



Speciale Gelbison-CdM, Galantucci vs Tiscione: intervista doppia
Catania-Pescara: il gol e le polemiche
Palermo, contro la Fiorentina senza nessuna speranza
A. Vinci, presidente Club ‘N. De Simone’: «Siracusa? Vogliamo tornare nel calcio che conta»
Luigi Salvoldi, ex presidente del Siracusa, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano “La Sicilia” in un servizio dei colleghi Massimo Leotta e Manuel Bisceglie. Questi i principali argomenti trattati e gli scenari futuri…
GLI ERRORI «Sono stati tanti, primo fra tutti l’essermi fidato della politica».
LE SCRITTE SUI MURI «In tanti mi chiedono di tornare. In tanti ammettono che, chi pensava che dietro Salvoldi ce ne fossero 100, si sbagliava. A Siracusa però ci sono tante scritte sui muri contro di me e nessuno ha scritto “Salvoldi torna”».
“SONO SCOMODO” «Non ho capito perché mi hanno voluto fare fuori. Adesso che anche alcune mie vicende personali vengono utilizzate per danneggiarmi, mi convinco sempre più che ero diventato scomodo».
LA MANCATA SERIE B «Ho investito nel Siracusa per portarlo dalla serie D al campionato cadetto, nel quale saremmo arrivati senza la penalizzazione. È chiaro che ho commesso degli errori, ma ancora mi chiedo perché nessuno abbia voluto darmi una mano. Perché lo sponsor non ci è venuto incontro? Perché la politica sembrava non vedesse l’ora che io fallissi? Forse perché c’erano in arrivo le elezioni? Alcuni giornali avevano scritto che ero corteggiato da tutti gli schieramenti, ma potevano stare tranquilli perché io faccio il muratore…».
IL POSSIBILE RITORNO «Se non ammettessi che ci penso, mentirei e tra i miei difetti questo non c’è. Io domani mattina ricomincerei per puntare nuovamente a grandi traguardi, ma non è tutto automatico. Bisogna valutare se ci sono i presupposti, perché non si possono ripetere esperienze come quella della scorsa stagione. Non si può tornare per poi non avere le risorse per continuare. La serie B era fondamentale perché avremmo risolto tutto. Dovevo vendere a gennaio? Saremo finiti comunque».
MODALITÀ RITORNO «Due soci (Salvoldi e Mauceri, ndr) da soli non possono andare da nessuna parte. Possono fare divertire i tifosi per qualche anno, ma poi? Ci vuole un allargamento della base societaria e una vera collaborazione con le istituzioni. Non parlo di soldi, ma di opportunità. Quando presentai il progetto per la riqualificazione della borgata, che per noi significava costruire il nuovo stadio, ci hanno quasi deriso. Sappiamo di non poter chiedere risorse economiche, ma abbiamo bisogno di occasioni».
CONVENZIONE STADIO «Sulla convenzione sta succedendo qualcosa di incredibile. È stata revocata, ma il Tar ci darà ragione e questo significherà un grande danno economico alla collettività».
Un Salvoldi pacato e riflessivo con il problema di ritrovare una credibilità persa l’estate scorsa. Con l’obiettivo di ripartire, o approfittando della matricola federale 79957 o con una nuova società. «Perché non si può interrompere un sogno» - conclude così l’ex presidente aretuseo.
GLI OBIETTIVI In un eventuale ritorno, ci sono tanti obiettivi “a tappe” da rispettare. Manto sintetico al “De Simone”, un nuovo campo di allenamento, la ristrutturazione delle palazzine e un grande rinnovamento dello staff. A parlare adesso è l’ex vice-presidente Marco Mauceri: «Abbiamo pagato tanto l’assenza di alcune figure professionali che non potevamo permetterci. In caso di ripartenza, non intendiamo trascurare nulla».
I due dirigenti non ne parlano, ma la mossa a sorpresa potrebbe essere quella di acquistare il titolo del Siracusa 1924 con una nuova convenzione con il Comune che dovrebbe fare da garante presso l’Istituto del Credito Sportivo per l’accensione di un mutuo. Soldi che verrebbero usati per rinnovare lo stadio, mentre l’Ente dovrebbe pensare solo alle utenze per un breve periodo. Con un sistema di pannelli fotovoltaici si provvederebbe a produrre l’energia necessaria. Salvoldi e Mauceri si dicono convinti della possibilità di ripartire dalla serie D e, con la nuova riforma (eliminazione della Seconda divisione di Lega Pro creando un unico campionato a tre gironi), ci si ritroverebbe ad un passo dai professionisti e dalla serie cadetta. Prima di qualsiasi mossa si aspetta di conoscere la nuova Amministrazione comunale e che tipo di dialogo sarà possibile instaurare. Nel frattempo si lavora per allargare la base societaria, nessun nome, ma contatti con altri imprenditori anche non italiani.
Domenica AlbinoLeffe-Lecce e Cremonese-Trapani: chi la spunterà tra giallorossi e granata?