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Oggi seconda puntata della rubrica targata Golsicilia.it che ogni settimana vi proporrà un’intervista ad un supporter aretuseo. Tanti gli argomenti trattati: Oggi è il turno di AzzurroPazzo, alias Giuseppe Giunta.
Giuseppe, Siracusa reduce da tre pareggi consecutivi. Visti con distacco fanno pensare comunque a una serie positiva, ma in realtà sembrano una grande occasione persa per ridurre il distacco dal Trapani dopo la vittoria nel derby e allontanare le inseguitrici. Da tifoso come la vedi?
«Abbiamo regalato un campionato al Trapani, basti pensare che potevamo riaprirlo anche vincendo con il Bassano e a Piacenza, ma ormai è andata, non si può tornare indietro. Contano i punti presi sul campo e non quelli che potevano essere presi...».
I granata stanno facendo un campionato mostruoso, ma nei due derby sono usciti sconfitti. Cosa hanno gli uomini di Boscaglia che è mancato a Baiocco e compagni per essere al loro posto davanti a tutti?
«Il Trapani ha vinto il campionato con quel filotto di nove vittorie consecutive. Onestamente da sportivo credo che se lo stia anche meritando. Se poi aggiungiamo il percorso delle altre squadre il gioco è fatto. La promozione del Trapani dovrebbe servire da insegnamento, solo con una sana programmazione si possono raggiungere risultati vincenti. Come il Novara ed il Gubbio di questi ultimi anni».
In molti hanno criticato Sottil, altri i giocatori. Ma un vero tifoso, cosa deve fare nei momenti di difficoltà?
«Nei momenti di difficoltà bisognerebbe stringersi al gruppo e rinviare eventuali critiche solo a stagione finita. Credo che un vero tifoso debba ragionare in questi termini, è facile fare i tifosi a risultati raggiunti o salire sul carro dei vincitori».
Podio “Top” e podio “Flop” dei giocatori azzurri…
I migliori Davide Baiocco, Paolo Baiocco e Carmine Giordano. Mi sarei aspettato di più da Longoni, Zizzari e Pippa.
Siamo in sede di calciomercato, quale giocatore tra i nomi accostati al Siracusa ti sarebbe piaciuto vedere con la maglia azzurra?
«Avrei voluto a Siracusa Mammarella (ora al Lanciano) e Possanzini (ora alla Cremonese), però non si poteva fare il passo più lungo della gamba. Giusto non prenderli se il risultato doveva essere quello di non poterseli “permettere”».
Domenica e mercoledì, Carrarese in casa e Barletta fuori, si giocano due match che potrebbero essere decisivi. Quali sono i tuoi auspici?
«Per le prossima partite mi aspetto un gruppo agguerrito, un gruppo che deve dimostrare di lottare per la maglia. Specialmente quella di domenica prossima con la Carrarese è fondamentale ai fini dei play off, mentre a Barletta andremo a giocare contro una squadra ormai alla deriva e fuori dai giochi secondo me».
Togliti qualche sassolino dalla scarpa: sui tifosi, sul presidente, sul ds, sull’allenatore, sui giocatori…
«Tifosi: essere comunque presenti e non mollare, i processi semmai a fine stagione; Salvoldi: essere maggiormente presente, spronare il gruppo e cercare di allargare la base societaria per un futuro economicamente più tranquillo; Direttore sportivo: nulla da eccepire sul lavoro di Antonello Laneri, ha dimostrato di essere capace nel suo lavoro e di saper costruire ottime squadre con budget limitati; Sottil: il mio giudizio sul tecnico è in generale positivo, in uno scenario di assoluto scetticismo è riuscito a dare una impronta alla squadra, alla fin fine in campo ci vanno i giocatori; Giocatori: non mollate, la promozione è alla nostra portata. Tornate quelli di Trapani e non ci saranno Spezia e Cremonese o Lanciano che potranno ostacolarci».
Memoria da tifoso: qual è la partita degli azzurri che ricordi con più emozione e piacere?
«La partita più emozionante è Siracusa-Bari. 31 ottobre 1976, vincemmo 2-0, segnarono Labellarte e D’Alessandro. La prima in assoluto vista allo stadio con una persona speciale che ancora oggi è presente sempre nella mia vita, mio nonno Arnaldo…».
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