




Intercettato in esclusiva da Golsicilia.it, il tecnico torinese Massimo Gardano ci ha confermato di essere in procinto di rinnovare il contratto con l'Acireale e di essere fiducioso sulla possibilità di fare un campionato più tranquillo rispetto allo scorso anno. L'allenatore ci ha parlato anche delle mosse di mercato granata e degli addii dolorosi di Savanarola, Fascetto e Zumbo.
Mister ancora non è arrivata l’ufficialità del suo rinnovo, quanto manca alla firma?
«Esattamente due giorni (uno per chi legge, ndr). Lunedì sarò ad Acireale, formalizzeremo in modo ufficiale quello che è già stato formalizzato in modo ufficioso».
Le nuove idee della società, gli obiettivi dichiarati, l’hanno convinta?
«Per convincermi non c’è voluto molto, perché alla fine i presupposti sono sempre gli stessi dell’anno scorso. A settembre scorso, in una delle prime interviste, dissi che l’Acireale non si poteva rifiutare, e comunque quest’anno oltre a questo fatto importante, che non si può dire di no all’Acireale, c’è una società rinnovata che mi ha gratificato scegliendomi nuovamente. Alla fine è stato un connubio ben amalgamato che sta permettendo di continuare anche il secondo anno, su una panchina importante come quella acese».
Conosce i nuovi arrivi granata, è soddisfatto delle scelte attuate sin ora dal club?
«Si, c’era la volontà del club di cambiare qualcosa, è chiaro che sono state fatte delle scelte anche dolorose, c’è stata qualche partenza sofferta, ma la società ha pensato che fosse bene farlo, per portare una ventata di novità, è un po’ la prerogativa di questo nuovo ciclo. La proprietà ha iniziato un processo di novità, con la vittoria tre anni fa in Eccellenza, adesso si è un po’ rallentato, l’anno scorso, e dopo tre anni si sono prese delle decisioni importanti. È normale che dal punto di vista umano e anche tecnico dispiace, perché alcuni dei giocatori che non ci sono più sono ragazzi molto importanti, però era necessario e forse dovuto, secondo la società, cambiare radicalmente. Comunque i giocatori che sono arrivati, sono giocatori ricercati, importanti, che abbiamo voluto fortemente e credo che le prerogative sono importanti, poi è chiaro che la risposta sarà data dal rettangolo di gioco».
A proposito di addii dolorosi, forse quello di Savanarola è stato il più pesante, lei e il giocatore avreste voluto continuare insieme?
«Il problema è che si devono mettere insieme un sacco di cose per far sì che il tutto vada in porto in modo positivo e purtroppo a volte certe situazioni non te lo permettono. Magari vorresti avere Savanarola, i vari Fascetto, Zumbo, ma non sempre è possibile. Umanamente avrei voluto avere tutti quelli dell’anno scorso, anche chi ha giocato un minuto perché poi quando si creano certe situazioni, t’affezioni, purtroppo il calcio è uno sport in cui l’affetto conta zero, il giorno che Gardano ad Acireale non andrà più bene, ci penseranno un minuto prima di mandarlo a casa; quindi, sono solo state fatte delle scelte, indicate dalla voglia di cambiamento rispetto alla stagione scorsa, rispetto a qualche anno fa, scelte anche economiche, bisognava far quadrare il bilancio, rimettere in sesto determinate cose, purtroppo a volte le cose vanno così. Non è comunque di mia competenza parlare di certe cose, ripeto parlerà il campo, dico solo che perché tutto funzioni bisogna far funzionare tanti incastri, economico, commerciale, etico, tecnico, di collaborazione tra giocatori. L’anno scorso il reparto più deficitario è stato quello offensivo e quindi come stiamo vedendo, per adesso, stiamo dando priorità al reparto d’attacco».
Mister per quanto riguarda lei, in attesa del rinnovo, qualche società le ha proposto la panchina?
«C'è stata una chiacchierata con il direttore Corrado Conti (Noto, ndr), che non è andata poi a buon fine, ma che comunque ringrazio perché nel momento in cui un’altra società pensa a te è già un grosso privilegio ed orgoglio. Ringrazio il Noto che ha pensato a me, c’è stata qualche altra società della mia zona che mi ha contattato con cui ho avuto delle chiacchierate e dei colloqui, ma a me piace finire i lavori cominciati e credo che l’esperienza Acireale dopo un anno non possa essersi già esaurita e voglio vedere come può andare per un altro anno. È normale che la priorità ce l’aveva la società dove avevo allenato e la dirigenza acese. Con tutti loro ed in primis il presidente Pennisi, ho avuto un rapporto perfetto, anche affettivo che ha aiutato a chiarire tutto, anche con il Dg Marino che a molti sta antipatico, ricordiamo che se Gardano è qui è grazie a lui».
Mister cosa manca ancora all’Acireale, in entrata cosa serve?
«Credo che la società stia ancora lavorando, soprattutto sull’aspetto offensivo della formazione, quindi arriverà ancora un giocatore d’attacco, stiamo valutando anche la possibilità di arrivare ad un centrocampista di livello e qualche giovane, sappiamo quanto sono importanti, stiamo completando. È giusto anche avere dei ricambi importanti, soprattutto per i tanti giovani che avremo e si affacciano per la prima volta a palcoscenici di livello».
Il ds Leonardo ha parlato anche di possibilità play off, cosa ne pensa?
«Io l’unica cosa che posso promettere è l’impegno totale e per totale parlo di anima e corpo, impegno fisico, di testa per questa causa, personalmente mi è già difficile parlare di obiettivi ad inizio stagione; oggi deve ancora iniziare tutto, deve iniziare il ritiro ed è difficile parlarne. Credo che questa sarà una stagione per noi importante dove se saremo bravi cercheremo di invertire un po’ la tendenza degli ultimi anni, però per far questo dobbiamo essere bravi, tranquilli, e ricordarci sempre da dove veniamo e per dove veniamo intendo, e lo dico con grande rammarico, non è l’Acireale in serie B, ma una squadra che il 27 di maggio si è salvata grazie ai play out dopo un’annata molto difficile. Poi è normale, la fiducia è sempre tanta, abbiamo lavorato, stiamo lavorando e lavoreremo per far sì che tutto questo sia soltanto un ricordo e si viva di presente, mi auguro e farò l’impossibile perché tutto sia più roseo, però bisogna stare tranquilli».
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