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L'impegno infrasettimanale della cadetteria si è concluso con la vittoria del Novara sul campo del Varese: il team lombardo non riesce più a vincere e rimane così fermo al palo dei 47 punti allontanandosi in modo allarmante dal terzo posto. Per la squadra di mister Aglietti, che di diritto si candida per la lotta promozione, sono andati a segno Lazzari e Rubino.
Il turno 32 determina che si vince di più in trasferta che tra le mura amiche, sono ben 5 le vittorie esterne tutte importanti e spettacolari: con una tripletta di Di Michele la Reggina, contro un frastornato Ascoli, fa sua l'intera posta per il migliore degli esordi di mister Pillon. I successi di Empoli, contro il Modena, e Brescia, contro la Pro Vercelli, alzano i livelli di spettacolarità del torneo e rendono il discorso playoff avvincente e sorprendentemente aperto ancora per parecchie squadre. Il Verona si sbarazza, seppur in zona Cesarini, del Virtus Lanciano e raggiunge il secondo posto condiviso con il Livorno che malgrado la superiorità numerica non riesce a trovare il colpo del KO ed impatta contro un resistente Cesena. Il Bari è una squadra in salute ed il 3-0 schiacciante rifilato al Padova sottolinea la forza e lo stato di forma dei "galletti" che allungano con il giusto passo salvezza.
Tra le mura amiche riesce a vincere anche il Crotone, che, con una rete di Eramo, ottiene un successo di misura ed inguaia il Vicenza. Giusto pari tra Juve Stabia e Sassuolo: i toscani dopo essersi portati in vantaggio con un goal di Berardi, si fanno rimontare al 90° dalle "vespe" quando tutto faceva pensare all'ennesima vittoria dell'undici di mister Di Francesco; i rimanenti incontri sono tutti pareggi a reti bianche, equilibrati e poveri di emozioni che consentono ai protagonisti di conquistare il solito "punticino" e altresì di alienarsi da un possibile successo. Questo turno si è caratterizzato inoltre per tre cambi di panchina, infatti a Modena viene esonerato Dario Marcolin e la squadra è affidata ufficialmente a Walter Novellino; Il Padova dopo aver concesso tre mesi a Franco Colomba decide di richiamare Fulvio Pea; si conclude pure l'avventura di Massimo Silva alla guida dell'Ascoli, la dirigenza marchigiana assegna l’incarico al palermitano Rosario Pergolizzi, vecchia conoscenza rosanero.