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Rubrica ‘Il Siracusa visto da…’ Giuseppe Giunta

Opinioni e memorie di un tifoso aretuseo Doc


Oggi undicesima puntata della rubrica targata Golsicilia.it che periodicamente vi proporrà un’intervista ad uno o più supporters aretusei Doc. Oggi è il turno di Giuseppe Giunta che fa il punto della situazione sulla mancata iscrizione del Siracusa alla Lega Pro.

Giuseppe, adesso che è trascorsa oltre una settimana dall’ufficialità della mancata iscrizione del Siracusa, a chi assegni le maggiori colpe?

«La maggiore responsabilità è della società, rea di averci illusi fino alla fine, addirittura c'era qualcuno che non giustificava tutto questo allarmismo circa la possibilità di una non iscrizione. Sono stati traditi i tifosi, coloro i quali sono il patrimonio di ogni società, ma non mi stupisco più di tanto. Basti pensare al Milan che aveva emesso un comunicato ufficiale che prevedeva la conferma di Thiago Silva, quando invece dopo un mese è stato venduto. Bisogna ritornare al passato, quando i tifosi venivano maggiormente rispettati… Adesso invece si fanno sopralluoghi laddove dovrebbe sorgere un nuovo stadio senza nemmeno disporre di una fidejussione di alcune centinaia di mila di euro… Anche la classe politica ha le proprie responsabilità, sempre in percentuale molto minore rispetto ad altri, perché' non ha fatto abbastanza affinché' non si desse questo ulteriore schiaffo morale ad una città martoriata sotto tutti i punti di vista. In seguito, se si voleva sostituire il comandante, lo si poteva fare dato che ormai non si era più graditi. Questo mi sembra evidente...».

In molti se la sono presa con Salvoldi e la dirigenza, altri con gli imprenditori locali. Come la vedi?

«L'errore più grossolano commesso dalla società è stato quello di investire tutto il budget in un'unica stagione, una sorta di roulette russa che alla fine ha visto il colpo del proiettile partire in maniera mortale. Nel calcio non puoi rischiare, specialmente quando non hai disponibilità economiche all'altezza della categoria. Nessuno aveva chiesto a Salvoldi la serie B e credo che una volta non raggiunta, a molti non sia dispiaciuta più di tanto la scomparsa del Siracusa… Sarebbe stato più corretto fare una squadra di giovani, valorizzarli e dal ricavato della vendita creare le basi per la stagione successiva. Solo così sopravvivi in Lega Pro, a meno che non disponi di grandi capitali o si disponga di una società numericamente ed economicamente forte».

Tutti i giocatori del Siracusa, ormai svincolati, si sono detti dispiaciuti di dover lasciare la maglia azzurra…

«Ai giocatori va tutta la mia stima e ammirazione per come si sono comportati, dentro e fuori il rettangolo di gioco. È talmente tanta che se Paolo Baiocco fosse finito alla nostra rivale di sempre, ossia il Catania, ne sarei stato felice e orgoglioso per il ragazzo, per cui ben venga che qualcuno si accasi anche al Trapani...».

C’è la possibilità di un Siracusa che riparte dalla D. Ipotesi attendibile? Cosa si dice in città?

«Vorrei sbagliarmi, ma non credo che si riparta dalla serie D, piuttosto vedo il futuro come quello che fu del Gela, ossia il nulla. Per chi vorrà tentare di ricominciare a fare calcio sarà durissima, dopo il secondo fallimento calcistico c’è giustamente tantissima demotivazione e scetticismo. Mi auguro solo che chiunque deciderà di prendersi il Siracusa, se esisterà, attui una politica di ottimizzazione dei rapporti interpersonali. Salvoldi ha invece fatto l'opposto, creando sempre discussioni e scontri verbali, addirittura anche con l'Erg, lo sponsor principale».

Giuseppe, vuoi aggiungere qualcosa?

«Cosa dire infine, ringrazio tutti coloro i quali hanno deciso la morte del Siracusa, personalmente la serie D non mi appartiene, tornerò a mettere piede al “Nicola De Simone” solo quando si tornerà tra i professionisti. In momenti di grandissima delusione, ci sarà qualcuno che gioirà: La mia famiglia, alla quale chiedo scusa se la domenica ho voluto seguire chi mi ha tradito…».



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Dario Li Vigni 23/07/2012
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