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Domenica al triplice fischio dell'arbitro si è scatenata la festa al "Micale": i paladini tornano in serie D dopo una stagione lunga e mai troppo facile, vincente ma non stravinta. Sono passati 13 lunghi anni dall'ultima festa promozione, dieci dei quali, dopo l'amara retrocessione del 2002, trascorsi in Eccellenza a correre e rincorrere sogni. Dieci anni di vacche magre, dieci anni di sacrifici del presidente Galati che in qualche modo ha fatto da salvagente per mantenere a galla la baracca.
È proprio lo storico presidente nel 2011 a permettere il passaggio di testimone all'attuale numero uno Romagnoli. Due anni sono passati perché a Capo d'Orlando scoppiasse la festa, perché i paladini dessero fuoco alle polveri e assaltassero le riserve di spumante tenute al fresco in questi anni. Romagnoli aveva promesso grandi cose al suo arrivo e dopo una stagione da comprimaria in un campionato che ospitava super potenze come Messina e Ragusa, quest'anno la sua squadra ha messo in fila tutti gli avversari, ha vinto il campionato con due giornate d'anticipo lasciando i rivali a spartirsi le briciole.
La stagione dei paladini inizia col ritiro a Leverkusen agli ordini di mister Greco. Finito il precampionato, si comincia a fare sul serio, ma i risultati latitano, l'armata messinese stenta a decollare e arrivano solo 5 punti nelle prime tre giornate, due dei quali dopo deludenti pareggi interni. Il presidente non riesce a contenere la rabbia e la delusione di vedere la sua creatura, costruita per vincere, costretta a vedere gli avversari uscire con punti dal proprio terreno di gioco: a pagare è l'allenatore Greco, esonerato e sostituito da mister Raffaele.
L'Orlandina sembra però avere tutte le caratteristiche di un diesel, vince a Vittoria ma poi arrivano le delusione contro il Due Torri e contro il Modica. La vera svolta arriva a dicembre, quando Romagnoli mette mano al portafogli e passa la palla al nuovo ds Cirillo per accontentare le richieste di mister Raffaele. Tra gli altri arriva il bomber Dama, la squadra comincia a quadrare, migliora la manovra e arrivano i risultati. Le tre vittorie consecutive di inizio dicembre permettono di guadagnare la vetta e di trascorrere una pausa natalizia con ritrovata serenità.
L'Orlandina comincia ad inanellare una serie di risultati utili consecutivi e tra gennaio e febbraio consolida il primato dovendo però tenere a bada i biancorossi del Vittoria che non mollano la presa e riescono a portarsi addirittura fino al -2 in classifica. La giornata dell'allungo decisivo arriva il 3 marzo con i biancorossi sconfitti nella vicina Brolo, tana della Tiger, e con i paladini che si sbarazzano con una goleada del Taormina e si portano a +5.
È storia recente il pari del Vittoria a Modica alla terz'ultima di campionata e l'ennesima goleada al "Micale" che porta l'Orlandina a battere l'Aci Sant'Antonio e alla matematica certezza di vittoria del campionato, essendo a +8 sulla prima inseguitrice con sole due partite da disputare. In questi 180 minuti al termine del campionato i paladini potranno gustarsi una passerella finale davvero meritata, una passerella che gli permetterà di salutare l'Eccellenza dopo ben dieci lunghe stagioni. 180 minuti ancora da disputare, tanto da festeggiare e una serie D da preparare…