultima stagione in Serie B della squadra allora allenata da Fausto Silipo, ma la sua avventura in granata si concluse con l'amarezza della retrocessione per un solo punto e la conclusione del sogno della Serie B per i tifosi acesi. Nato a Rapolano Terme, comune in provincia di Siena, il 22/04/1966, Pistella prima di arrivare in Sicilia ha militato tra Serie A, B e C con le maglie di Siena, Poggibonsi, Carrarese, Barletta, Cagliari, Lucchese e Taranto. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.it, Andrea Pistella ha ripercorso la sua esperienza con l'Acireale Calcio. 

Andrea, prima di tutto ti chiedo come è nata la tua avventura ad Acireale nell'estate del 1994...

«È successo che io ho accettato subito il trasferimento ad Acireale senza nessun problema e sono arrivato in Sicilia, una terra in cui non avevo mai giocato. Nessuno se lo ricorda, ma sono partito con qualche difficoltà perchè sono arrivato in ritiro in ritardo rispetto agli altri dato che a giugno del 1994 ho avuto la varicella (ride rnd). Nonostante questo piccolo handicap iniziale sono arrivato in ritiro e mi sono subito ben ambientato con tutti: compagni, mister Silipo e tifoseria acese in generale. L'impatto con la piazza acese è stato subito positivo ed il rapporto con la gente è migliorato sempre di più durante la stagione. Ti posso dire che ad Acireale ho tanti amici e con qualcuno mi sento tutt'ora; mi riferisco in particolar modo al fotografo Franco Barbagallo, il quale ho avuto modo di sentire telefonicamente proprio la scorsa settimana».

Con l'Acireale hai fatto 36 presenze segnando 9 reti. Quali sono i gol e le partite che ricordi con più piacere? 

«La rete più bella secondo me è stata quella che ho fatto alla Lucchese, nel match giocato allo stadio "Tupparello" vinto da noi per 3-0; in quell'occasione segnai un gol in rovesciata e credo che quella rete sia stata la migliore della mia carriera. Un'altra rete che ricordo con molto piacere è stata quella segnata al Palermo, un derby che vincemmo per 3-1 sempre al "Tupparello". La gara più bella è stata sicuramente quella contro la Lucchese di cui ti ho già parlato prima, mentre quella più emozionante è stato il derby vinto con il Palermo perchè gli acesi tenevano molto a questa sfida».

Mi hai detto le gare più belle, ma adesso ti chiedo le sfide più brutte nella tua esperienza acese...

«La più brutta gara è stata l'ultima giornata, quando al "Tupparello" abbiamo sconfitto per 2-1 il Cosenza, vittoria inutile visto che i risultati dagli altri campi non ci hanno favorito, ma è anche vero che la sfida decisiva è stata quella a Perugia una domenica prima: in quella gara non siamo riusciti ad andare oltre il 2-2 e forse se avessimo vinto quella partita potevamo avere molte più possibilità di salvarci. La partita vittoriosa con il Cosenza decretò la nostra retrocessione in C-1; al di là della normale partita, è stato brutto il post gara perchè vedere sugli spalti tanti tifosi acesi che piangevano per la retrocessione è stato davvero bruttissimo. Noi non meritavamo quella retrocessione e personalmente vedere i tifosi in lacrime mi ha fatto capire quello che avevamo tolto alla città di Acireale perchè la Serie B rappresentava un grande patrimonio, il quale purtroppo a causa di tante cose non siamo riusciti a mantenere. L'Acireale nella serie B di allora era la cosiddetta squadra provinciale che si confrontava con le grandi formazioni del resto d'Italia e non è azzardato paragonare la realtà acese al Sassuolo delle ultime stagioni. La retrocessione per me ha rappresentato una grande amarezza perchè comunque in quell'anno avevamo una buonissima squadra».

In quella stagione voi siete retrocessi per un solo punto. A distanza di quasi vent'anni, secondo te cosa non ha funzionato?

