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È giusto fare un po’ di amarcord. La stagione del passaggio millenario, Misterbianco e Siracusa erano assolute protagoniste di quel campionato di Eccellenza. La spuntò la squadra catanese, per un punto, campionato avvincente. Vi erano dei personaggi oggi ancora in attività come Renato Marletta ai tempi ds del Misterbianco e Pippo Strano che guidava il Siracusa.
Oggi c’è una realtà diversa, calcio diverso, strutture sportive sempre più decadenti ed un Siracusa che riparte con la presidenza Cutrufo per poter riappropriarsi delle categorie professionistiche. La stagione può dare tutto questo? Non lo sappiamo, ai nastri di partenza sembrano il San Pio X allenato da Peppe Anastasi ed il Siracusa le due gazzelle, dietro chissà, mercato aperto. Vedi il Modica che ha preso il “serpente” Panatteri, quindi gerarchie da decifrare.
Il Misterbianco si ripropone come squadra spigolosa, mai doma e sempre con l’idea di legare giovani e giocatori di esperienza, gestire il budget e mantenere la categoria, con la spiccata oculatezza del ds Gigi Chiavaro che ama le sfide tecniche. Quest’anno l’allenatore è Alessandro Settineri, poco giocatore tanto allenatore. Gli archivi ci dicono che nell’anno millenario egli era nelle file dell’Atletico Catania, non come giocatore, ma nel gruppo dei tecnici che si occupavano dei settori giovanili. Personalmente mi sono spesso confrontato sulle idee tecniche e di gestione dei giocatori, riscontrando un’attenzione maniacale nella tattica.
Ma è giusto sentire lui che battezzerà l’inizio del campionato, contro una corazzata come il Siracusa.
«Non solo il Siracusa, ma Fc Acireale e Vittoria in trasferta. Cioè devo montare le quattro ruote motrici e solcare da subito il nostro campionato. Però in questo modo abbiamo subito la spinta e anche per capire che campionato andremo a fare».
Arriva il Siracusa, come si prepara una gara del genere, con la difficoltà del debutto e con il giocare a porte chiuse?
«Non sarà l’unica gara a porte chiuse e ci tengo a sottolinearlo. Il calcio è uno spettacolo e come tale deve avere il pubblico. Per quanto riguarda la gara, ogni singolo giocatore sa come preparare il match, io amo gli aspetti tattici, del non possesso e quando costruiamo. Con squadre come il Siracusa devi avere molta organizzazione per non subire ed accorciare il gap. Sono esigente, a noi manca un po’ di forza fisica e magari alcuni dei miei giocatori si possano calare nella parte di essere leader e di mettersi a disposizione dei più giovani».
Chiude l’intervista con parole di elogio per gli aretusei:
«Ottima organizzazione, grande organico. Saranno di passaggio in questa categoria, sia il tecnico Pidatella che il ds Martello hanno qualità umane di alto profilo e sono grandi conoscitori del calcio. Noi li affronteremo con grande umiltà, ma senza abbassare lo sguardo. Se sei il migliore, il campo lo evidenzierà».