Palermo, tanto cuore ma poca fortuna

L'editoriale


Almeno questa volta, almeno per questa settimana, nessuna critica può essere mossa al Palermo di Gasperini che, nell’anticipo della ventesima giornata, ha forse perso, o forse rosicchiato, qualche punto in classifica alla Lazio.

Il dubbio rimane perché quella di sabato era una gara tutt’altro che semplice. Al ‘Barbera’ arrivava la Lazio di Vladimir Petkovic che,a questo punto della stagione, risulta essere la seconda forza del nostro campionato. Lo svantaggio iniziale firmato Floccari, a differenza di tante altre volte, non ha leso l’animo di un cuore che finalmente sembra venire fuori. La rimonta targata Rios e Dybala non è figlia del caso come non è un caso che questa si è materializzata nel momento in cui il ‘Barbera’ ha preso fuoco. Poi, purtroppo come accade troppo spesso questa stagione, l’episodio che ti cambia il volto di una partita: Floccari, lasciato libero in area di rigore, viene steso da Munoz proteso nel vano tentativo di chiudere lo specchio della porta. Hernanes non si fa pregare e batte il pur ottimo Ujkani.

Rimangono però tanti dubbi sulla qualità dei rosa a centrocampo ma soprattutto in avanti. Kurtic, almeno fino al momento, non ha confermato quanto di buono fatto vedere lo scorso anno a Varese e l’esclusione di Donati, oramai da qualche settimana, lascia presagire a qualche rottura interna allo spogliatoio. Poi rimane il solito perenne offensivo: alla squadra manca una prima punta. Manca uno capace di metterla dentro con irrisoria facilità. Manca colui che mediante il suo fisico prende palla e la protegge, che faccia salire la squadra e che la butti dentro alla prima vera occasione.

Tutto questo senza nulla togliere alla grandissima prestazione del giovane Dybala che, al di là del gol messo a segno, ha disputato una gara stratosferica. Sempre nel vivo dell’azione, sempre pronto a liberarsi del diretto avversario con una finta e sempre pronto all’insolito ruolo di rifinitore. E gli stupendi assist a Miccoli (al 20’ e al 93’) meritavano miglior sorte.

In ogni caso, come tocca dire già da qualche settimana, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo. Perché il campionato dei rosa si deciderà nelle prossime dieci giornate: troppi scontri diretti, quasi tutti dentro. Le trasferte di Cagliari, Verona, Torino e Genova (sponda Samp) non sembrano proibitive, così come non lo sono le gare interne con Atalanta, Pescara, Genoa, Bologna e via discorrendo.

Manca solo questa benedetta prima punta. Prima Immobile, poi Borriello. Dopo si è passati ai vari Baros, Cavenaghi e ora non ultimo Amauri. Insomma qualcuno serve ma è giunta l’ora che Lo Monaco riesca a chiudere una trattativa degna di nota. Prima che sia troppo tardi, ovviamente. 


Antonino Marino 21/01/2013
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