«Non è facile rispondere a questa domanda, ma sicuramente quando una squadra retrocede non si può trattare solamente di sfortuna e senza dubbio in quell'annata qualcosa non ha funzionato. Magari noi calciatori potevamo gestire qualche gara in maniera diversa; mi riferisco alla sfida contro l'Udinese, quando abbiamo peccato di presunzione mentre poteva bastarci anche il pareggio. Diciamo che ci sono stati tanti piccoli episodi che alla fine hanno la differenza. Secondo me se le cose avessero funzionato per il verso giusto, noi potevamo fare un campionato di metà classifica perchè non avevamo una brutta squadra».

Che ricordo hai di mister Fausto Silipo?

«Io con mister Silipo sono stato benissimo perchè lui era una persona tranquilla ed un allenatore capace, il quale sapeva tenere bene lo spogliatoio. Lui era un tecnico competente e dall'atteggiamento equilibrato; del mister posso solo parlare bene. Per l'epoca Silipo era un tecnico emergente anche se alle spalle aveva una buona carriera. Purtroppo, probabilmente la retrocessione dell'Acireale in C-1 ha condizionato la sua carriera visto che in seguito non ha più allenato in palcoscenici importanti. Penso che se ci fossimo salvati lui avrebbe potuto fare la stessa carriera di Papadopulo, il quale nella stagione precedente guidò l'Acireale alla salvezza».

Nella tua esperienza ad Acireale quali sono stati i compagni di squadra con cui hai legato maggiormente?

«No, non mi sono sentito più con nessuno, ma ti posso dire che ero molto legato a Fabio Lucidi, con cui qualche volta sono uscito insieme. Tuttavia, in definitiva io stavo bene con tutti. In quella stagione ricordo con molto piacere un giovane Gaetano Vasari, il capitano Orazio Sorbello e Vladimiro Caramel, una ragazzo serio e molto in gamba. Oltre che con Lucidi, qualche volta sono uscito con Mario Solimeno ed Angelo Pagliacetti che era uno dei senatori di quella squadra».

Nell'estate del 1995 sei andato via da Acireale...

«Si, devo dirti che sono andato via con molto rammarico perchè ad Acireale stavo veramente bene. Il mio cartellino era di proprietà della Lucchese, società che con l'Acireale aveva un accordo che prevedeva la mia permanenza definitiva in granata in caso di salvezza. Purtroppo siamo retrocessi e sono andato via molto a malincuore perchè ribadisco che ad Acireale stavo bene e sarei voluto restare».

Che ricordo conservi della piazza acese?

«Ad Acireale ci ho lasciato il cuore e con mia moglie ci siamo trovati benissimo in città. Il mio ricordo di Acireale è molto positivo perchè ho trovato delle persone molto ospitali che mi hanno accolto bene. Oltre al ricordo calcistico di cui ti ho parlato, io sono rimasto particolarmente colpito dalle persone di Acireale con cui sono stato veramente bene».

Dopo che hai lasciato il calcio cosa hai fatto?

«Andato via da Acireale ho continuato a giocare fra Serie B e C fino alla stagione 2000/2001, quando mi sono ritirato. Oltre che con l'Acireale ho giocato con un'altra provinciale forte di quelle stagioni, ovvero il Castel di Sangro. Io dopo che mi sono ritirato ho deciso di non restare nel mondo del calcio anche perchè l'idea di fare l'allenatore non mi piaceva ed ho trovato una collocazione alle Pagine Gialle, dove lavoro ancora oggi».

Infine ti chiedo un saluto alla piazza acese...

«Mando un caro saluto a tutti gli acesi che mi hanno voluto bene. Devo essere sincero: spero di ritornare al più presto ad Acireale per trascorrere un periodo di vacanza. Magari la città non è più come la ricordo io, ma sono sicuro le persone sono rimaste le stesse perchè i siciliani hanno l'ottima fama di essere molto ospitali ed io ho avuto modo di apprezzare il loro modo di fare perchè in altre piazze in cui sono stato non ho riscontrato lo stesso calore umano di Acireale».

Grazie per la disponibilità...

«Di nulla. Grazie a te».

Per vedere il video dei gol di Andrea Pistella con l'Acireale CLICCA QUI

 


Davide Sirna 15/12/2013
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