



Mercato Catania: cosa serve in entrata e chi andrà via
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È come dire cattolico ma non praticante oppure, ho i titoli ma non professo. Così è nata la chiacchierata con Alessandro, in modo amichevole, Settineri per far sì che chi legge abbia i dettagli. Tecnico associato, catanese, il quale dopo il bluff Leonzio, si è esiliato, non ha accettato le tante proposte, poiché di fatto, non erano neanche decenti.
Quindi significa dilettanti allo sbaraglio?
«No, ma un’inclinazione verso l’approssimazione organizzativa e tecnica,non dettata dalla categoria ma dai soggetti che si sono addentrati nel calcio nel ruolo di dirigenti».
Mister, però quest’anno l’Eccellenza, soprattutto il girone B, ha avuto sia play off che play out…
«I valori si sono abbassati, toccando la mediocrità. Rispecchiano il periodo, socio-economico e sportivo, però evidenzio in positivo due società: il San Gregorio, perché sulla carta lo davano per spacciato, invece hanno mantenuto fede al loro progetto, sin dall’inizio, l’Aci San Antonio, il quale ha saputo contenere le difficoltà traendo beneficio dal gruppo nello spogliatoio. Non mi è dispiaciuto neanche il Mazzarrà. Porto “all’inferno”: Villafranca, Atletico Gela e Comiso. Fallimenti gestionali, le responsabilità si dividono fra le componenti».
Lo provoco: magari i ripescaggi così scriteriati hanno aiutato i fallimenti?
«La Lega deve formare i dirigenti, deve lavorare dal suo interno per salvaguardare il suo prodotto. Magari puntare su sistemi di gestione in cui un general manager ed allenatore manager possano accorpare i ruoli importanti della società. Ritengo che alla base di questa crisi nel calcio ci sia l’impreparazione delle competenze e poi spingere con gli incentivi. Il rimborso delle iscrizioni, con i minutaggi dei giovani, sono salati i corrispettivi da versare ogni anno e potrebbero dare linfa se attuati alcuni accorgimenti».
Argomento off limits: il rispetto delle regole ed il mal costume di pensare che vi siano risultati taroccati, accade sempre nelle ultime giornate…
«Purtroppo perdiamo di vista la competizione, la sportività e la lealtà. Ritengo che il pensar male è oggi nella nostra formazione sociale, ma so anche che sarà difficile se non impossibile poterne cambiare le linee, dovremmo riscrivere i dieci comandamenti…».
Serie D: I 10.000 di Messina-Cosenza sono un successo del rilancio, dei Lo Monaco o cosa?
«Ti rispondo con: è passione. È stata la preparazione dell’organico, un gruppo di giocatori perfetti per la categoria. È la fame di calcio che attanaglia la gente, il Messina può ritornare nei campionati professionistici».
E l’Acireale, manco la famosa “mandrakata”, si è superato il confine?
«Si è toccato il fondo, neanche gli scheletri nell’armadio si sono trovati. Hanno anche loro abbandonato».
Palazzolo e Noto, chi si salverà?:
«Il Palazzolo con il gruppo ed il lavoro di Pidatella otterrà la miglior posizione per affrontare i play out. Il Noto è secondo dietro il Messina nel girone di ritorno. La delusione è il Ragusa, sotto gli occhi di tutti a chi addossare le responsabilità…».
Pronostici per gli spareggi di Eccellenza B: Vittoria-Modica e Avola-Rosolini?
«Dico Vittoria. Nella sfida play out la spunterà il Real Avola per avere il vantaggio dei due risultati».
Ma tu carissimo Alessandro, cosa stai facendo per le squadre di serie A? Lui, il Settineri, mi risponde: «Il consulente tattico per le prime squadre». Quindi, gli chiedo, posso scrivere quali sono queste squadre? Lui: «Nun t’arrisicari!»… Tradotto in italiano “È pronta una lapide con le tue iniziali…».